Teheran annuncia la chiusura del passaggio strategico dopo un presunto «colpo d'avvertimento» contro una nave. Gli Stati Uniti rispondono con una nuova ondata di attacchi e accusano l'Iran di aver colpito un mercantile battente bandiera cipriota
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L'Iran chiude lo Stretto di Hormuz, gli Stati Uniti lanciano nuovi attacchi su ordine di Donald Trump. Tensione altissima nelle prime ore di domenica 12 luglio: gli Usa accusano Teheran di aver colpito una nave cipriota.
Le Guardie rivoluzionarie, dopo «un colpo d'avvertimento» verso una nave che stava seguendo una rotta non autorizzata, annunciano la chiusura dello Stretto di Hormuz. Nel comunicato diffuso attraverso l'agenzia Tasnim, la marina dei pasdaran ha puntato il dito contro «l'interferenza esterna di potenze straniere» che si sarebbe manifestata attraverso i tentativi, compiuti da diverse navi, di attraversare lo Stretto secondo «rotte non autorizzate». «Data la precarietà causata da questa illegittima interferenza da parte di terzi, lo Stretto di Hormuz sarà chiuso fino a nuovo avviso e fino a quando non cesseranno le interferenze regionali da parte degli Stati Uniti», si legge nel comunicato. «Nessuna nave o imbarcazione militare sarà autorizzata a passare».
I nuovi attacchi degli Usa
Nelle stesse ore, il Comando centrale degli Stati Uniti comunica l'inizio del «terzo ciclo di attacchi di questa settimana contro l'Iran». Per Washington, i Pasdaran non si sono limitati ad un colpo di avvertimento: «Le Guardie della Rivoluzione Islamica hanno attaccato la M/V GFS Galaxy, una nave portacontainer battente bandiera cipriota che transitava nello Stretto di Hormuz. Un membro dell'equipaggio civile è disperso e la nave non è in grado di proseguire il viaggio a causa di un incendio a bordo e danni significativi alla sala macchine. All'Iran è stata fornita un'altra opportunità per dimostrare il rispetto del Memorandum d'Intesa», afferma il Centcom, evidenziando che il paese, «dopo essere stato ritenuto responsabile per attacchi precedenti contro navi commerciali, ha nuovamente fallito».

