Cgil, Cisl e Uil rivelano quanto emerso nel corso dell’incontro a porte chiuse con il sindaco Romeo e l’assessore Talarico. La delocalizzazione dei depositi costieri sarà al centro di una riunione a Roma. Nessun accenno all’esclusione della Cisal e alle conseguenti polemiche che infuriano
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Nei prossimi giorni il Ministero delle Infrastrutture convocherà un tavolo con tutte le parti coinvolte nella vertenza Meridionale Petroli. È questo l’esito indicato al termine dell’incontro chiesto da Cgil, Cisl e Uil e tenuto al Comune di Vibo Valentia con il sindaco Enzo Romeo e dall’assessore al Personale Marco Talarico.
A rivelare l’esito dell’incontro a porte chiuse sono gli stessi sindacati che in una nota parlano di un confronto allargato che coinvolgerà «azienda, organizzazioni sindacali, Comune, Regione Calabria, Autorità portuale e Arsai al fine di affrontare complessivamente la situazione e individuare soluzioni concrete».
Nemmeno un accenno, invece, all’esclusione della Cisal, chiesta da Cgil, Cisl e Uil e assecondata da Romeo che poi, nella serata di ieri, si è scusato con un comunicato ufficiale parlando di un errore di valutazione.
Il passaggio al Ministero
Nel comunicato i sindacati confederali indicano la convocazione ministeriale come «un passo importante per la gestione della vertenza», rimarcando quali siano i punti da tenere insieme: «salvaguardare i livelli occupazionali, garantire il mantenimento del sito produttivo nel territorio di Vibo Valentia e assicurare adeguate risposte in termini di sostenibilità ambientale».
Il sindacato insiste sulla necessità di aprire «un percorso istituzionale e operativo che coinvolga tutti i soggetti interessati», nella convinzione che la partita non possa più essere affrontata per compartimenti separati.
Lavoro, sito produttivo e sostenibilità
Nella nota si afferma che dal confronto è emersa «con forza la necessità che tutte le istituzioni e le parti sociali operino con senso di responsabilità, remando nella stessa direzione, per sostenere una realtà produttiva strategica per il territorio».
La linea indicata dalle tre sigle è quella di tenere insieme tutela dei posti di lavoro, continuità produttiva e aspetti ambientali. Per questo, aggiungono, «qualora si rendessero necessari processi di riorganizzazione o ipotesi di delocalizzazione, sarà fondamentale individuare le risorse utili a sostenere l’azienda e tutelare i lavoratori».
Un passaggio che colloca dentro la stessa cornice i temi emersi negli ultimi mesi attorno al futuro del sito di Vibo Marina, con il sindacato che ribadisce come la priorità resti «la difesa dell’occupazione e la continuità produttiva del sito», nella piena compatibilità con i processi di transizione e con il rispetto dei parametri di sostenibilità ambientale.
L’annuncio della riunione a Roma arriva dopo le parole del sindaco Romeo che recentemente ha dichiarato a Il Vibonese proprio l’intenzione di “costringere”, attraverso il ministero, Meridionale Petroli a sedersi al tavolo delle trattative.
Una vertenza che riguarda l’intero territorio
Nel comunicato, Cgil, Cisl e Uil allargano lo sguardo oltre i cancelli dell’azienda e collegano la vicenda al quadro economico del Vibonese: «La vertenza deve trovare risposte concrete anche per la comunità vibonese, già fortemente segnata da elevati livelli di disoccupazione e da criticità economico-sociali diffuse».
Da qui l’invito a evitare fratture e a cercare una soluzione condivisa. «Il sindacato si pone al fianco dell’azienda e delle istituzioni, con un approccio costruttivo e unitario, per contribuire al superamento dell’attuale fase di stallo, evitando divisioni e lavorando per rafforzare il tessuto economico e sociale del territorio», si legge ancora nella nota.
Nello stesso passaggio, le tre organizzazioni sottolineano che «è fondamentale sostenere le imprese sane e creare le condizioni affinché possano continuare a investire e svilupparsi, evitando il ripetersi di esperienze negative che in passato hanno portato alla perdita di importanti realtà produttive».
Il contesto politico e sindacale
In questo quadro, Cgil, Cisl e Uil affidano al tavolo presso il Ministero delle Infrastrutture il compito di affrontare «in maniera approfondita tutte le criticità emerse negli ultimi anni e negli ultimi mesi», con l’obiettivo dichiarato di «costruire una soluzione condivisa e sostenibile che dia risposte concrete a tutti: lavoratori, azienda e comunità locale».
Alla riunione hanno preso parte i rappresentanti di Cisl Magna Grecia, Femca Cisl Calabria, Fit Cisl Calabria, Cgil Area Vasta, Filctem Cgil Calabria, Uil Calabria e Uiltec Calabria.



