Ospiti autorevoli e contributi specialistici per rileggere un anno che continua a interrogare il presente. La trasmissione di Franco Laratta ha ripercorso eventi politici, sociali, religiosi e culturali che hanno contraddistinto quell’annata
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Ha fatto centro la nuova puntata de I giorni della storia, il programma di approfondimento ideato e condotto da Franco Laratta, che questa settimana ha accompagnato i telespettatori in un viaggio intenso e ld emozionante dentro uno degli anni più drammatici e significativi della storia repubblicana: il 1978.
Il pubblico ha dimostrato di gradire un format che unisce rigore storico, analisi, testimonianze autorevoli e un linguaggio capace di coinvolgere anche le nuove generazioni.
Al centro della puntata il racconto di un anno che ha segnato profondamente l’Italia. Dalle ferite degli anni di piombo al rapimento e all’assassinio di Aldo Moro, passando per le tensioni politiche e sociali che attraversavano il Paese, il programma ha ripercorso gli eventi che misero a dura prova la tenuta democratica della Repubblica.
Ampio spazio è stato dedicato anche ai grandi cambiamenti che caratterizzarono quel periodo: la nascita del Servizio sanitario nazionale, la legge Basaglia, l’approvazione della legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza, le dimissioni del presidente della Repubblica Giovanni Leone, l’elezione di Sandro Pertini al Quirinale e la tragica vicenda di Peppino Impastato, diventato simbolo della lotta contro la mafia.
Di particolare rilievo i contributi degli ospiti intervenuti nel corso della trasmissione. Monsignor Attilio Nostro, vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, ha proposto una riflessione sul ruolo della Chiesa in una stagione segnata da profonde inquietudini sociali e morali. Il giornalista, docente e scrittore Simone Tropea, l’on Pierluigi Castagnetti, hanno approfondito il significato storico e culturale degli eventi che hanno segnato il 1978, con una rilettura interessante e approfondita dei grandi eventi politici e sociali che hanno influenzato non solo il presente ma anche il futuro dell’Italia. Il dirigente scolastico e scrittore Luciano Conte ha presentato il suo libro L’affair Moro e tragici eventi legati alle operazioni sanguinarie delle Brigate Rosse.
Particolarmente apprezzato il collegamento da Roma con Padre Massimo Nevola, superiore della comunità gesuita di Sant’Ignazio di Loyola, che ha analizzato il delicato passaggio tra i pontificati di Paolo VI, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II, offrendo una lettura del ruolo della Chiesa negli anni del terrorismo e delle grandi trasformazioni internazionali.
Da Cosenza, Ernesto Mastroianni ha curato gli approfondimenti dedicati alla cultura e allo spettacolo, ricordando la vittoria della Palma d’Oro al Festival di Cannes da parte di Ermanno Olmi con il film L’albero degli zoccoli e il ritiro dalle scene di Mina, che proprio nel 1978 tenne il suo ultimo concerto prima di allontanarsi definitivamente dalla vita pubblica. Ospite dello spazio culturale è stato Francesco Perri, direttore del Conservatorio “Stanislao Giacomantonio” di Cosenza, musicista e appassionato di cinema.
Attraverso il racconto di vicende politiche, sociali, religiose e culturali, I giorni della storia ha restituito al pubblico tutta la complessità di un anno che continua a interrogare il presente. Il successo della puntata conferma la forza di una formula televisiva capace di trasformare la memoria storica in uno strumento di comprensione dell’attualità, premiando il lavoro editoriale di Franco Laratta, Ernesto Mastroianni e dei numerosi ospiti che hanno contribuito alla realizzazione di una serata di alto profilo culturale e giornalistico.

