Il gruppo guidato da Carlo Messina ha lanciato un’Opas da 30,6 miliardi. Mps sta valutando le opzioni sul terreno
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Banca Intesa si avvicina all'acquisizione di Monte dei Paschi di Siena. Potrebbe essere il secondo gruppo bancario quotato nell’Eurozona per capitalizzazione di Borsa, circa 126 miliardi di euro. Il gruppo guidato da Carlo Messina si è fatto avanti con un’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria da 30,6 miliardi. L’Opas prevede una offerta in titoli e una in denaro. Il ministero dell'Economia ha fatto sapere di aver «preso atto delle iniziative su Mps di cui è stato informato, che riconoscono la valorizzazione della banca risollevata da una posizione pre fallimentare».
Intesa offrirà 16 azioni ordinarie di nuova emissione ogni 10 azioni Mps al costo complessivo, a pacchetto, di 10 euro. Il corrispettivo dell’offerta prevede un premio del 12,5% rispetto al prezzo ufficiale rilevato alla chiusura delle operazioni di Borsa, lo scorso 5 giugno. L’Opas di Intesa San Paolo è stata ufficializzata poche ore dopo la proposta di aggregazione "a titolo paritario" inviata da Banco Bpm. L'offerta riguarderà un massimo di 3.036.151.673 di azioni dell'emittente. Mps sta valutando le offerte «non sollecitate» e «non concordate».
Strategia e posizionamento di mercato
Banca Intesa ha fatto sapere che l’Opas su Siena non è una risposta a Bpm ma è un’operazione in linea con i piani di sviluppo industriale del gruppo. «Il settore finanziario e bancario, sia a livello italiano che europeo - ha evidenziato Banca Intesa - richiede un processo di consolidamento che crei campioni dimensionali capaci di sostenere gli investimenti necessari nel contesto di evoluzione tecnologica e operativa. Questo per competere con nuovi attori e mantenere livelli adeguati di redditività in un mercato sempre più integrato».
Le prospettive economiche e industriali dell’accordo
L’operazione porterà alla nascita del secondo gruppo bancario quotato nell’Eurozona per capitalizzazione di Borsa, circa 126 miliardi. «Un player con una importante presenza nel “Wealth management” in Europa ed in Italia - fa sapere Banca Intesa - con attività finanziarie della clientela per circa 1.700 miliardi al 31 dicembre 2025, con crescita prevista a circa 2.000 miliardi nel 2029». In più Banca Intesa ritiene che il nuovo gruppo sarà in grado di realizzare «utili consolidati superiori a 16 miliardi nel 2029». Banca Intesa prevede di chiudere l'operazione entro dicembre.
Utili, ai soci andranno 61 miliardi
L’utile per azione, il dividendo per azione e la distribuzione complessiva per il 2029, prevede sempre il gruppo guidato da Carlo Messina, saranno «in crescita di circa l’8% rispetto a quelli attesi nel piano di impresa 2026-2029 di Intesa Sanpaolo, con un dividendo per azione in crescita a partire da quello relativo al 2026 rispetto al piano di impresa di Intesa Sanpaolo». Ai soci Intesa Sanpaolo andranno circa 61 miliardi per il periodo 2025-2029, «con una distribuzione cash straordinaria per il 2026-2027 di 2,7 miliardi di euro».
Ok da Unipol a Banca Mp
In queste ore c’è anche un altro progetto in via di definizione che vede sempre impegnata Banca Intesa. Il consiglio di amministrazione di Unipol ha infatti dato l’ok all’accordo con Ca’ de Sass per l’acquisizione da quest’ultima di una banca con 635 sportelli che, secondo quanto si è appreso, si fonderà con Bper e si chiamerà Banca Mp. A supporto dell'operazione è previsto un aumento di capitale di Unipol assicurazioni fino a 2,5 miliardi di euro.
Messina: «Una opportunità unica per rafforzarci come leader europeo»
L’operazione su Mps è «un’opportunità unica per rafforzare la nostra posizione come leader europeo e rafforzare la nostra presenza in Italia, generando valore significativo per tutti gli stakeholder». È quanto ha detto il ceo di Banca Intesa, Carlo Messina. «Abbiamo la piena fiducia di non avere alcun rischio di integrazione», ha aggiunto. «Il nostro obiettivo - ha spiegato - è diventare la Ubs italiana». L’intera Mediobanca e le attività non cedute di Monte dei Paschi «sono perfettamente compatibili con noi».
«Aumenteranno la nostra competitività su tutte le principali linee di business» ha detto ancora. Il marchio Mediobanca «sarà mantenuto e le sue persone saranno valorizzate». Messina si è detto fiducioso del positivo risultato dell’Opas. Si tratta di una «operazione amichevole verso banca Mps», ha detto, «siamo convinti di riuscire a ottenere il sostegno di tutti i principali azionisti», anche per via degli «ottimi rapporti» con Delfin e Caltagirone.
Intesa acquista il 3% di Generali
Nell’ambito dell’offerta su Mps, il consiglio di amministrazione di Intesa «ha approvato l’acquisto di una partecipazione pari al 3,01% del capitale sociale di Assicurazioni Generali e la sottoscrizione con una primaria controparte finanziaria di un contratto derivato di copertura avente quale sottostante la stessa partecipazione». Banca Intesa non punta al controllo di Generali «non abbiamo interesse per questo» ha detto Messina. «La nostra intenzione - ha spiegato il manager - è mantenere il 13,5%» e la quota di utile netto collegata alla partecipazione, senza alcun «coinvolgimento nella gestione della società».
Banco Bpm propone una “fusione tra pari”
Banco Bpm si è mosso su Siena 24 ore prima di Banca Intesa. Il gruppo guidato da Giuseppe Castagna ha provato a giocare d’anticipo con una operazione che punta ad una “fusione tra pari”. «Consentirebbe - ha fatto sapere Bpm - la creazione di un nuovo gruppo bancario e finanziario, capace di competere, per dimensioni, eccellenza di prodotti e potenziali economie di scala, con i principali operatori bancari e finanziari nazionali ed europei, preservando al contempo i punti di forza e le specificità delle due realtà».
Bpm ipotizza «una creazione di valore pari ad almeno 5,5 miliardi, valorizzando le sinergie al netto dei costi di integrazione ed una potenziale generazione di utile netto a regime pari a circa 6 miliardi di euro». Secondo Piazza Meda, poi, «primo operatore per numero di filiali in Lombardia, Toscana e Veneto» e con un forte posizionamento nelle altre aree del Paese, l’accordo porterebbe «ad una maggiore integrazione geografica con una copertura completa su tutto il territorio nazionale».
Cimbri (Unipol): «Nessun cambio di strategia, ci stiamo consolidando»
«Per noi - ha detto il presidente di Unipol, Carlo Cimbri - non è un cambio di strategia, ma è un consolidamento, un rafforzamento, un avanzamento di una strategia che ha radici lontane». In seguito all'operazione su Mps, dunque, Unipol «si rafforzerà ulteriormente in Bper». Oggi la quota è al 29,9% e, ha spiegato, «per effetto della fusione con le filiali Mps salirà di circa il 10%».
Il comunicato di Monte dei Paschi
Banca Monte dei Paschi di Siena ha fatto sapere di aver preso atto della proposta «non sollecitata» presentata da Banco Bpm domenica e dell’offerta «non concordata» presentata da Intesa Sanpaolo e che procederà alla valutazione di entrambe «nel rispetto delle leggi e dei regolamenti». È quanto ha comunicato il gruppo bancario al termine della riunione del cda. Mps ha inoltre specificato che «tutte le attività di integrazione con Mediobanca procedono in linea con quanto annunciato».

