Hanno fatto tappa a Vibo Marina, nell’accogliente rooftop del Set Sail Luxury Rooms, di fronte al pontile Marina Carmelo, i Blue Marina Awards 2026, percorso nazionale dedicato alla portualità turistica del futuro, realizzato con Assonat-Confcommercio, Associazione nazionale approdi e porti turistici, partner istituzionale, e con Rina quale ente tecnico e soggetto terzo di verifica accreditato.

L’incontro - fanno sapere gli organizzatori - ha confermato un punto centrale: «il Marina non è più soltanto un’infrastruttura nautica. È una porta di accesso al territorio, un presidio di accoglienza, un luogo di relazione tra mare, imprese, comunità, sport, ambiente e servizi. Dalla tappa di Vibo è emersa una visione chiara: la portualità turistica italiana può diventare una leva concreta di sviluppo locale solo se riesce a trasformare identità, sostenibilità e innovazione in azioni misurabili, standard operativi e alleanze stabili tra pubblico e privato».

Ha fatto tappa al porto di Vibo Marina il Blue Marina Awards 2026: il marchio che premia i migliori pontili turistici e la loro capacità di innescare processi economici e sociali virtuosi per il territorio di riferimento

«Questa tappa ci consegna un messaggio molto forte - ha detto Walter Vassallo, fondatore Blue Marina Awards -: i Marina italiani non devono limitarsi a raccontare il valore dei territori, devono essere messi nelle condizioni di misurarlo, attivarlo e renderlo riconoscibile. La forza della portualità turistica italiana sta anche nella sua identità. Abbiamo porti incastonati in territori, paesaggi e comunità che il mondo intero ci invidia. Questi fattori identitari sono asset premianti, da valorizzare e raccontare. Ed è esattamente quello che oggi abbiamo fatto a Marina Carmelo».

All’evento hanno preso parte numerose personalità istituzionali e non. Presenti rappresentanti dell’Autorità di sistema portuale e della Capitaneria di Porto, del ministero dell’Ambiente e della Regione Calabria, ma anche del Comune di Vibo Valentia, con il sindaco Enzo Romeo e gli assessori Lorenza Scrugli e Stefano Soriano. Al tavolo dei relatori hanno preso posto, tra gli altri, Roberto Cosentino, dirigente generale del Dipartimento Turismo della Regione Calabria, Raffaele Greco, direttore generale dell’Ente per i Parchi marini della Regione Calabria, Anselmo Pungitore, segretario generale di Confindustria Vibo Valentia, l’imprenditore Franco Ranieri proprietario del Marina Carmelo, Antonio Montesanti, storico, Gianfranco Manfrida, presidente del Circolo velico Porto Santa Venere, Paolo Fedele, delegato del ministero dell’Ambiente, Marenza Farfaglia, presidente dell’Associazione Il Dono, Maria Salvia, già dirigente scolastica. A condurre i lavori il giornalista Maurizio Bonanno. Tra il pubblico anche la procuratrice facente funzioni Concettina Iannazzo, il parroco di Vibo Marina don Enzo Varone, l'amministratore delegato del Porto di Tropea Vincenzo Aristide Di Salvo

Luciano Serra, presidente di Assonat, ha sottolineato: «Questa tappa conferma come la portualità turistica stia evolvendo verso un modello sempre più integrato con i sistemi economici e turistici dei territori. I Marina sono oggi infrastrutture strategiche per la Blue Economy e per la competitività del turismo italiano: nodi di connessione tra mare, mobilità e sviluppo locale. All’interno di questo sistema, ogni porto turistico assume una funzione specifica e riconoscibile. Non è soltanto un punto di approdo, ma uno spazio che interpreta e restituisce l’identità marittima, culturale ed economica della comunità in cui è inserito, contribuendo alla valorizzazione dell’offerta turistica e alla crescita delle economie costiere».

Il confronto ha valorizzato anche la storia di Marina Carmelo, realtà imprenditoriale familiare radicata nel territorio e arrivata oggi alla terza generazione, come esempio di porto turistico capace di tenere insieme accoglienza, identità locale e servizi nautici. «Per noi ospitare questa tappa è stato un riconoscimento importante, ma soprattutto un’occasione di confronto vero» ha detto Francesco Ranieri, Marina Manager di Marina Carmelo. «La nostra - ha aggiunto - è una storia familiare che continua a crescere con lo stesso obiettivo: far sentire ogni ospite accolto, accompagnato e parte di un territorio. Il Marina deve essere un luogo efficiente, ma anche umano, capace di creare relazioni e valore per la comunità».

Uno dei temi centrali della giornata è stato il ruolo della vela come strumento educativo, sportivo e inclusivo. La collaborazione tra Blue Marina Awards e la Federazione Italiana Vela ha trovato a Vibo Valentia una declinazione concreta: il mare come spazio accessibile, formativo e aperto alle nuove generazioni. Anche e soprattutto grazie a realtà come il Circolo Velico Santa Venere, guidato da Gianfranco Manfrida, che ha da tempo avviato progetti come “Velabile”, rivolti proprio all’inclusione sociale e all’accessibilità per le persone con disabilità.

Nel corso dell’evento, ancora, è stata ribadita anche la centralità della portualità turistica nella strategia di crescita della Calabria, regione nella quale il mare rappresenta una risorsa economica, culturale e identitaria. «La Calabria ha nel mare uno dei suoi asset più importanti e la portualità turistica può svolgere un ruolo decisivo nella valorizzazione delle coste, dei territori e delle economie locali», ha fatto sapere in una dichiarazione il presidente della Regione Roberto Occhiuto, non presente all’evento. «Iniziative come i Blue Marina Awards aiutano a spostare il confronto su qualità, servizi, sostenibilità e capacità di fare sistema. È su questa direzione che bisogna lavorare: infrastrutture efficienti, territori più accessibili e un’offerta turistica sempre più qualificata».

La tappa di Marina Carmelo ha dunque, secondo i promotori, prodotto un «risultato preciso: rafforzare l’idea del Marina come piattaforma territoriale evoluta. Non solo approdo, ma infrastruttura capace di generare connessioni tra turismo, imprese, sport, inclusione, ambiente e identità locale. I Blue Marina Awards proseguono così il proprio percorso 2026 confermando la loro natura di sistema tecnico-operativo di valorizzazione e valutazione oggettiva della portualità turistica italiana: un modello fondato su KPI, evidenze, tracciabilità e verifica di parte terza, pensato per accompagnare porti e approdi turistici verso standard sempre più evoluti, misurabili e riconoscibili».