Dura presa di posizione sulla Proposta n. 65: «Servono la proroga di 24 mesi, il no agli interpelli e le convenzioni con gli enti strumentali: così com'è diventata, la norma non ci tutela»
Tutti gli articoli di Economia e lavoro
PHOTO
La discussione attorno alla Proposta di Legge n. 65, nata con l'intento di introdurre una norma transitoria per la proroga e l'allineamento delle scadenze delle graduatorie concorsuali della Regione Calabria, registra una netta e decisiva svolta nelle posizioni del Comitato Idonei dei Centri per l'Impiego della Regione Calabria.
Il giudizio del Comitato sul testo attualmente in discussione si è fatto estremamente critico: la proposta di legge, rispetto alla sua formulazione originaria, ha subito un cambiamento radicale che ne ha snaturato lo spirito e l'efficacia. La posizione degli idonei è ormai perentoria: se la norma non verrà integrata con i giusti correttivi, per il Comitato è un provvedimento di cui si può fare tranquillamente a meno, poiché rischierebbe di rivelarsi una scatola vuota o, peggio, un ostacolo al reclutamento.
«Legge stravolta: servono correttivi o sia stralciata»
«Rispetto alle premesse iniziali e alle bozze di partenza, la Proposta di Legge n. 65 è cambiata in modo profondo e peggiorativo», denunciano i rappresentanti del Comitato Idonei dei Centri per l'Impiego della Regione Calabria. «Siamo passati da una norma d'impatto a un testo annacquato e privo di reali garanzie per chi attende da tempo la chiamata. A questo punto lo diciamo con estrema chiarezza: se non c'è la volontà politica di apportare le necessarie modifiche in Commissione e in Aula, questa legge perde ogni utilità. O si introducono i correttivi richiesti, oppure è meglio farne a meno e puntare su altri strumenti normativi».
Le tre condizioni irrinunciabili: no agli interpelli, proroga di 24 mesi e convenzioni
Per restituire dignità e utilità alla PdL 65, il Comitato traccia una linea d'ombra invalicabile basata su tre pilastri operativi:
● Stop alla trappola degli interpelli: La disciplina delle manifestazioni d'interesse e degli interpelli non può trasformarsi in una procedura farraginosa che allunga i tempi e crea corsie preferenziali macchinose. Il Comitato chiede lo scorrimento diretto e trasparente degli elenchi esistenti.
● Proroga piena di 24 mesi: Un semplice rinvio "tampone" di pochi mesi non risolve il problema della carenza d'organico. Serve un'estensione biennale che permetta ai Centri per l'Impiego calabresi e ai dipartimenti regionali di programmare le assunzioni con stabilità.
● Sblocco delle convenzioni con gli Enti Strumentali: La vera svolta gestionale risiede nell'apertura sistematica delle convenzioni con l'intero parastato e con le agenzie regionali (come Arpacal, Azienda Zero, Calabria Verde, Arcea e gli altri enti sub-regionali). Attingere alle graduatorie CPI per soddisfare i fabbisogni di tutto il sistema regionale consentirebbe di coprire i posti vacanti a costo zero ed in tempi immediati.
L'analisi giuridica: le 4 accortezze per salvare la norma dalle impugnative
Dal punto di vista del diritto amministrativo, il Comitato ribadisce che la proroga della validità delle graduatorie è giuridicamente praticabile, rientrando nella competenza primaria della Regione sull'organizzazione dei propri uffici e del personale (sulla scorta di quanto già fatto in Calabria per la sanità con la L.R. n. 3/2026.
Tuttavia, affinché la PdL 65 possa superare l'eventuale vaglio della Corte Costituzionale o l'impugnativa del Governo, il legislatore regionale deve applicare quattro accortezze fondamentali:
● Portata generale e astratta: La proroga deve applicarsi a tutte le graduatorie regionali vigenti, senza apparire come una norma ad personam o pensata per un singolo concorso.
● Motivazione e copertura finanziaria: L'estensione temporale deve poggiare su chiare e documentate esigenze organizzative e di fabbisogno, assistita da adeguate coperture di bilancio.
● Entrata in vigore tempestiva: La legge deve entrare in vigore rigorosamente prima della naturale scadenza dei termini. Una graduatoria già scaduta non può essere "risuscitata" con efficacia retroattiva.
● Cancellazione della clausola escludente "già prorogate": Va depennata qualsiasi formulazione analoga a quella usata in ambito sanitario, che ha escluso dai benefici le graduatorie "già oggetto di precedente proroga". Una clausola del genere taglierebbe fuori proprio la graduatoria dei Centri per l'Impiego, rendendo vano l'intero testo.
«Pronti alle alternative normative e pressing sugli scorrimenti immediati»
Di fronte al rischio di uno stallo o di un'approvazione di facciata della PdL 65, il Comitato Idonei dei Centri per l'Impiego della Regione Calabria ricorda che l'amministrazione non può prorogare i termini via delibera (essendo la durata fissata per legge) e annuncia che la mobilitazione prosegue in parallelo su altre due strade legislative:
● Un emendamento regionale ad hoc da inserire nel primo provvedimento ordinamentale o di assestamento di bilancio utile.
● Una proroga nazionale da richiedere tramite il decreto "Milleproroghe" di fine anno.
"La politica regionale si trovi davanti a una scelta di responsabilità," conclude la nota del Comitato Idonei dei Centri per l'Impiego della Regione Calabria. "Se la PdL 65 deve rimanere il testo stravolto di oggi, tanto vale prenderne le distanze. Se invece si vuole dare una risposta concreta ai servizi per il lavoro della Calabria, si approvino subito i nostri correttivi per i 24 mesi e per le convenzioni con gli enti strumentali. Contestualmente, chiediamo alla Regione di disporre il massimo degli scorrimenti possibili entro l'attuale scadenza, valorizzando immediatamente le competenze già selezionate."

