Quel frammento risalente al 2017 per la Procura di Pavia potrebbe raccontare molto più di quanto sembri: una presenza sgradita, forse un’ossessione rimasta sotto traccia per anni nella casa di via Pascoli
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C’è un audio che adesso torna a pesare come un macigno nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco. Non una confessione. Non la prova regina. Ma un frammento registrato nel 2017 che, riascoltato oggi dagli inquirenti, potrebbe cambiare il modo di leggere i rapporti tra Andrea Sempio e Chiara Poggi. Una frase, soprattutto, rimbalza dentro gli atti e nelle ricostruzioni giornalistiche: «Aspetta, lì c’era pure lui». Poche parole, ma sufficienti a riaccendere una domanda che da mesi attraversa il nuovo fascicolo della Procura di Pavia: che cosa rappresentava davvero Sempio nella vita quotidiana della famiglia Poggi?
Chiara Poggi, 26 anni, fu uccisa la mattina del 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli, mentre i genitori e il fratello Marco erano in vacanza. Per quel delitto Alberto Stasi, allora fidanzato della ragazza, è stato condannato in via definitiva a 16 anni. Ma a quasi diciannove anni dall’omicidio, il caso è tornato a muoversi con forza: Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara, è oggi al centro del nuovo filone investigativo.
L’audio del 2017 e la frase su Chiara
Il cuore della vicenda è una registrazione del 2017. Secondo la lettura degli inquirenti, in quell’audio Sempio parlerebbe da solo e rievocherebbe una scena domestica precisa: Chiara che rientra a casa dal lavoro e si mostra infastidita nel trovarlo ancora nell’abitazione. Una frase attribuita alla ragazza, o comunque imitata nel parlato, suonerebbe più o meno così: «Ma c’è anche Andrea Sempio?».
È questo il passaggio che la Procura considera rilevante. Continua a leggere su LaCapitalenews.it



