C’è chi ha venduto e c’è chi ha acquistato pacchetti da decine di recensioni (fasulle) per promuovere la vendita di un servizio, l’accoglienza o il menù di alberghi e ristoranti. C’è chi ha pubblicato false recensioni positive per esaltare le qualità di un prodotto oltre misura. C’è chi ha pubblicato false recensioni negative per affossare un diretto concorrente o con intenti ricattatorii. Da oggi non si potrà più fare per via dell’entrata in vigore delle nuove disposizioni di legge previste dal Ddl Pmi 34/2026. I trasgressori rischiano multe salatissime e un procedimento davanti al giudice di un tribunale civile.

La recensione è una potentissima arma di marketing di cui qualcuno ha pensato bene di fare un uso improprio. Le procure italiane hanno accertato l’esistenza di un vero e proprio mercato gestito da broker che offrono “contratti” per pubblicare commenti positivi o negativi sulle pagine social di alberghi e ristoranti con l’obiettivo elevarne l’immagine e di accrescerne l’appetibilità agli occhi dei potenziali clienti. Un affare del valore di milioni di euro all’anno. Secondo una ricerca condotta dal ministero delle Imprese, le recensioni online condizionano l’82% delle prenotazioni per gli alloggi e il 70% di quelle per i locali e ristoranti.

Il decreto legge in vigore da oggi prevede che le recensioni rispondano a specifici requisiti di legittimità. In primo luogo dovranno essere pubblicate non oltre 30 giorni dalla data di utilizzo del prodotto o del servizio. Chi la scrive dovrà dimostrare di averne effettivamente e personalmente fruito e di non aver ricevuto sconti, benefici o qualsiasi altro genere di vantaggio da parte del fornitore o dei suoi intermediari. Quale prova dell’acquisto, le recensioni dovranno essere accompagnate da una fattura o da una ricevuta fiscale.

Rafforzate le tutele di alberghi e ristoranti, che potranno segnalare le recensioni che non rispettano i requisiti previsti dalla norma, utilizzando i canali messi a disposizione dalle piattaforme per contestare i contenuti ritenuti illeciti. Quello di oggi è un passaggio importante, ma si dovrà attendere ancora un po’ prima che il Ddl abbia pieni effetti giuridici. «Occorrerà attendere - avverte Assoutenti - che l'Antitrust, sentiti l'Agcom, il Garante per la protezione dei dati personali, il ministero delle Imprese e il ministero del Turismo, con proprio provvedimento adottino apposite linee guida che orientino le imprese nell'adozione di accorgimenti idonei ad assicurare il rispetto dei requisiti di liceità delle recensioni online. Si tratta di una importante novità che va a favore sia dei consumatori, sia delle aziende. Quando le recensioni vengono gestite in modo non trasparente o, peggio, risultano idonee a indurre in errore i consumatori - commenta il presidente dell’associazione, Gabriele Melluso - si altera il corretto funzionamento del mercato e si mina la libertà di scelta degli utenti».