Primo sì alla Camera per il Piano Casa. Il Governo ha deciso di mettere la fiducia sulla legge di conversione del decreto 66/2026 incassando 168 sì. I voti contrari sono stati 94 e 3 gli astenuti. La parola passa al Senato.

Il Piano prevede dieci miliardi di investimenti statali in dieci anni per realizzare 100mila nuove abitazioni e per il recupero di 60mila case popolari oggi inutilizzate. Il testo del decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri ha subito modifiche significative nel suo percorso parlamentare.

Affitti calmierati, accesso esteso ai dipendenti pubblici

La legge amplia il numero dei beneficiari degli alloggi a canone calmierato. Oltre alle categorie già previste, potranno accedere agli immobili convenzionati anche insegnanti, personale sanitario e appartenenti alle forze dell’ordine.

Più fondi ai Comuni e misure per la disabilità

Comuni ed enti locali potranno essere assegnatari dei fondi dedicati alla riqualificazione degli immobili inagibili. Si parte con 7 miliardi, 4,8 dei quali di fondi per la rigenerazione urbana 2027-2034. La legge riconosce la priorità di accesso al Fondo prima casa alle famiglie con persone affette da disabilità grave. Lo strumento consente di ottenere tutele sui mutui per l’acquisto delle abitazioni.

Gli affitti degli studenti 

Con la conversione del decreto in legge vengono stanziati 8,5 milioni per il fondo affitti degli studenti universitari fuori sede. Potranno accedere ai benefici le famiglie con Isee fino a 20mila euro che non usufruiscono di altri contributi pubblici per l’abitazione.

Più spazio agli immobili non residenziali

Tra le modifiche approvate figura anche una maggiore apertura verso i progetti immobiliari misti. Quelli che prevedono la realizzazione di negozi ed alberghi. Gli interventi destinati all’edilizia convenzionata potranno infatti includere una quota più ampia di immobili non residenziali, come attività commerciali, strutture ricettive e servizi. La soglia minima del 70% di edilizia convenzionata sarà infatti calcolata esclusivamente sulla componente abitativa, escludendo dal conteggio le superfici destinate ad altri utilizzi. Saranno i Comuni a stabilire con precisione in che misura.

Stop ai vantaggi esclusivi per i fondi esteri

Una delle novità più rilevanti contenute nel testo definitivo della legge riguarda il superamento della corsia privilegiata destinata ai fondi internazionali. Nella versione definitiva le procedure accelerate non saranno più riservate esclusivamente agli investitori esteri, eliminando un elemento che rischiava di creare una disparità di trattamento rispetto agli operatori nazionali. Il percorso amministrativo semplificato riguarderà però soltanto gli interventi superiori a 1 miliardo di euro.

Edilizia popolare già disponibile oltre 1 miliardo

Il Piano Casa punta a recuperare gli alloggi popolari che oggi non si possono assegnare a nessuno per mancanza di manutenzione e alla riqualificazione delle case destinate all’edilizia sociale. Pronto 1 miliardo e 100 milioni, dote che il neocommissario all’edilizia popolare, l'architetto Felice Squitieri, dovrà amministrare sotto il controllo di Invitalia.

Il quadro complessivo degli investimenti

La realizzazione di 100mila nuove case popolari costerà 6 miliardi, 5 dei quali stanziati dal ministero delle Infrastrutture. È previsto un investimento iniziale di 1,7 miliardi. Tutte le risorse, europee e statali saranno concentrate in un unico strumento finanziario gestito dalla Invimit Sgr che fa capo al ministero dell’Economia. Ogni Regione e ogni Provincia avrà infatti un cassetto autonomo nel quale saranno indirizzati i progetti e le relative risorse. Le risorse utilizzate sono quelle previste nel Fondo Housing Coesione di prossima costituzione che ha già una dotazione di 100 milioni. A questi si aggiungeranno 3,6 miliardi provenienti dal pacchetto coesione Ue reindirizzati su questo nuovo capitolo di spesa dopo l’ultima revisione del Pnrr. Queste risorse serviranno per il recupero degli immobili già esistenti. Una volta assegnate, le case popolari rimesse a nuovo avranno un vincolo d’uso ventennale con canoni d’affitto calmierati. A queste somme di aggiungono 460 milioni del fondo che farà capo a Cassa depositi e prestiti per i beneficiare delle semplificazioni burocratiche previste per i maxi finanziamenti da 1 miliardo di euro.