Roma brucia: non serve un nuovo sindaco, serve un vodka tonic

Il Campidoglio è verso il ballottaggio e intanto le immagini del Ponte di ferro in fiamme riportano in mente gli anni della giovinezza

di Carla Monteforte
7 ottobre 2021
14:44

Una donna piange al tavolino accanto al mio. Una pensionata su di giri la consola stordendola di chiacchiere mentre io provo a concentrarmi sulle votazioni ma le immagini del Ponte di ferro mandano in fumo ogni mio proposito. È un’attrice e cerca casa e riscatto in zona assieme ad una coinquilina appena conosciuta la brunetta che consuma kleenex sul mio caffè. Ha lasciato compagno e Piemonte e riparte da Roma: «Che follia!», penso mentre le fiamme di Ostiense mi riportano all’inferno della mia giovinezza quando della capitale la novizia ero io e bruciavo come l’alba sul Gazometro vista dal giardino dell’Alpheus. Ma che ne sanno i pariolini? Che ne sa chi parla a caso di movida e ordinanze della luce che sfreccia all’improvviso nel buio del cielo di Roma sud? Di quell’esplosione che abbaglia i vampiri annunciando il cambio di guardia? Di quel prodigio che spegne la musica sulla via del mare?

Che ne sa del baretto di via del Commercio la signorina che frigna di fronte a me? Vorrei travasare vodka tonic nel suo latte di soia per riportarla in vita; farla sfrecciare su Porto Fluviale su una Punto oro per mostrarle gli anni ’90 sul Ponte dell’Industria dove avere vent’anni era già la rivoluzione; farla piangere davvero, ma di paura: quella sana, mitologica, irripetibile strizza che solo la notte di Piramide regala. Non ha più vent’anni nemmeno lei ma resettare la propria esistenza dona regressioni inimmaginabili per chi è tanto sconsiderato da coglierle. Basta solo slacciare il paracadute e lanciarsi.


La compatisco e la invidio mentre si dispera, così garbata così a modo. Educata persino nel soffiarsi il naso. (Si vede che non è del posto, che è una forestiera)

Il Campidoglio è verso il ballottaggio ed io ho una voglia matta di proporle una visita guidata nell’area più appartata dei musei capitolini: Monte Caprino, dove altri Icaro sorsero e caddero prima di Grindr. Perché si tormenta? Non sa che le aspetta. È sola con Roma, e Roma è una sconosciuta: i pianeti che si allineano perfetti intorno ad un incontro al buio.

La solitudine è un espettorante incredibile. Il primo giorno di una vita nuova è desolante e magnifico. Guardare Roma con occhi vergini è un privilegio assurdo. Vederne i bagliori senza filtro cinismo lascia respirare millenni di vizi e bellezza affrancati dall’olezzo dei pezzi che vanno a fuoco. Nerone non ha lasciato mai queste mura, se ne ricordino lei e chiunque sia chiamato a governarle.

Roma non è un luogo per vincere, è un luogo per bruciare.

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