L’avvocato interviene sugli sviluppi dell’inchiesta legati ad Andrea Sempio e invita a non sottovalutare il lavoro degli inquirenti. Parole di stima per lo psichiatra Roberto Catanesi e per il procuratore Fabio Napoleone
A rilanciare il tema sulle regole dalla giustizia italiana è stato lo stesso ministro che nei giorni scorsi aveva citato proprio il caso Garlasco come esempio di una possibile anomalia del sistema italiano. A sorpresa, spiragli dall’Associazione nazionale magistrati
Quel frammento risalente al 2017 per la Procura di Pavia potrebbe raccontare molto più di quanto sembri: una presenza sgradita, forse un’ossessione rimasta sotto traccia per anni nella casa di via Pascoli
In Procura esplode il caso relativo all’allora pm Venditti, mentre gli ex avvocati di Andrea Sempio ammettono di aver ricevuto soldi dalla famiglia. L'ipotesi degli inquirenti è che l'indagine sia stata pilotata per favorire l'archiviazione
Dieci agende, quindici quaderni, pagine piene di fantasie pornografiche e pensieri su satanismo, killer e teste mozzate. Per la Procura di Pavia sono la chiave del movente che avrebbe portato all'omicidio del 2007
Il fratello della vittima avrebbe difeso il vecchio amico, sostenendo di non credere che sia lui l’autore dell’omicidio. L’indagato si è avvalso invece della facoltà di non rispondere
La cartella blindata da password, le navigazioni sospette, la richiesta di Marco Poggi di avere alcuni spezzoni “come ricordo”. Diciannove anni dopo, l'inchiesta punta su un movente sessuale legato ai file privati della vittima
Mentre la Procura di Pavia ipotizza l'ergastolo contestando «motivi abietti», i legali dell’indagato riportano le sue obiezioni: «Non aveva rapporti sociali con Chiara Poggi, quando andava in quella casa lei era al lavoro». Il 6 maggio l'interrogatorio chiave
I pm pavesi hanno eliminato dal capo d'imputazione ogni riferimento a complici e ad Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni. Il 38enne è atteso in Procura il 6 maggio
Secondo la consulenza anatomopatologica depositata in Procura, la giovane avrebbe tentato di difendersi tra piano terra e scale, con lividi e abrasioni evidenti, mentre le tracce di DNA confermano la colluttazione con l’assalitore
La nuova inchiesta ruota attorno a Dna, impronte, telefonate e accertamenti sul presunto alibi, mentre prosegue l’indagine di Brescia sulle irregolarità della precedente archiviazione
La perizia parla di “supporto moderatamente forte”, ma per la genetista Albani il materiale a disposizione non ha consentito l’identificazione certa di un singolo soggetto
La genetista Albani conferma piena concordanza dell’aplotipo Y con la linea paterna di Andrea Sempio. Il dato non identifica la persona, ma sposta l’indagine su come quella traccia sia arrivata sulle mani della donna
Il caso Poggi diventa una saga senza fine tra inchieste parallele, social impazziti e protagonisti che cambiano versione ogni settimana. Il delitto della povera Chiara sembra ormai un romanzo criminale a puntate
L’ex generale dei carabinieri e storico comandante dei Ris di Parma si difende a Quarto grado per il pagamento ricevuto dalla famiglia dell’amico d’infanzia di Chiara Poggi finito sotto indagine per l’omicidio, ma una sua frase lo mette nei guai
Nelle registrazioni del 2017 padre e figlia discutono di soldi, assegni e di un presunto pagamento per l’archiviazione. I carabinieri trascrissero solo una parte dei dialoghi: oggi la procura di Brescia parla di omissioni dolose
Nel mirino anche due ex carabinieri della sezione di Polizia giudiziaria pavese. Al centro dell’inchiesta un appunto sequestrato a Garlasco e movimenti di denaro sospetti
La Cassazione rigetta ricorso della Procura Generale della Corte Appello di Milano. Prime analisi del maxi incidente probatorio: «Non si può trovare il Dna sulle impronte»
Nel 2007 i carabinieri del Ris analizzarono il pc della vittima: oltre 4mila accessi a siti porno e una misteriosa cartella privata con foto e video personali
Dopo 17 anni, l’inchiesta si riapre con clamorosi sviluppi: l’impronta 33 e il Dna di Sempio mettono in discussione la verità processuale, mentre la Procura indaga su altre presenze sulla scena del delitto
L’impronta n.33, isolata nel 2007 e poi analizzata dai carabinieri nel 2020, è stato attribuito all’amico di Marco Poggi, fratello della vitta. Per i pm è una prova chiave, insieme al dna sotto le unghie della vittima