Il fratello di Chiara racconta per la prima volta a Quarto Grado come è venuto a conoscenza di quella traccia che secondo la Procura di Pavia appartiene al suo amico: «Se fosse insanguinata diventerebbe difficile da spiegare»
La direttrice del settimanale “Giallo”, Albina Perri, torna sui diari e rilancia un presunto legame sentimentale con la legale che assiste l’amico di Marco Poggi nell’inchiesta riaperta sull’omicidio della sorella Chiara
La Procura sostiene che sulla scena del delitto del 13 agosto 2007 ci fosse Andrea Sempio e non Alberto Stasi, condannato in via definitiva. La difesa tenta di smontare dna, impronte e intercettazioni
Paola e Stefania sono state ascoltate separatamente a Milano: nei verbali emergono ricordi, silenzi familiari e dettagli sugli ultimi giorni di Chiara Poggi
In Procura esplode il caso relativo all’allora pm Venditti, mentre gli ex avvocati di Andrea Sempio ammettono di aver ricevuto soldi dalla famiglia. L'ipotesi degli inquirenti è che l'indagine sia stata pilotata per favorire l'archiviazione
L’accusa punta sull’intercettazione del 14 aprile 2025, sui vecchi appunti, sul movente dei presunti video intimi, sull’impronta 33 e sul Dna sotto le unghie di Chiara Poggi
L’ossessione per il processo e gli appunti segreti. Gli investigatori trovano nuovi scritti di Andrea Sempio sulle Moleskine sequestrate: ansia, paura e continui riferimenti al caso Stasi
La registrazione risale al 12 maggio 2025 ed è contenuta in una delle informative depositate dai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano. Il tema è quello che da anni tormenta processi, consulenze e perizie: l’assenza di sangue sulle scarpe di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi
Dieci agende, quindici quaderni, pagine piene di fantasie pornografiche e pensieri su satanismo, killer e teste mozzate. Per la Procura di Pavia sono la chiave del movente che avrebbe portato all'omicidio del 2007
Intercettazioni, Dna, telefonate, il mistero della pendrive con i video intimi e il presunto rifiuto della ragazza: la Procura ritiene di avere costruito un quadro indiziario “corposo” contro l’amico di Marco Poggi. La difesa attacca: «Elementi fumosi»
Le parole captate da una microspia durante le nuove indagini sul delitto Poggi aprono scenari inediti. Gli investigatori approfondiscono telefonate, alibi e presunti approcci respinti
Il fratello della vittima avrebbe difeso il vecchio amico, sostenendo di non credere che sia lui l’autore dell’omicidio. L’indagato si è avvalso invece della facoltà di non rispondere
Secondo i legali del giovane, la frase “Forza Chiara” citata nel forum rimanderebbe a un noto caso di diffusione non consensuale di immagini intime e non a Chiara Poggi
La cartella blindata da password, le navigazioni sospette, la richiesta di Marco Poggi di avere alcuni spezzoni “come ricordo”. Diciannove anni dopo, l'inchiesta punta su un movente sessuale legato ai file privati della vittima
I pm vogliono interrogarlo prima della chiusura indagini: sul tavolo l’alibi del parcheggio di Vigevano, l’impronta 33, le telefonate, i messaggi cancellati e l’ipotesi del movente sessuale
Oltre 3mila messaggi su un forum di seduzione, tra ossessioni amorose e riflessioni estreme. La difesa conferma il nickname ma esclude legami con Chiara Poggi
Non basta una nuova indagine su Andrea Sempio: servono prove capaci di incrinare almeno alcuni dei sette elementi “gravi, precisi e concordanti” sui quali la Cassazione, nel 2015, costruì la condanna definitiva
Nel caso dell’omicidio di Chiara Poggi emergono nuovi elementi che escludono la presenza del fidanzato condannato a 16 anni. I suoi legali preparano la richiesta di revisione del processo in attesa dell’analisi completa degli atti
Mentre la Procura di Pavia ipotizza l'ergastolo contestando «motivi abietti», i legali dell’indagato riportano le sue obiezioni: «Non aveva rapporti sociali con Chiara Poggi, quando andava in quella casa lei era al lavoro». Il 6 maggio l'interrogatorio chiave
Il giovane avrebbe ucciso la ragazza spinto da «motivi abietti». Ipotesi che aprirebbero a uno scenario processuale ancora più grave, fino alla richiesta dell’ergastolo