Il presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica ha posto l’accento sul rischio di intromissioni nelle elezioni di diversi Paesi: «L’Italia non è immune»
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«Il rischio di azioni e condotte ibride da parte della Russia è conosciuto in tutta Europa. Ci sono diverse analisi che testimoniano attività che la Russia conduce, direttamente o indirettamente, ad esempio nel campo della disinformazione, anche per testare le tenute delle opinioni pubbliche e delle società europee. L'attenzione è alta». Così il presidente del Copasir, Lorenzo Guerini, a margine dell'incontro “Intelligence e magistratura: la collaborazione necessaria”, organizzato a Soveria Mannelli dalla Società italiana di intelligence.
«Un'attenzione che tutto il comparto dei servizi italiani ha sempre mostrato. Va tenuta una posizione molto coesa a livello europeo per mantenere alta la pressione sulla Russia, per dire che non accettiamo questo tipo di intromissioni», ha detto Guerini.
«Il tema delle possibili intromissioni, delle attività di disinformazione attraverso vari canali, è un rischio più volte testimoniato in numerosi momenti elettorali di diversi paesi. Anche l'Italia non è immune da questo rischio», ha continuato.
«Non va drammatizzato - ha precisato Guerini - ma occorre mantenere alta l'attenzione ed è quello che viene fatto, anche da questo punto di vista, dai nostri servizi che monitorano quotidianamente le piattaforme social e le possibili azioni di intromissione di attori esterni».
All’incontro anche il procuratore generale della Corte d'appello di Roma, Giuseppe Amato: «Penso che la collaborazione tra magistratura e servizi di intelligence oggi sia assolutamente necessaria. Non ci deve essere diffidenza perché la legge 124 del 2007, che disciplina l'attività dei servizi di intelligence, è assolutamente garantista e dà spazi molto forti al controllo».
«Oggi in alcuni settori, penso alla cybersicurezza, è importante che insieme ai magistrati ci sia il contributo forte dell'Agenzia per la cybersicurezza ma anche dei servizi, perché l'attività deve essere di prevenzione, repressione, ma anche di resilienza per consentire ai sistemi eventualmente attaccati di essere subito in piena operatività», ha aggiunto Amato.

