«La situazione attuale è estremamente critica e desta preoccupazione per i quasi 90 lavoratori dell'azienda Full Service srl. Nonostante gli sforzi dell'azienda, gli stipendi sono stati corrisposti con difficoltà e in più frazioni, con un impatto significativo sulla vita dei dipendenti e delle loro famiglie». È quanto si legge in una nota della Fisascat Cisl che attraverso la sua segretaria Anna Rosa Marrapodi, ha già espresso la sua apprensione e ha cercato di interfacciarsi con l'azienda, poiché ancora ad oggi risultano scoperti la metà dello stipendio di dicembre 2025 e tutta la mensilità di gennaio 2026. Inoltre, i dipendenti per arrivare nei posti di lavoro utilizzano i propri mezzi e anticipano i soldi per il carburante: «Motivare il blocco dei pagamenti perché gli enti appaltanti non pagano le commesse non può più essere accettato come ragione per non rinuncia al diritto ad avere una retribuzione puntuale e precisa».

La risposta dell'azienda, che attribuisce il problema di incasso da parte degli enti appaltanti, non rassicura i lavoratori e il sindacato. «È auspicabile – si legge in una nota – che l'azienda individui una soluzione rapida e definitiva al problema dei pagamenti degli stipendi e che i lavoratori possano ricevere quanto loro dovuto. La presenza di un'azienda come Full Service in appalti importanti e sensibili, come quelli dei tribunali, delle aziende ospedaliere e delle ferrovie, rende ancora più grave la situazione e sottolinea l'importanza di una gestione trasparente».

La Fisascat Cisl si è già rivolta alla Prefettura per esporre questa problematica complessa e con molte incognite, affinché si possano trovare soluzioni concrete e rapide per risolvere l'annosa situazione. «I lavoratori – continua il sindacato –, nonostante le difficoltà, hanno sempre dimostrato uno spirito di dedizione verso l'azienda, ma sono stanchi di attendere tempi migliori e sono pronti a protestare affinché il loro disagio sia preso in considerazione dagli organi competenti. È giunto il momento di trovare una soluzione definitiva e di garantire ai lavoratori la dignità e il rispetto che meritano».