VIDEO | L’istituto bancario è erede della Cassa Rurale fondata a Bisignano da don Carlo De Cardona e rappresenta oggi un presidio territoriale in grado di coniugare i servizi della rete sportellare con il sostegno ai risparmiatori ed alle imprese
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Anche il presidente della Regione Roberto Occhiuto ha preso parte al convegno sui temi della finanza mutualistica nell’ambito delle celebrazioni per i 120 anni del Credito Cooperativo Mediocrati promosse in occasione dell’importante anniversario dell’istituto Bancario. La Mediocrati è erede di quella Cassa Rurale fondata a Bisignano nel 1906 da don Carlo De Cardona, per il quale è in corso il processo di beatificazione, e che rappresentò la concreta applicazione della dottrina sociale indicata da Papa Leone XIII nella Rerum Novarum; la chiesa concesse la propria garanzia sui prestiti erogati ai contadini che poterono così liberarsi dal giogo dei padroni, dando il via a una vera rivoluzione. Oggi la Bcc Mediocrati rimane un punto di riferimento per imprese e cittadini, raccogliendo ogni giorno la sfida di garantire il sostegno al tessuto economico-produttivo di prossimità, nonostante le stringenti regole imposte dall’Europa.
Contesto economico complesso
Ad aprire i lavori, coordinati da Claudia Benedetti e Sergio Gatti di Federcasse, è stato il presidente della BCC Mediocrati, Nicola Paldino, che ha ripercorso le origini della banca e le principali trasformazioni vissute dall’istituto di credito nell’ultimo decennio, evidenziando la capacità di affrontare una fase caratterizzata da profonde riforme e da un contesto economico complesso. «Se guardiamo agli ultimi dieci anni - ha dichiarato il presidente Paldino - possiamo dire di aver attraversato uno dei periodi più difficili della nostra storia recente». Il presidente Paldino ha poi ricordato la crescita dimensionale della banca avvenuta alla fine del 2019 con l’acquisizione del ramo Calabria della ex Banca Sviluppo, operazione che ha portato l’istituto da 19 a 33 filiali e da 120 a 232 dipendenti.
L’intervento delle istituzioni
Tra gli interventi istituzionali, quello del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, che ha evidenziato il valore delle banche di credito cooperativo come interlocutori privilegiati delle comunità locali. «Le BCC conoscono il territorio e le sue reali esigenze, a differenza dei grandi gruppi bancari che operano secondo modelli standardizzati – ha detto tra l’altro - È fondamentale rafforzare la collaborazione tra Regione e la Banca, valorizzando anche le opportunità offerte dai fondi europei e dagli strumenti di garanzia pubblica per facilitare l’accesso al credito di famiglie e imprese».
È intervenuto poi il sindaco di Rende, Sandro Principe, che durante i saluti istituzionali ha richiamato l’eredità del fondatore della banca, don Carlo De Cardona, figura simbolo del mutualismo cattolico, ricordandone la missione di «combattere, affinché chi è rimasto indietro possa fare un passo avanti. Onoriamo la figura di De Cardona - ha aggiunto il primo cittadino - offrendo ai nostri ragazzi la possibilità di studiare, formarsi e costruire qui il proprio futuro. Le difficoltà esistono, ma esiste anche una comunità che continua a lavorare per garantire maggiore libertà, sviluppo e progresso».
La viceprefetto di Cosenza, Rosa Correale, ha sottolineato il valore sociale della cooperazione bancaria in un territorio segnato da fragilità economiche. «In una regione dove molte persone vivono al di sotto della soglia di povertà- ha evidenziato la viceprefetto Correale- la funzione della banca come motore dello sviluppo della comunità assume un valore ancora più significativo».
Anche il presidente della Provincia di Cosenza, Biagio Faragalli, ha rimarcato il ruolo della BCC Mediocrati come presidio di sviluppo economico, coesione sociale e inclusione, così come l’arcivescovo di Cosenza-Bisignano Giovanni Checchinato, che ha richiamato nel suo saluto il valore della cooperazione come principio fondato sulla reciprocità e sull’attenzione più alle persone che alle finanze.
La circolarità del risparmio per la crescita collettiva
Dopo i saluti istituzionali, il convegno è proseguito con il primo panel dal titolo Radici, durante il quale è stato evidenziato il ruolo delle BCC come presidio territoriale. Il direttore generale della filiale di Catanzaro della Banca d’Italia, Maurizio Silvi, si è soffermato sul valore dell’economia civile di cui le banche di credito cooperativo sono espressione nel garantire la biodiversità del sistema bancario.
Il presidente della fondazione Tertio Millennio, Alessandro Azzi, ha evidenziato come il credito cooperativo sia in prima linea nel contrastare la desertificazione bancaria, rappresentando il 21% degli sportelli bancari, grazie al loro rapporto con le comunità locali. Al centro del dibattito anche il richiamo al concetto di geocircolarità su cui si basa il sistema del credito cooperativo, che permette alle BCC di reinvestire i risparmi per la crescita e lo sviluppo delle comunità.
Componente importante per il tessuto produttivo
Il presidente di Federcasse, Augusto Dell’Erba, ha sottolineato il ruolo del credito cooperativo nel sostegno alle piccole imprese e la necessità di regole semplici e proporzionali, nonché di un quadro normativo coerente con la specificità dell’identità cooperativa.
«Le BCC - ha ricordato durante il suo intervento Giuseppe Maino, presidente del Gruppo BCC ICCREA Banca - sono un’antenna sul territorio».
Durante il panel è intervenuto anche Amedeo Manzo, presidente della Federazione delle Banche di Comunità Campania Calabria che ha richiamato l’attenzione su uno studio promosso di recente dalla Federazione, e realizzato da SVIMEZ, che ha analizzato 850 comuni, tra cui 350 calabresi, con l’obiettivo di individuare criticità e opportunità di sviluppo per i giovani e le imprese di quei territori.
Il presidente di Confcooperative Calabria, Camillo Nola, ha ricordato come le BCC siano «una costola importante del sistema cooperativo, soprattutto in agricoltura, dove rappresentano circa il 25% del mercato».
Contrastare l’economia dello scarto
Durante il convegno è intervenuto anche Francesco Savino, vescovo di Cassano e vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana, che ha evidenziato come la finanza mutualistica sia fondamentale per ridurre le disuguaglianze e contrastare l’economia dello scarto. «Il credito è innanzitutto una questione sociale e democratica» ha dichiarato il presule.
Il secondo panel, dedicato al tema “Futuro”, ha visto protagoniste due realtà nate su iniziativa della Banca, con l’intervento di Maria Ferretti, presidente del Club Giovani Soci BCC Mediocrati, che ha definito l’esperienza associativa «una palestra di democrazia e partecipazione» e di Mara Paone, presidente della Mutua Mediocrati Sant’Umile, che ha descritto la mutualità come rete di protezione collettiva e di welfare di prossimità.
Le nuove frontiere del digitale
Durante il panel è poi intervenuto il rettore dell’Università della Calabria, Gianluigi Greco per sottolineare il valore della collaborazione con la BCC Mediocrati, unica impresa calabrese a finanziare una borsa di studio e un progetto dedicato alla cura del melanoma. Il rettore si è poi soffermato sul tema della sovranità digitale e delle trasformazioni legate all’intelligenza artificiale, evidenziando la necessità di investire sui giovani e sulla permanenza delle competenze nei territori.
Il vicepresidente nazionale di Confindustria, Natale Mazzuca, ha evidenziato la responsabilità del sistema cooperativo nella valorizzazione del capitale umano e la necessità di collaborazione tra istituzioni, imprese e mondo della formazione.
Il panel si è concluso con l’intervento del vice direttore generale di ICCREA Banca, Francesco Romito, che ha evidenziato come la transizione digitale e l’intelligenza artificiale rappresentino una sfida non solo tecnologica ma anche identitaria per le BCC. «La digitalizzazione può avvicinare le persone anche a distanza, ma la prossimità resta il valore centrale del credito cooperativo».

