Il fratello della vittima avrebbe difeso il vecchio amico, sostenendo di non credere che sia lui l’autore dell’omicidio. L’indagato si è avvalso invece della facoltà di non rispondere
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Andrea Sempio lascia in auto, accompagnato dai suoi avvocati, la Procura di Pavia, 6 maggio 2026. ANSA/ PAOLO TORRES
Andrea Sempio ha lasciato la Procura di Pavia dopo quasi quattro ore. Il 39enne indagato per l'omicidio di Chiara Poggi è uscito in auto, accompagnato dai suoi avvocati, Liborio Caraliotti e Angela Taccia, senza fermarsi davanti ai numerosi giornalisti presenti. Sempio si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere, come avevano annunciato ieri i legali, in attesa che sia depositata tutta la documentazione a suo carico e quindi possa difendersi da accuse che Sempio respinge riguardo quel delitto che ha già un condannato in via definitiva: Alberto Stasi, fidanzato di Chiara, che sta finendo di espiare i 16 anni confermati in Cassazione.
L'auto con a bordo Sempio era preceduta da un veciolo della Polizia giudiziaria senza insegne, che a fatica si è fatto strada tra le troupe televisive e i giornalisti che attendevano.
In Procura, citato però come testimone, è stato sentito come testimone il fratello di Chiara, Marco, all'epoca del delitto amico stretto di Sempio, che ha concluso la deposizione dopo circa due ore.
Non avrebbe mai visto assieme ad Andrea Sempio i video intimi di Chiara e l'allora fidanzato Alberto Stasi. É quanto in sostanza avrebbe ribadito Marco Poggi ai magistrati. Sostanzialmente Poggi avrebbe difeso Sempio, suo amico stretto all'epoca, sostenendo di non credere che sia lui l'autore dell'omicidio.
L'uomo poi se n'è andato evitando i cronisti e le troupe televisive presenti davanti agli uffici giudiziari.
Ieri sono state sentite le cugine di Chiara, Paola e Stefania Cappa, testimoni nell'ambito anche della prima inchiesta che portò alla condanna di Stasi. «In occasione delle audizioni, entrambe di breve durata, le nostre assistite hanno rinnovato lo spirito collaborativo manifestato sin dall'inizio delle indagini nel rispetto dell'autorità inquirente», hanno puntualizzato i legali delle due donne che hanno deposto senza la presenza dei magistrati e degli avvocati, ma solo dei carabinieri di Milano a cui è affidata la parte operativa dell'inchiesta.
La Procura di Pavia, quando avrà chiuso le nuove indagini con il deposito di tutti gli atti dell'inchiesta su Sempio cominciata oltre un anno fa, potrebbe mettere a disposizione gli atti anche della difesa di Alberto Stasi, per una richiesta di revisione del processo degli stessi difensori che già avevano partecipato al maxi incidente probatorio genetico e sulle impronte trovate in casa Poggi. Il deposito della chiusura delle indagini, che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio, non sarebbe però imminente.

