Nel silenzio dei Paesi occidentali, la Repubblica islaica resiste e aumenta la violenza reagendo alle rivolte con durezza. Europa dove sei?
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Putin e Ali Khamenei foto Ipa-SalamPix/ABACA
Potrebbe avere i giorni contati il sanguinario regime teocratico dell’Iran. Una dittatura fondata sulla repressione, con a capo da decenni il più spietato degli Ayatollah, Ali Khamenei, Guida Suprema, un intoccabile, simbolo di odio e violenza ispirati da un’ideologia clericale armata. Gli ayatollah governano da decenni con la repressione e la paura: le elezioni sono una farsa, le opposizioni al regime vengono schiacciate.
Da sempre sono attivissimi i tribunali speciali che emettono quotidianamente condanne sommarie, che applicano a chi contesta impiccagioni pubbliche, soprattutto per i giovani che da generazioni non amano gli Ayatollah.
La recente rivolta del velo da parte delle ragazze è stata schiacciata con violenza. Nel silenzio di tutti i paesi del mondo, sotto la protezione della democratica Russia di Putin, il regime resiste e aumenta la violenza. Ma in questi giorni la rivolta si è diffusa in tutto il paese.
I Guardiani della Rivoluzione sono il braccio armato del regime stanno reagendo con durezza. Ma i coraggiosi iraniani da mesi scendono in piazza e paralizzano il Paese, sono centinaia di migliaia da una capo all’altro del paese. Sono i protagonisti di una frattura profonda tra regime e popolo. Ma la brutalità della repressione non li ferma, le impiccagioni pubbliche non li spaventano più. Il prezzo da pagare è altissimo ma la voglia di libertà è più forte.
La Repubblica islamica potrebbe non crollare domani, ma la sua legittimità è finita da tempo. Nessun sistema che massacra i propri figli può sopravvivere a lungo alla richiesta di libertà e democrazia.
Occidente dove sei? Perché abbandoni il popolo iraniano? Europa dove sei?

