Dalla fondazione nel 1929 al passaggio alla famiglia Guidi, fino all’acquisizione da parte del re della moda: la storia del locale simbolo della Versilia che ha fatto ballare generazioni e ospitato film cult come Sapore di Mare
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Giorgio Armani (Foto Ansa)
Novantasei anni sulle spalle e non sentirli. La Capannina di Franceschi, il locale più celebre della Versilia, entra in una nuova era: è Giorgio Armani il nuovo proprietario. La maison ha ufficializzato l’acquisizione della società che gestisce lo storico locale di Forte dei Marmi, fondato nel 1929 da Achille Franceschi. Un passaggio di consegne che ha il sapore della storia e del destino, se si pensa che proprio lì, negli anni Sessanta, lo stilista conobbe Sergio Galeotti, che diventerà il suo compagno di vita e il braccio destro nell’avventura imprenditoriale culminata con la nascita della Giorgio Armani Spa.
Per Armani, da sempre legato al Forte e alla sua atmosfera discreta, la Capannina non è solo un investimento, ma un ritorno alle origini. Un omaggio a quel mondo di mondanità elegante e glamour che il locale ha saputo rappresentare per quasi un secolo, molto prima dell’arrivo del Twiga e del cosiddetto “briatorismo” che nei primi anni Duemila ha cambiato volto alla movida della Versilia.
Dopo mezzo secolo di gestione della famiglia Guidi, e in particolare di Gherardo Guidi, scomparso nell’ottobre 2023, lo storico locale si prepara quindi a un rilancio sotto nuove insegne. L’acquisizione è stata formalizzata dopo mesi di trattative e rumors, mentre la nuova gestione entrerà in vigore dall’estate 2026. La sfida per Armani sarà quella di traghettare il mito della Capannina verso il traguardo dei cento anni di vita, fissato per il 2029, mantenendo intatto il suo fascino e aggiornandone l’immagine.
La Capannina non è solo un locale: è un pezzo di storia italiana. Negli anni del boom economico fu simbolo della ricchezza “sobria” degli Agnelli e dei grandi industriali lombardi che fecero di Forte dei Marmi il buen retiro estivo. È stata crocevia di scrittori, artisti e intellettuali, ma anche palcoscenico per generazioni di giovani in cerca di leggerezza. Nel 1983 entrò nella memoria collettiva grazie al film Sapore di Mare di Carlo Vanzina, manifesto generazionale che immortalò proprio la Capannina come tempio dell’estate all’italiana, con balli sfrenati e amori al ritmo della musica anni Sessanta.
Col passare del tempo, il locale ha mantenuto il suo fascino, pur attraversando momenti difficili. Negli ultimi anni non sono mancate polemiche e perfino tre chiusure temporanee decise dalla Questura di Lucca per motivi di ordine pubblico, con risse tra giovani clienti che hanno macchiato l’immagine di un luogo leggendario. È forse anche a causa di questa fase complicata che la famiglia Guidi ha valutato di cedere le redini.
Eppure, nonostante gli scossoni, la Capannina è rimasta un simbolo della mondanità italiana. Per decenni ha saputo rappresentare l’equilibrio tra esclusività e popolarità, accogliendo imprenditori e vip ma anche turisti attratti dal mito. Le sue 100 estati raccontano il cambiamento del costume nazionale: dalla Versilia dei carillon e delle spiagge affollate negli anni Sessanta, al jet set degli anni Ottanta, fino alla concorrenza dei locali super esclusivi del nuovo millennio.
Con Armani, la Capannina potrebbe conoscere una nuova stagione di gloria. Lo stilista, che ha fatto del minimalismo elegante il suo marchio di fabbrica, avrà l’occasione di riportare il locale a un’immagine raffinata, in linea con la sua estetica e lontana dalle derive trash della movida contemporanea. Un’operazione che non si limita al business, ma che porta con sé un forte valore simbolico: per “Re Giorgio”, la Capannina è il luogo dell’incontro che ha cambiato la sua vita e che ora torna a far parte della sua storia personale.
Il destino ha voluto che la cessione del locale arrivasse a pochi mesi di distanza da un altro passaggio di consegne illustre: quello del Twiga, venduto da Flavio Briatore a Leonardo Maria Del Vecchio, erede dell’impero Luxottica. Segno che la Versilia, nonostante le trasformazioni, resta uno dei palcoscenici privilegiati per il lusso e l’intrattenimento in Italia.
Ora la Capannina si prepara al futuro. Tra qualche anno compirà 100 anni e l’augurio è che Armani sappia mantenerne l’identità, restituendo al locale quell’allure internazionale che per decenni ha reso la Versilia una meta irrinunciabile. Un’impresa non facile, ma che porta con sé il peso della memoria e la promessa di un nuovo inizio.