Palazzo Chigi lavora all’ultima manovra finanziaria del Governo Meloni prima del ritorno alle urne, come da calendario di fine legislatura, nel 2027.

Festeggiato il record di longevità nella storia repubblicana, dopo la pausa estiva il centrodestra riparte dai numeri economici con una serie di proposte che nelle intenzioni dell’esecutivo puntano a rimodulare il carico tributario e a sostenere il potere d'acquisto dei contribuenti.

La riforma dell’Irpef: aliquote e benefici attesi

La misura principale e più discussa riguarda una potenziale revisione delle aliquote Irpef per alleviare la pressione fiscale sui redditi medi e bassi.

L'ipotesi più accreditata prevede il passaggio dell'aliquota Irpef dal 35% al 33% per i redditi fino a 60.000 euro. Attualmente la soglia per l'aliquota al 33% si ferma a 50.000 euro. Secondo le stime della maggioranza, questa estensione potrebbe generare un beneficio aggiuntivo annuo fino a circa 1.000 euro per contribuente, a fronte di un costo complessivo per le casse dello Stato stimato intorno ai 3 miliardi di euro. Questa riforma è fortemente sostenuta dal vicepremier e leader di Forza Italia, Antonio Tajani, che ha rimarcato l'obiettivo di ridurre le tasse sul ceto medio.

Il ritocco all'aliquota Irpef più bassa

Sul tavolo c'è anche l'ipotesi di ridurre di un punto percentuale l'aliquota Irpef più bassa, portandola dal 23% al 22%. Questa operazione avrebbe un costo indicativo di 1,5 miliardi di euro, garantendo un beneficio massimo di circa 220 euro per la fascia di reddito inferiore. Il presidente della commissione Finanze della Camera, Marco Osnato (FdI), ha confermato la possibilità di intervenire sulle fasce più basse o di combinare più leve fiscali. Tuttavia, la fattibilità di questa misura sarà strettamente legata all'eventuale uscita dell'Italia dalla procedura di infrazione europea per deficit eccessivo, per la quale si attendono i dati della finanza pubblica aggiornati dall'Istat il 22 settembre.

Il bivio della detassazione delle tredicesime

Un altro capitolo di rilievo riguarda il regime fiscale applicato alla tredicesima mensilità, anch'esso vincolato alle decisioni europee sul deficit. Il governo studia un'aliquota sostitutiva fissa al 15% in luogo dell'Irpef ordinaria, limitata ai lavoratori con redditi fino a 15.000 euro, con un costo stimato di circa 500 milioni di euro.

All'interno della maggioranza si spinge per un intervento più drastico. Osnato ha definito "un po' bassa" la soglia dei 15.000 euro, proponendo di abbassare l'aliquota al 10% e quasi raddoppiare il tetto di reddito. Una simile rimodulazione garantirebbe un risparmio in busta paga compreso tra i 200 e i 500 euro (a seconda del reddito), o di "diverse centinaia di euro" per una platea più ampia. Forza Italia, con Antonio Tajani, ha rilanciato proponendo di "detassare le tredicesime fino al 100%, se possibile".

Flat tax e altre novità fiscali in discussione

Forza Italia spinge, poi, per rendere strutturale la flat tax del 5% applicata esclusivamente all'incremento di reddito rispetto all'anno precedente, destinata a dipendenti, partite Iva, artigiani e professionisti. Tajani e Maurizio Casasco hanno sottolineato che questo sistema mira a premiare chi produce di più, applicandosi anche a straordinari e premi di produttività.

Tra le altre proposte sul tavolo figurano l'introduzione di un cashback sulle spese sanitarie, misure di semplificazione amministrativa, l'abolizione del bollo auto, il ripristino del bonus elettrodomestici e ulteriori aiuti alle famiglie contro il caro-energia.

In pensione a 67 anni

Dal 2027 è previsto un primo aumento dei requisiti per il pensionamento. L'età per la pensione di vecchiaia dovrebbe infatti salire di un mese, arrivando a 67 anni e un mese. Nel 2028 scatterebbero altri due mesi di incremento. Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha indicato come priorità della prossima manovra finanziaria la necessità di superare la legge Fornero, consentendo ai lavoratori di lasciare il mercato del lavoro prima dei 67 anni. La Lega, però, intende spingersi più avanti con una proposta che riguarda le pensioni anticipate che secondo il Carroccio dovrebbero essere per tutti a 64 anni.

Debito pubblico e tariffe energetiche

Nonostante la definizione delle proposte, il dossier formale della legge di bilancio non è ancora ufficialmente sul tavolo del ministero dell'Economia. Le forti tensioni geopolitiche internazionali e la crisi energetica sono i convitati di pietra con i quali il Governo si troverà a dover fare i conti.

Pesa la complessa questione del caro carburanti e del taglio delle accise. Con la scadenza della proroga fissata al 10 settembre, l'intenzione del governo è quella di passare ad aiuti selettivi basati sul reddito, destinati unicamente alle categorie più colpite come gli autotrasportatori, interventi che richiederanno l'individuazione di coperture finanziarie dedicate.

Sostegno alle famiglie e incentivi al lavoro

La ministra del Lavoro Marina Calderone ha annunciato l'obiettivo di confermare in manovra i 2 miliardi di euro già destinati al settore nel 2026, concentrandoli sul rafforzamento degli incentivi alle assunzioni di giovani, donne e lavoratori svantaggiati, oltre a investimenti sulla formazione professionale.

In questo quadro si inserisce il rinnovo del bonus mamme, misura introdotta nel 2025 e potenziata per il 2026 con un incremento del contributo mensile da 40 a 60 euro (pari a un massimo di 720 euro annui spalmati su 12 mensilità) ed estesa anche alle lavoratrici autonome. L'agevolazione spetta alle lavoratrici madri (escluse le lavoratrici domestiche) con almeno due figli a carico e un reddito non superiore a 40.000 euro.