Servizi turistici, alloggio e ristorazione, servizi alla persona, agricoltura ed edilizia. Sono i quattro comparti in cui cresce di più l’impiego di lavoratori stranieri.

In Calabria un nuovo assunto su quattro proviene dall’estero. Una presenza ormai strutturale per una componente «stabile» ed «essenziale» per il mercato del lavoro regionale oggi carente di manodopera locale. Una componente «senza la quale molte attività produttive andrebbero in difficoltà».

Lo dice il focus realizzato dall’ufficio studi della Cgia di Mestre. La scarsità di profili disponibili rispetto alla ricerca avviata da privati ed imprese costringe a cercare altrove il personale necessario: anche nella nostra regione quasi il 50% dei posti occupabili resta scoperto. La stragrande maggioranza riguarda posizioni di lavoro a bassa e a bassissima specializzazione. Nel privato boom di richieste per i servizi alla persona, badanti in testa. Nelle imprese cresce la richiesta di personale stagionale nella ristorazione e nell’ospitalità alberghiera. Aumenta la ricerca di lavoratori per attività di pulizia, magazzinaggio, carico e scarico delle merci.

In Calabria sono poco più di 318mila i lavoratori dipendenti del settore privato non agricolo con almeno una giornata retribuita nel 2024: dal 2017 il loro numero è aumentato del 188,5%, il quarto incremento più alto del Paese, dopo Basilicata (+306,1%), Trentino-Alto Adige (+236,6%) e Umbria (+189,5%). Sono 154mila e 640 quelli impiegati dalle imprese: 62mila e 480 in provincia di Cosenza, 35mila e 440 nel reggino, 27mila e 900 nel catanzarese, 13mila e 490 in provincia di Crotone e 15mila e 320 in provincia di Vibo Valentia. Sono in tutto 23mila e 900 i lavoratori del comparto industriale.

Per la Cgia i dati mostrano che «il contributo degli stranieri è fondamentale per l’equilibrio demografico, produttivo e previdenziale del Paese».

Il maggior numero di lavoratori esteri impiegati in Calabria proviene da Romania, Bulgaria, Ucraina, Marocco, India, Pakistan e Bangladesh. Tra gli asiatici i cinesi occupano l’area del commercio e della distribuzione di merci.

Secondo il XV Rapporto annuale sull’economia dell’immigrazione della Fondazione Leone Moressa il lavoro dei cittadini stranieri residenti in Calabria produce 1 miliardo e 917 milioni di euro di valore aggiunto, il 5,3% del Pil regionale.

Il focus della Cgia conferma una tendenza: la rinuncia dei lavoratori locali a svolgere determinati mestieri. Un problema di difficile soluzione senza interventi strutturali: mancano competenze, aumenta la ricerca di personale non qualificato e nessuno vuole svolgere le mansioni più basse.