Nel caso Garlasco anche un vecchio verbale può diventare un terremoto. A Quarta Repubblica è stata mostrata la deposizione resa il 27 giugno 2025 da Gennaro Cassese, il carabiniere che partecipò alle prime indagini sull’omicidio di Chiara Poggi. Al centro del confronto con il procuratore aggiunto di Pavia Civardi ci sono il verbale di Andrea Sempio del 4 ottobre 2008, la parziale sovrapposizione oraria con quello di Alessandro Biasibetti e il particolare dello scontrino del parcheggio, diventato negli anni uno dei punti più discussi nella ricostruzione dell’alibi di Sempio.

Il verbale di Sempio e il problema degli orari

Nel filmato trasmesso dal programma di Rete 4, a Cassese viene contestato un primo elemento: il verbale di Andrea Sempio risulta iniziato alle 10.30 e concluso alle 14.40. Nello stesso giorno, però, alle 11.25 comincia anche il verbale di Alessandro Biasibetti. Una sovrapposizione che spinge il pm a chiedere spiegazioni.

Cassese risponde così: «Io continuo a non avere una visione come un ricordo del famoso bigliettino del parcheggio. Questo verbale ha un lasso di tempo tra apertura e chiusura molto ampio, solitamente sono più veloce. Io non lo ricordo, però con questo verbale non posso escludere che effettivamente abbiamo atteso questo biglietto, ma non lo riesco a ricordare».

Il carabiniere aggiunge: «Io, negli atti verbali che faccio, do atto di quello che succede, quando sospendo e quando non sospendo». Sul perché in quel caso non sarebbe stata annotata un’eventuale sospensione, spiega: «Non mi ricordo. Probabilmente mi ha detto “Ho il biglietto, me lo faccio portare”. Invece di dare atto che veniva sospeso questo verbale siamo passati all’altra stanza e abbiamo iniziato a fare questo».

Lo scontrino del parcheggio e l’ambulanza

Il nodo resta quello dello scontrino del parcheggio. Cassese, incalzato, ripete di non riuscire a collocare con precisione quel momento: «Io faccio sempre mente locale su quello che è successo e le dico che io non ricordo esattamente. Non riesco a ricordare la problematica di questa ricevuta del parcheggio».

Poi arrivano altri «non ricordo». Il militare dichiara: «Non ricordo cos’altro è successo. Ogni giorno avevamo a che fare con tanti testi, non riesco a collocare quel giorno con questi qua».

Durante la deposizione emerge anche il dettaglio di un intervento dell’ambulanza. Cassese afferma: «Non escludo che qualcuno possa essersi sentito male durante una verbalizzazione, però non lo ricordo, non ho una visione chiara di qualcuno che si è sentito male e che è stato richiesto l’intervento di autoambulanze. Basta vedere sul registro se c’è stata quest’ambulanza». A quel punto gli viene fatto presente che l’ambulanza risulta dalla documentazione. Continua a leggere su LaCapitale