La ricerca sui flussi dei passeggeri (scelte di viaggio tra Calabria e Sicilia e analisi di infrastrutture, servizi e collegamenti) e sulla logistica agroalimentare (movimentazione dei prodotti deperibili. Studio dei tempi di trasporto e delle condizioni di conservazione) per promuovere la “Mobilità integrata nell’area dello Stretto”. Si muove in questa direzione il progetto presentato questa mattina presso il polo culturale Mattia Preti del Consiglio regionale della Calabria. Ad illustrare i dettagli nella conferenza stampa moderata dal portavoce Francesco Chindemi, il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Salvatore Cirillo, il rettore dell’università Mediterranea di Reggio Calabria, Giuseppe Zimbalatti, e Marco Poiana, direttore del dipartimento di Agraria della Mediterranea.

Finanziato attraverso la Conferenza permanente interregionale per il coordinamento delle politiche nell’Area dello Stretto di palazzo Campanella, con 133 mila euro il progetto è destinato a 4 giovani ricercatori per la durata di 12 mesi. Esso si avvale anche dell’apporto figurativo della Mediterranea pari a 16.700 euro, per coordinamento, progettazione e strutture, e prevede l’affidamento di due incarichi post-doc con un importo 40mila ciascuno, uno per la logistica agroalimentare e uno per la mobilità passeggeri, e altri due incarichi di ricerca con un importo di 26.500 euro ciascuno, per la raccolta e l’analisi dei dati su infrastrutture e flussi della sponda calabra. Duplice l’obiettivo: fornire elementi per pianificare trasporti più integrati e sostenibili; preservare la qualità dei prodotti e prolungarne la durata commerciale.

Il progetto si inserisce nell’ambito dell’accordo quadro sottoscritto con il dipartimento di Agraria della Mediterranea che pone così le sue competenze al servizio delle decisioni pubbliche. I dati tecnici e scientifici in esito a queste ricerche saranno impiegati dalla Conferenza in autonomia per la redazione di atti programmatici, linee guida e proposte di sviluppo, strumenti per migliorare la mobilità dei pendolari e la logistica delle imprese agroalimentari. Ulteriori sviluppi saranno possibili in futuro con nuove risorse.

La prima edizione

«Quando mi è stato riferito che vi erano avanzi di bilancio fermi e che avrebbero potuto essere destinati al rinnovo della mobilia di palazzo Campanella, ho bloccato tutto ciò e ho ritenuto di dare un indirizzo diverso agli uffici investendo per la prima volta sui giovani e sull’università attraverso la Conferenza permanente interregionale per il coordinamento delle politiche nell’Area dello Stretto. Quella di quest’anno è una prima edizione e l'intento è quello di proseguire nei prossimi anni con altri fondi e con il coinvolgimento anche della città di Reggio Calabria, la città di Messina e pure dell’università di Messina. Puntiamo a un progetto ancora più ampio, nel solco del dialogo virtuoso già avviato dal sindaco di Reggio di Reggio con il sindaco di Messina», sottolinea il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Salvatore Cirillo.

Le Università sullo Stretto

«Abbiamo raccolto l'invito ad aderire con una progettazione a livello scientifico su temi strategici per lo sviluppo del nostro territorio. Ci occuperemo di fornire contributi e approfondimenti di carattere scientifico con riferimento ai prodotti ortofrutticoli, ricordando che per le regioni dello Stretto, Calabria e Sicilia, sono due regioni prevalentemente a carattere agricolo e agroalimentare, e al transito dei passeggeri.

In prospettiva, le relazioni con l'Università di Messina sono eccellenti. Del resto la comunità studentesca di Reggio e Messina costituisce un’unica comunità. Pochi chilometri di mare non possono rappresentare una separazione ed è naturale che ci sia la massima integrazione tra i due atenei», sottolinea Giuseppe Zimbalatti, rettore dell’università Mediterranea di Reggio.

Logistica agroalimentare

«Come dipartimento di Agraria contribuiremo con le nostre competenze relative alla movimentazione degli alimenti dei prodotti agroalimentari che hanno la necessità di essere trattati in maniera adeguata al fine di mantenere le qualità e tutelare il consumatore.

L'area dello stretto unisce due territori che sono conosciuti a livello mondiale per la qualità e la varietà delle produzioni agroalimentari. Produzioni che vanno salvaguardate anche dopo la loro raccolta. Per permettere che raggiungano mercati di alto valore economico, devono essere oggetto di un trasporto adeguato che garantisca la loro temperatura di mantenimento. Tra i modelli che già stiamo sperimentando, attualmente da remoto già si riesce a prevedere l'eventuale aspetto critico che si può instaurare durante il trasporto e durante soprattutto la variazione delle temperature», ha spiegato Marco Poiana, direttore del Dipartimento di Agraria, struttura che coordina e attua le attività del progetto.

Presenti alla conferenza anche Bruno Bernardi responsabile scientifico del progetto e dell’unità di logistica agroalimentare e Corrado Rindone co-responsabile scientifico del progetto e responsabile dell’unità mobilità passeggeri.

Flusso passeggeri

E infatti un ruolo importante è rivestito anche dal polo ingegneristico della Mediterranea.

«Individuare cosa ostacoli la piena estrinsecazione delle potenzialità dell’area dello Stretto e analizzare il tema dello scambio tra le due città e zone limitrofe è il nostro ambito di studio. C’è da dire che dobbiamo misurarci con un assetto normativo che regola la mobilità delle persone nello Stretto che di fatto al momento è impostata come se fosse un trasporto nazionale e non un trasporto locale. Occorre fare parlare gli operatori tra loro, affinché come sia un coordinamento che garantisca l’utente finale. Noi verificheremo cosa è possibile fare con delle strategie di basso costo oltre quelle di lungo periodo», conclude Corrado Rindone, docente di Ingegneria dei Sistemi dei Trasporti al dipartimento di Ingegneria dell'Informazione, delle Infrastrutture e dell'Energia Sostenibile della Mediterranea.