La nuova offensiva militare nel Golfo provoca lo stop ai transiti navali e alimenta i timori di una crisi energetica globale. Teheran accusa Washington di aver violato gli accordi
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La nuova escalation militare tra Stati Uniti e Iran riaccende il conflitto nel Golfo Persico e aumenta i timori per la sicurezza nello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il commercio mondiale di petrolio. Tra la serata di ieri e la notte, le forze statunitensi hanno condotto nuovi raid contro obiettivi in Iran, affermando di voler "indebolire la capacità di Teheran di attaccare le navi nello Stretto di Hormuz". La risposta iraniana non si è fatta attendere: missili e droni hanno preso di mira basi militari americane in Giordania, Bahrein e Kuwait, alimentando il rischio di un ulteriore allargamento del conflitto nella regione.
Le tensioni si sono immediatamente riflesse sui mercati internazionali. Il petrolio ha aperto la giornata in rialzo di oltre il 3,5%, mentre le principali Borse asiatiche hanno registrato perdite, appesantite dai timori per possibili ripercussioni sulle forniture energetiche globali.
Secondo quanto riferito dalla Bbc, che cita i dati del sito di monitoraggio navale MarineTraffic, i transiti delle navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz risultano di fatto azzerati dalla serata di ieri. L'emittente britannica segnala inoltre che alcune imbarcazioni mercantili avrebbero attraversato l'area con i transponder disattivati, una pratica adottata in situazioni di particolare rischio per ridurre la tracciabilità.
Già nella giornata di domenica il governo iraniano aveva dichiarato che il passaggio nello Stretto "non è al momento possibile", attribuendo la situazione ai "movimenti illegali delle forze armate americane nella regione".
Sul piano diplomatico, Teheran torna ad accusare Washington di aver violato gli accordi raggiunti nei negoziati bilaterali. Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato che, qualora gli Stati Uniti non rispettassero gli impegni previsti dal recente memorandum d'intesa, l'Iran cesserà a sua volta di attenervisi.
"Il nostro impegno sarà adempiuto in relazione a quello della controparte", ha affermato Baghaei, sostenendo che siano stati gli Stati Uniti a violare il memorandum d'intesa composto da 14 articoli, mentre l'Iran avrebbe agito "con serietà e buone intenzioni" durante i negoziati.

