Le più recenti dichiarazioni finanziarie di Donald Trump fotografano un patrimonio in forte crescita e un anno particolarmente redditizio per il presidente degli Stati Uniti. Secondo i documenti depositati presso l'Office of Government Ethics, Trump avrebbe registrato entrate superiori al miliardo di dollari nell'ultimo anno, grazie soprattutto agli investimenti nel settore delle criptovalute, ai ricavi immobiliari, agli accordi commerciali e a numerose transazioni legali.

Un risultato che riaccende il dibattito sul possibile conflitto d'interessi tra l'attività imprenditoriale della famiglia Trump e il ruolo istituzionale ricoperto dal presidente. Accuse che il diretto interessato respinge con decisione.

Parlando con i giornalisti prima di una visita nel North Dakota, Trump ha negato di trarre vantaggi economici dalla propria posizione alla Casa Bianca. «Tutti stanno guadagnando» grazie all'andamento positivo dei mercati finanziari, ha affermato, spiegando che i suoi investimenti sono affidati a gestori indipendenti. «Ci sono fondi che gestiscono il mio denaro... loro investono i miei soldi e io non parlo con loro. Non ci parlo nemmeno», ha dichiarato.

Il capitolo più rilevante delle nuove entrate riguarda il mondo delle criptovalute, settore sul quale Trump e la sua famiglia hanno concentrato importanti investimenti negli ultimi mesi.

Secondo la documentazione resa pubblica, il presidente avrebbe ottenuto circa 635 milioni di dollari in royalty attraverso un'entità collegata alla sua memecoin, lanciata pochi giorni prima dell'insediamento alla Casa Bianca. A questi si aggiungono oltre 500 milioni di dollari derivanti dalla vendita di token legati a World Liberty Financial, iniziativa nel settore crypto promossa insieme ai figli Donald Trump Jr. ed Eric Trump, ai fratelli Zach e Alex Witkoff, figli dell'inviato speciale Steve Witkoff, e ad altri imprenditori del comparto.

Parallelamente, l'amministrazione Trump ha adottato una linea favorevole allo sviluppo delle criptovalute, promuovendo un alleggerimento della regolamentazione e ipotizzando perfino un ruolo degli asset digitali nelle riserve delle banche centrali.

Proprio questa coincidenza tra attività imprenditoriale e scelte politiche ha alimentato le critiche dell'opposizione democratica. La senatrice Elizabeth Warren, membro della Commissione bancaria del Senato, ha chiesto un intervento legislativo per impedire ai vertici delle istituzioni di ottenere vantaggi economici dal settore delle criptovalute.

Secondo Warren, «la legge sulle criptovalute in arrivo al Senato deve impedire al presidente, al suo vice, agli alti funzionari dell'amministrazione, ai membri del Congresso e alle loro famiglie di trarre profitto dal settore delle criptovalute». In caso contrario, ha aggiunto, «non si farà altro che alimentare a dismisura la sfacciata corruzione di Donald Trump sulle criptovalute».

Oltre al comparto crypto, le dichiarazioni patrimoniali evidenziano consistenti introiti derivanti da contenziosi legali. Trump avrebbe incassato almeno 86,5 milioni di dollari attraverso accordi transattivi con alcune grandi aziende, tra cui Meta, che avrebbe versato circa 24,5 milioni, e Paramount e Disney, dalle quali sarebbero arrivati complessivamente altri 16 milioni di dollari.

Il presidente risulta inoltre titolare di investimenti azionari in alcune delle principali società tecnologiche statunitensi, tra cui Amazon, Meta, Nvidia e Tesla.

Resta poi il vasto impero imprenditoriale della famiglia Trump, che comprende alberghi, resort turistici, campi da golf, attività immobiliari, licenze commerciali e nuovi investimenti in settori innovativi come quello dei droni, sviluppati soprattutto dai figli del presidente.

Le cifre rese pubbliche hanno alimentato anche le perplessità degli organismi che si occupano di etica pubblica. Kedric Payne, direttore senior per l'etica del Campaign Legal Center, ha osservato che «i conflitti di interesse del presidente con l'industria delle criptovalute non hanno precedenti».

La Casa Bianca, tuttavia, respinge ogni contestazione. La portavoce Anna Kelly ha ribadito che Trump ha contribuito a fare degli Stati Uniti la «capitale mondiale delle criptovalute», assicurando che «né il presidente né la sua famiglia sono mai stati coinvolti in conflitti di interesse».

Tra le curiosità emerse dalla documentazione finanziaria figura infine anche una rendita decisamente più modesta rispetto agli altri introiti: Trump continua infatti a percepire una pensione mensile di 6.484 dollari dallo Screen Actors Guild, il sindacato statunitense degli attori, maturata grazie alle numerose apparizioni televisive e cinematografiche della sua lunga carriera.