Aspettando la neve

In Sila tariffe basse mentre nel resto d’Italia si prepara la batosta per gli sciatori

Aumenti di appena tre euro per gli skipass giornalieri a Lorica e Camigliatello nonostante si prevedano costi triplicati per il caro energia. A soffrire di più sono le strutture ricettive: molte apriranno a singhiozzo (ASCOLTA L'AUDIO)

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di Salvatore Bruno
30 ottobre 2022
17:42
La cabinovia di Lorica
La cabinovia di Lorica

Non inganni il caldo primaverile di questi giorni. Secondo gli esperti l'anticiclone africano tra due settimane sarà soltanto un bel ricordo ed anche in Calabria il crollo delle temperature riporterà negli animi la consapevolezza dell'incalzare della stagione fredda. Una buona notizia per gli amanti della montagna. Lo scorso anno la Sila ha registrato una impennata delle presenze grazie alle abbondanti precipitazioni nevose: si è potuto sciare praticamente fino a Pasqua. A Camigliatello e Lorica scaldano i motori per garantire la migliore efficienza degli impianti di risalita e la fruibilità delle piste. Ma si fanno anche i conti per capire quale sarà l'incidenza del caro bollette sul funzionamento delle infrastrutture e quale quota del paventato aumento dei costi dovrà essere ribaltata sugli utenti.

Impennata delle tariffe al Nord

Sulle Alpi il caro energia si fa sentire: secondo una indagine condotta da Assoutenti il prezzo dello skipass nelle località più rinomate dell'alta Italia sarà incrementato mediamente del dieci percento rispetto all'inverno 2021. Così, ad esempio, sulle Dolomiti si passerà per il biglietto giornaliero da 67 a 74 euro, a Bormio da 46 a 52 euro, a Livigno da 52 a 59 euro, a Courmayer da 56 a 61 euro, a Cervinia da 53 a 57 euro.


Non solo per ricchi

Più modesto invece l'incremento sull'altopiano cosentino, soprattutto perché la tariffa di partenza è decisamente più bassa: si dovrebbe passare dai trenta euro dello scorso anno a 33 euro, mentre il biglietto per la salita in vetta, e la successiva discesa, resterà stabile a quota 8 euro. Questo, secondo quanto si è appreso, dovrebbero decidere proprio in questa settimana, gli enti pubblici gestori dei due impianti, Arsac e Ferrovie della Calabria. Importi decisamente alla portata di tutte le tasche.

Attenzione verso il turista

Nonostante si preveda il triplicarsi delle bollette, il consumo stimato sarà di 60mila euro mensili per impianto a fronte di quello effettivo di circa 20mila pagato nella stagione passata, la politica è quella di venire incontro ai turisti, in considerazione pure dei maggiori costi che molte famiglie dovranno affrontare per raggiungere le mete silane, a causa del caro benzina e del caro gasolio. E magari intercettare nuove fette di mercato, rendendo la Sila conveniente anche per quei calabresi richiamati dalle alte vette dell'arco alpino, obiettivamente sempre più difficili da raggiungere.

Gli alberghi soffrono

Discorso diverso invece per le strutture ricettive. Il riscaldamento degli ambienti incide in alcune circostanze in maniera insostenibile sui costi di gestione. Gli albergatori possono permettersi di tenere i caloriferi accesi solo se la struttura lavora a pieno regime. Per questo molti imprenditori, se le attuali condizioni dovessero perdurare, apriranno soltanto nei fine settimana, a patto di registrare una occupazione delle camere di almeno il settanta percento.

Giornalista
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