La manovra vale 26 miliardi, ma il nuovo taglio fiscale arriva solo a chi dichiara più di 50mila euro e alle partite Iva. Per i giovani ci sono bonus una tantum o ancora da definire. Per il Sud c'è soprattutto la conferma della Zes, mentre finiscono i fondi del Pnrr.

I numeri

Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge il 28 ottobre: una manovra da circa 26 miliardi di euro, di cui circa 9 miliardi servono a confermare misure della legge di bilancio precedente (dato riportato dalla stampa sulla conferenza stampa del governo). Ora tocca al Parlamento, quindi la cosa da guardare è quanto cambierà il testo.

Irpef: un taglio per meno di un contribuente su dieci

L'aliquota del 33% ora arriva fino a 55mila euro di reddito, invece di 50mila. Chi sta sotto i 50mila euro non guadagna nulla: il risparmio riguarda solo i 5mila euro di reddito compresi tra 50 e 55mila, che passano dal 43% al 33%. Il beneficio massimo è di 500 euro l'anno, circa 41 euro al mese.

Chi ne beneficia: 602.928 contribuenti tra 50 e 55mila euro, più il 6,2% dei contribuenti che ha redditi oltre 55mila euro. Invece quattro quinti dei contribuenti dichiaravano meno di 35mila euro, e per loro il taglio vale zero.

Il governo rivendica un risultato cumulato: con 55mila euro di reddito si pagano oggi 15.350 euro: «Un beneficio netto annuale di 1.200 euro, circa 100 euro al mese» rispetto a inizio legislatura. Il dato è vero, ma riguarda solo la fascia più alta del ceto medio.

Partite Iva: la disparità con i dipendenti cresce

La flat tax per le partite Iva (regime forfettario) si allarga da 85mila a 100mila euro di ricavi. Il problema: un autonomo con 90mila euro di ricavi paga un'aliquota fissa del 15%, mentre un dipendente con 56mila euro paga il 43% sugli ultimi euro guadagnati. Più si alza la soglia, più si rischia di spingere le persone a fatturare invece di farsi assumere e di frenare la crescita delle piccole imprese.

C'è anche un nodo con l'Ue: l'esonero Iva per la nuova soglia richiede un'autorizzazione europea, da ottenere in circa un anno. Si arriva così a un "forfettario spezzatino", cioè un regime diviso in due fasce con regole diverse.

Giovani: tanti annunci, pochi dettagli

Il premio più visibile: 2.500 euro tassati all'1% per gli under 30. Però restano da chiarire i requisiti e la natura esatta della misura. È un aiuto una tantum, non una riduzione permanente delle tasse.

La flat tax per gli under 30 e la no tax area per gli under 35, chieste dai partiti di maggioranza, sono state accantonate.

Neonati: 100 euro all'anno per ogni neonato, fino al compimento del diciottesimo anno, cioè 1.800 euro in tutto. Secondo il titolo di Repubblica che hai indicato, genitori e nonni che versano nel fondo avranno una detrazione del 19% fino a mille euro: al massimo 190 euro l'anno, e ne beneficia di più chi ha soldi da mettere da parte.

Le cose positive: mesi indennizzati all'80%: 4 con un figlio, 5 con due, 6 con tre o più per il congedo parentale, e una deduzione maggiorata per le imprese che assumono, fino al 140% per giovani e 180% per madri.

Sud: si conferma l'esistente mentre il Pnrr finisce

Per il Mezzogiorno il governo stanzia 2,4 miliardi per gli investimenti nella Zes unica. Non è prevista una nuova decontribuzione Sud (lo sgravio sui contributi per chi lavora al Sud).

Il contesto è difficile: secondo la Svimez dal 2027 il Pil meridionale rallenterà a +0,4%, mentre il Centro-Nord salirà a +0,5%, perché si esauriscono gli investimenti del Pnrr.

Il taglio Irpef porta poco al Sud, dove i redditi sopra i 50mila euro sono molto più rari. Le misure che aiutano di più sono quelle generali: il voucher da 300 euro per over 75 con pensione fino a 28mila euro: circa 5,5 milioni di persone (al Sud le pensioni sono più basse, quindi la quota di beneficiari è probabilmente alta) e il bollo auto abolito per auto fino a 80 kW e moto, con platea stimata al 70% dei veicoli.

Chi paga

Oltre 5 miliardi da banche e assicurazioni, più circa 700 milioni ciascuno da società energetiche e settore dei giochi. Molte di queste entrate sono una tantum, mentre i tagli fiscali sono permanenti.

Il giudizio

La manovra è prudente sui conti, e questo è un merito: nessun bonus distribuito a tutti senza criterio, più soldi alla sanità (fino a 146,3 miliardi nel 2027), aiuti a famiglie e anziani. Ma le scelte di fondo vanno in un'altra direzione. Il taglio fiscale stabile va al 7-8% più ricco dei contribuenti e agli autonomi, mentre ai giovani arrivano bonus da definire e al Sud la conferma di ciò che già c'era. Per un ragazzo di Reggio Calabria con 22mila euro di stipendio, nel concreto cambia poco o niente.