Foto private, una falsa identità online, vecchie corrispondenze e la figura di un presunto “Mister X” alimentano una nuova teoria sul caso. Un’ipotesi senza conferme giudiziarie che prova a ricostruire i motivi del silenzio della giovane con il fidanzato Alberto Stasi e la sua famiglia
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Chiara Poggi custodiva un segreto che non poteva raccontare? Dietro il suo silenzio potrebbe esserci stato un ricatto? È questa la nuova ipotesi avanzata dal giornalista Gianluca Zanella nel format DarkSide – Storia segreta d’Italia. Una ricostruzione che tenta di unire alcuni elementi contenuti negli atti, ma che non costituisce un risultato investigativo né una verità accertata. Lo stesso autore la presenta come una propria interpretazione, distinta dal lavoro della Procura di Pavia.
Il punto di partenza è una domanda rimasta senza risposta: perché Chiara, se sottoposta a pressioni o spaventata dall’ossessione di qualcuno, non avrebbe chiesto aiuto al fidanzato Alberto Stasi, ai genitori o agli amici più vicini?
Le fotografie dell’amica e quella falsa identità online
Il primo episodio risalirebbe al 30 agosto 2006. Secondo quanto emerso dalle indiscrezioni sulla consulenza informatica affidata a Paolo Dal Checco, sul computer della famiglia Poggi sarebbe stata individuata un’attività riconducibile all’uso delle fotografie di una persona inconsapevole per costruire una falsa identità online.
Le immagini ritraevano un’amica ed ex collega di Chiara e l’attività non sarebbe stata compiuta dalla giovane, ma da un altro utilizzatore del computer. Gli accertamenti sul dispositivo puntano proprio a stabilire chi, oltre a Chiara e al fratello Marco, potesse avere accesso al pc.
Quelle fotografie sarebbero state inviate anche ad Alberto Stasi, che avrebbe risposto con una propria immagine, successivamente conservata nello stesso archivio digitale. Un dettaglio che Zanella collega a un secondo episodio avvenuto meno di un anno dopo. Continua a leggere su LaCapitalenews.it

