Stato, Regione e la guerra dei treni: il Corap non molla l'interporto di Gioia Tauro

VIDEO | Il consorzio regionale rivendica ancora le aree. Così il gateway ferroviario parte monco ed Rfi aspetta il passaggio del raccordo ferroviario (ASCOLTA L'AUDIO)

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di Agostino Pantano
28 dicembre 2020
20:32

Sia per le aree del gateway ferroviario, così come per il passaggio del raccordo ad Rfi, incombono le rivendicazioni del conzorzio Corap che ostacolano lo sviluppo del distretto portuale di Gioia Tauro. Non solo le strade nel degrado e teatro nei giorni scorsi dell'incidente in cui perse la vita il migrante Gora Gassama, quindi, ma anche una "guerra dei treni" che, non più tardi di 10 giorni fa, ha rovinato la festa all'Autorità portuale che non ha potuto annunciare l'avvio della nuova megastazione che sorge in quello che doveva essere l'interporto.

Cinque anni di blocco

«Si tratta di 75.000 mq assegnati alla gestione di Medcenter», così il commissario Andrea Agostinelli circoscriveva in quella occasione l'area scorportata, su cui viaggia anche il binario servito per l'arrivo e la partenza di un treno dopo 5 anni di blocco, che ha ispirato la stipula di quello che tecnicamente era stato definito come «un contratto di anticipata occupazione». Siccome l'intero gateway si estende su un'area di 325.000 mq, è conseguenziale il calcolo di un impedimento - a servirsi dell'intera porzione del terriotrio destinata alla struttura - che risale alla causa civile intentata, nientemeno che nel 2003, dall'allora consorzio Asi che in primo grado ha perso.

Scorporata l'area oggetto di scontro, per fare in fretta il commissario Agostinelli ha dato in concessione un gateway monco al gestore del terminal Container, Medecenter, e l'ha dovuto fare senza gara pubblica, con in mano un parere dell'Avvocatura dello stato che ribatte l'indicazione contraria che invece la Corte dei conti aveva dato.


«Abbiamo avuto una assegnazione diretta per 30 anni - ha specificato Antonio Testi, l'Ad del terminalista dei container diventato terminalista anche dei treni - nulla esclude che la società in futuro possa avvalersi anche di un consorzio ad hoc per gestire un servizio tecnicamente nevralgico».

Lo scontro tra Corap e autorità portuale

La mancata tregua tra Corap e Autorità portuale, che affonda le sue radici nella contesa competenza su una parte delle zone industriali che il braccio operativo della Regione ereditò dalla Cassa per il Mezzogiorno, quindi blocca il decollo di un'opera strategica e il miglioramento di un servizio complessivo.

«L'adeguamento del raccordo ferroviario è un impegno per il futuro - aveva chiarito Agostinelli - ma non dipende da noi, bensì dalla interlocuzione incorso tra Rfi, Regione e Corap».
Speriamo che basti, perchè non si conoscono i tempi di una soluzione, transazione la chiamava l'Autorità portuale nel suo comunicato stampa per un giornata epocale che si è rivelata dal sapere agrodolce.

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