Il focolaio preoccupa soprattutto in Michigan. La malattia è provocata da un parassita e può causare diarrea intensa e disidratazione, con rischi maggiori per anziani, bambini e persone fragili
Tutti gli articoli di Italia Mondo
PHOTO
Due persone sono morte per la ciclosporiasi negli Stati Uniti. Il focolaio è particolarmente significativo in Michigan, dove le autorità sanitarie hanno rafforzato le raccomandazioni sulla sicurezza degli alimenti freschi. La malattia è provocata dal parassita Cyclospora cayetanensis e può diventare pericolosa soprattutto per le persone più fragili. Secondo la documentazione medica, entrambe le vittime presentavano gravi patologie pregresse che potrebbero essere state peggiorate dalla ciclosporiasi e dalla disidratazione dovuta alla fortissima diarrea che questo virus provoca.
Non è un virus e non è una nuova variante di un’infezione respiratoria: la ciclosporiasi è una malattia intestinale provocata dal parassita Cyclospora cayetanensis. Negli Stati Uniti il fenomeno è tornato sotto i riflettori per un aumento dei casi, particolarmente evidente in Michigan, dove le autorità sanitarie hanno lanciato nuove raccomandazioni per limitare il rischio di infezioni legate agli alimenti freschi.
Il contagio avviene principalmente attraverso il consumo di cibo o acqua contaminati dal parassita. Tra i sintomi più caratteristici c’è una diarrea acquosa, frequente e spesso molto intensa, accompagnata da stanchezza, perdita di appetito e, nei casi più prolungati, da una significativa perdita di peso. Il periodo di incubazione è generalmente di circa una settimana, ma può variare da pochi giorni a oltre due settimane.
Il focolaio in Michigan
Il Michigan è uno degli Stati americani nei quali la crescita dei casi ha destato maggiore attenzione. Il dipartimento statale della Salute e dei Servizi umani aveva già segnalato, il 4 luglio, un forte incremento delle infezioni, con 572 casi registrati rispetto ai 170 di pochi giorni prima. L'aumento più marcato interessava il sud-est dello Stato.
Le autorità sanitarie hanno quindi intensificato le indicazioni rivolte a ristoranti, cucine commerciali e operatori che preparano o somministrano prodotti vegetali crudi. Al momento della comunicazione ufficiale del Michigan, tuttavia, non era stato individuato uno specifico produttore, fornitore o particolare alimento come origine del focolaio.
Questo elemento è importante anche alla luce delle notizie circolate negli Stati Uniti su possibili collegamenti con specifiche catene di ristorazione o prodotti a base di insalata: un'eventuale responsabilità deve essere considerata tale soltanto dopo una conferma delle autorità sanitarie.
La malattia può durare a lungo
La ciclosporiasi nella maggior parte dei casi non è una malattia letale. Il problema principale è rappresentato dalla durata e dall'intensità dei disturbi intestinali. Una diarrea frequente può provocare disidratazione e indebolimento dell'organismo, con conseguenze più importanti per bambini, anziani e persone con un sistema immunitario compromesso.
L'infezione può inoltre avere un andamento prolungato: senza trattamento può durare da alcuni giorni fino a oltre un mese e i sintomi possono scomparire per poi ripresentarsi.
Il ruolo degli alimenti freschi
Il parassita può contaminare prodotti vegetali consumati crudi. Tra gli alimenti già associati in passato a focolai negli Stati Uniti e in Canada figurano insalate confezionate e miscele di verdure, coriandolo, basilico, lamponi, taccole e cipolle verdi. Questo non significa, però, che tali alimenti siano automaticamente responsabili dell'attuale focolaio in Michigan.
Proprio per ridurre il rischio, le autorità sanitarie del Michigan raccomandano particolare attenzione alla preparazione dei prodotti freschi e al loro lavaggio. Per le persone appartenenti alle categorie più vulnerabili viene suggerito, quando possibile, di consumare gli alimenti vegetali cotti.
Un'infezione diversa dalle comuni gastroenteriti
La ciclosporiasi può essere confusa inizialmente con altre forme di gastroenterite, ma la diagnosi richiede specifici accertamenti. Un elemento epidemiologico importante è anche la modalità di trasmissione: secondo le autorità del Michigan, il contagio diretto da persona a persona è improbabile, perché le forme del parassita eliminate con le feci hanno bisogno di giorni o settimane nell'ambiente prima di diventare infettanti.
L'aumento dei casi negli Stati Uniti sta dunque spingendo le autorità a mantenere alta l'attenzione soprattutto sulla filiera degli alimenti freschi e sulle modalità con cui vengono lavati, manipolati e serviti.
Per ora il dato più importante non è quello di una nuova epidemia virale, ma quello di un focolaio di ciclosporiasi che sta richiedendo nuove misure di prevenzione. E la raccomandazione resta semplice: attenzione alla sicurezza degli alimenti, soprattutto quando si consumano verdure e altri prodotti freschi crudi.

