Mentre i corridoi di Veronafiere si riempiono del brusio cosmopolita di lingue diverse, il Padiglione 12 che ospita la “Calabria straordinaria” sembra emettere una frequenza propria. Non è solo questione di terroir e vibrazioni calabresi, è qui che il mercato incontra la visione. Tra i calici, si muovono due figure chiave come in un gioco di specchi: da una parte i buyer internazionali, i "cacciatori di tendenze" che cercano la prossima bottiglia capace di conquistare New York o Tokyo, dall’altra gli enologi di visione, come Vincenzo Mercurio.

Se i primi portano il termometro del business, i secondi — e Mercurio ne è l’emblema — portano il battito cardiaco della terra. Vedere questi esperti confrontarsi tra gli stand del 12 non è una semplice visita di cortesia: è il momento in cui la precisione tecnica del "saper fare" si salda con l'istinto commerciale. In questo spazio, il vino smette di essere un prodotto e diventa un dialogo serrato tra chi lo crea con rigore scientifico e chi lo lancia nelle arene mondiali. Qui, oggi, si decide non solo cosa berremo, ma come la narrazione del vino calabrese cambierà pelle.

A sancire il peso specifico raggiunto dalla Calabria è stato il ritorno a sorpresa del ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi. Una visita non protocollare, ma carica di significato politico: il ministro ha voluto ribadire i propri complimenti a una regione che sta guidando la metamorfosi del turismo esperienziale italiano, capace di legare indissolubilmente il calice al territorio.

Ma il successo della "Calabria Straordinaria" non viaggia solo sui binari istituzionali; si nutre di un racconto mediatico imponente e capillare. All'interno dello stand, le frequenze di Rai Radio 2 hanno creato un vero e proprio ponte sonoro che unisce l'Italia: se da Milano la Music Room detta il ritmo editoriale, nel cuore del padiglione la narrazione prende vita con le voci di Julian Borghesan e Manila Nazzaro in collegamento da Roma, abili nel tradurre l'atmosfera della fiera in un racconto pop e coinvolgente. Nel pomeriggio, il testimone passa alla verve di Savino Zaba e Diletta Pietrangeli, che trasformano lo spazio espositivo in un set live capace di intercettare il grande pubblico radiofonico.

A completare questa straordinaria architettura comunicativa è la folta rappresentanza della stampa calabrese. Numerosi giornalisti arrivati dalla regione stanno seguendo minuto per minuto l'evoluzione della fiera, garantendo un presidio informativo costante che salda il racconto nazionale a quello territoriale dimostrando che l'eccellenza del vino, per vincere, ha bisogno di una voce corale, autorevole e presente sul campo.

La prestigiosa cornice della Sala Bellini (Padiglione 3) di Veronafiere ha ospitato invece il capitolo più atteso del racconto imprenditoriale calabrese: la presentazione del volume "Semper ad Maiora", edito da Rubbettino. L’incontro ha visto come protagonista l'epopea del Gruppo Caffo 1915, una storia che travalica i confini regionali per farsi pilastro del Made in Italy globale.

A moderare l’evento con la sua consueta eleganza è stato Gioacchino Bonsignore, volto storico del TG5. Bonsignore ha saputo guidare il dibattito intrecciando con sapienza la cronaca economica al fascino della tradizione, mettendo in luce l'umanità e la visione dietro il brand. Sul palco, il confronto diretto tra Pippo e Nuccio Caffo e l'editore Florindo Rubbettino ha svelato i segreti di un successo fondato sulla resilienza e sulla capacità di innovare senza mai tradire le origini.

Il libro, presentato davanti a una platea fitta di addetti ai lavori e autorità, non è solo una celebrazione del passato, ma un manifesto per il futuro. Grazie alla conduzione di Bonsignore e agli interventi della famiglia Caffo e di Rubbettino, la Sala Bellini è diventata il palcoscenico di una Calabria vincente, che con orgoglio e rigore continua a puntare "sempre verso il meglio".

Al di là dei singoli eventi, è l’atmosfera vibrante del Padiglione 12 a decretare il trionfo della Calabria in questo Vinitaly. L’assessore all’Agricoltura Gianluca Gallo e la commissaria Arsac Fulvia Caligiuri non hanno nascosto il proprio entusiasmo per il fermento che anima lo spazio regionale, diventato un vero polo d’attrazione per buyer, giornalisti e visitatori da tutto il mondo.

Gianluca Gallo ha espresso grande compiacimento per la compattezza e la qualità dell’immagine coordinata che la Calabria sta offrendo: «Vedere il Padiglione 12 così affollato e dinamico è la prova che la strategia di promozione unitaria sta dando i suoi frutti. Siamo riusciti a creare una casa del vino calabrese che è al contempo autorevole e accogliente».

Sulla stessa linea Fulvia Caligiuri, che ha sottolineato la soddisfazione nel vedere come il lavoro di supporto tecnico e promozionale si stia traducendo in contatti concreti per le cantine: «Il Padiglione 12 non è solo uno stand, è un hub operativo dove si respira il cambiamento. La soddisfazione dei produttori è il nostro miglior risultato e l'afflusso costante di oggi conferma che la Calabria è ormai una tappa imprescindibile di questa fiera».

Per entrambi, il Padiglione 12 rappresenta il cuore pulsante di una regione che ha finalmente trovato la chiave giusta per comunicare il proprio valore, trasformando ogni calice in un’occasione di riscatto e crescita per l'intero territorio.

Mentre le luci della fiera iniziano a smorzarsi altrove, al Padiglione 12 la giornata non finisce: cambia semplicemente pelle. Scattate le ore 18:00, lo spazio istituzionale si spoglia della formalità business per trasformarsi nel club più esclusivo e vibrante di Veronafiere. È il momento del dj set, un rito capace di trasformare il padiglione in un’onda sonora che non lascia indifferenti.

L’effetto è magnetico: mentre gli altri stand iniziano a chiudere i battenti, espositori e visitatori dagli altri padiglioni si riversano in massa nel settore calabrese, attirati da un’atmosfera che fonde l’eccellenza dei calici con il beat contemporaneo. In questo clima di festa e condivisione, spicca il lavoro di coordinamento di Michelangelo Bruno Bossio, dirigente del Settore Programmazione e Divulgazione Arsac, che insieme a tutto lo staff assicura che questo "ponte" tra il lavoro e il divertimento funzioni alla perfezione fino alle ore 20:00.

Non è solo un aperitivo, è la dimostrazione plastica di una Calabria che sa essere "straordinaria" anche nella capacità di accogliere e fare tendenza. Tra un calice e un mix di musica, il Padiglione 12 diventa il luogo dove si brindano ai successi della giornata e si stringono relazioni informali che valgono quanto quelle nate ai tavoli dei buyer.

È qui, sotto i riflettori del tramonto veronese, che la Calabria dimostra di avere il ritmo giusto per conquistare non solo i palati, ma anche il cuore della fiera.