Sabino Pelosi mette in discussione le conclusioni della consulenza medico-legale di Cristina Cattaneo, contestando l'ipotesi che la vittima abbia tentato di difendersi e le valutazioni sui tempi di sopravvivenza dopo i colpi ricevuti
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Chiara Poggi non avrebbe tentato di difendersi durante l’aggressione che le costò la vita il 13 agosto 2007 nella villetta di Garlasco. È la tesi sostenuta da Sabino Pelosi, consulente medico-legale di Andrea Sempio, che ha contestato pubblicamente alcune delle conclusioni contenute nella nuova consulenza firmata dalla professoressa Cristina Cattaneo per la Procura di Pavia. Intervenuto durante la trasmissione Ore 14, condotta da Salvo Sottile su Rai Due, Pelosi ha messo in discussione due aspetti centrali della ricostruzione medico-legale: la possibile presenza di ferite da difesa sul corpo della vittima e il tempo durante il quale Chiara sarebbe rimasta in vita dopo l’aggressione. Secondo il consulente della difesa, le valutazioni formulate dagli esperti incaricati dalla Procura sarebbero cambiate nel corso degli approfondimenti, passando da una sopravvivenza stimata in pochi minuti alla possibilità che la ragazza sia rimasta viva per un periodo compreso tra mezz’ora e un’ora. Una divergenza che, secondo Pelosi, solleva interrogativi sull’attendibilità della ricostruzione accusatoria. Sabino Pelosi contesta Cristina
Cattaneo: «Tre giudizi differenti sullo stesso quesito»
Il primo punto affrontato da Pelosi riguarda la durata della sopravvivenza di Chiara Poggi dopo le lesioni subite. La consulenza della professoressa Cristina Cattaneo, secondo quanto riportato, contempla la possibilità che la giovane sia rimasta in vita tra i 30 e i 60 minuti dopo l’aggressione.
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