Non è la bacchetta di un direttore d'orchestra a dettare il tempo a Vallelonga, un paesino di circa ottocento anime nel Vibonese, ma il battito ostinato e controcorrente della bottega di Bruno Garisto. Un borgo che combatte contro lo spettro dello spopolamento, contro quell’emorragia silenziosa di giovani che fanno le valigie e non tornano più, ma a cui Bruno ha deciso di opporre la forza della propria passione andando in controtendenza, pur essendo andato via, ma poi ritornato.

Diplomato in corno francese nel 2006, ha accarezzato l’idea dell’orchestra per poi accantonarla definitivamente, scoprendo che ripristinare il corretto funzionamento dello strumento gli dava molta più soddisfazione rispetto al ruolo di maestro d'orchestra.

Ha preferito il contatto diretto con la musica andando alla fonte, lavorare sullo strumento, eredità di quella passione che ha sviluppato fin da piccino, quando le mani esploravano con curiosità le forme dei metalli. La sua non è stata una fuga romantica, ma un percorso rigoroso: per sette anni ha appreso i segreti del mestiere in una bottega a Sant’Onofrio, poi è volato in Svizzera per frequentare vari corsi di specializzazione e infine, una volta pronto, è tornato in Calabria per dare il suo contributo al territorio.

Nel 2019 ha alzato la serranda della sua creatura, "La bottega degli strumenti musicali", convinto che «se si riesce a stare qui, si sta bene; bisogna inventarsi una realtà, giorno dopo giorno, perché ci vuole molto più coraggio a restare, oggi, che ad andare via».

Entrare nel suo laboratorio significa essere avvolti dall'odore dei lubrificanti, dallo scintillio dei metalli e dal fascino degli ottoni, strumenti a fiato che necessitano di una manutenzione complessa e particolare, indispensabile per ripulirli dall’ossidazione profonda che si crea a causa della salivazione dei musicisti. Come spiega alle telecamere di Saverio Caracciolo (qui la puntata), si tratta di una pulizia profonda, che include la lubrificazione dei cilindri, da fare rigorosamente in bottega e mai a casa. Dalla riparazione ordinaria al restauro, fino alla customizzazione, Bruno modifica e personalizza gli strumenti in maniera unica, creando ‘un vestito nuovo fatto su misura per il musicista’. In un’epoca in cui le nuove tecnologie rischiano di far morire l'artigianato, il suo resta un settore di nicchia che richiede molta manualità e una mano umana capace di usare gli attrezzi adatti. Sebbene non costruisca strumenti ex novo – lavoro da affidare ai costruttori di professione – all’occorrenza ricostruisce pezzi ormai andati perduti, desueti e fuori mercato, oppure soddisfa richieste particolari non trovabili in commercio. Questa attenzione ai dettagli gli fa ottenere clienti da tutta Italia: nonostante la logistica complessa, la distanza non sembra importante e il lavoro non manca perché i musicisti cercano la qualità e fanno di tutto per raggiungerlo.

Bruno riconosce che, nella stessa Calabria, ci siano tanti studenti, maestri di musica e professionisti che hanno bisogno che il loro strumento sia sempre in funzione. Pertanto, il nostro protagonista svela il suo sogno: che il suo laboratorio diventi un centro di riferimento per tutti i musicisti della Calabria, facendo sì che il suo nome sia ben visto nell'ambiente. Si definisce un mastro artigiano, aggiungendo con umiltà che «maestro è troppo, perché continuerò a imparare per il resto della vita». La sua è una sfida quotidiana fatta di entusiasmo e dedizione, condivisa con la moglie Mariagrazia e illuminata dagli occhi della piccola Cloe, la sua bambina. È per loro che trova la forza di superare gli ostacoli, convinto che le difficoltà ci siano in qualunque tipo di lavoro, ma che l’importante sia non arrendersi e fare del proprio mestiere una passione. Lo sa bene lui, che la mattina non vede l’ora di aprire la serranda della sua bottega tanto desiderata: «Portare il pane a casa per tua figlia e tua moglie è qualcosa che ti ripaga più di ogni altra cosa, facendo sempre il massimo».

La soddisfazione più grande per Bruno è il senso di gratitudine che traspare dal sorriso del cliente quando, a sua volta soddisfatto per il lavoro, riconosce la buona riuscita dell’impegno. Un'autenticità che Bruno vorrebbe trasmettere anche alle nuove generazioni, convinto che i giovani dovrebbero dedicarsi ai lavori manuali, dalla falegnameria all'idraulica, senza abbandonare un mondo genuino che sa regalare ‘gioie immense e pulite’.