Sopravvissuta ad Auschwitz, si è spenta a 96 anni a Londra, dove viveva da tempo. Ha incontrato studenti in tutto il mondo, partecipato a conferenze e promosso progetti educativi per mantenere viva la consapevolezza dell’Olocausto
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Se il Diario di Anne Frank è diventato uno dei simboli universali della memoria dell’Olocausto, Londra piange oggi la scomparsa di Eva Schloss, sorellastra di Anne Frank e sopravvissuta ad Auschwitz, morta all’età di 96 anni.
Nata a Vienna l’11 maggio 1929, Eva Schloss, nata Eva Geiringer, si trasferì con la famiglia ad Amsterdam per sfuggire alla persecuzione nazista. Qui abitava in Merwedeplein, di fronte alla casa dei Frank, e divenne amica d’infanzia di Anne, con cui trascorse gli ultimi anni di una quotidianità spezzata dalla guerra. Nel 1942 entrambe le famiglie furono costrette a nascondersi; due anni dopo, i Geiringer furono traditi e deportati nel campo di sterminio di Auschwitz. Eva e la madre Fritzi sopravvissero, mentre il padre Erich e il fratello Heinz vennero assassinati.
Dopo la liberazione del lager da parte dell’Armata Rossa nel gennaio 1945, Eva tornò nei Paesi Bassi, dove incontrò Otto Frank, padre di Anne e unico superstite della sua famiglia. Negli anni successivi Fritzi Geiringer sposò Otto Frank, rendendo Eva sorellastra di Anne. Un legame che segnò profondamente la sua vita e che le permise di guardare al futuro con una nuova prospettiva: Eva si avvicinò alla fotografia e si trasferì poi a Londra, città in cui avrebbe vissuto stabilmente.
Alla notizia della sua morte sono giunti numerosi messaggi di cordoglio. Tra questi, quello dei reali britannici, che su X hanno scritto: «Abbiamo avuto il privilegio e l’orgoglio di conoscerla e la ammiravamo profondamente», ricordando il valore umano e civile della sua testimonianza.
Negli anni Eva Schloss ha dedicato la propria esistenza alla memoria della Shoah, trasformando un’esperienza personale di dolore in un impegno pubblico costante. Ha incontrato studenti in tutto il mondo, partecipato a conferenze e promosso progetti educativi per mantenere viva la consapevolezza dell’Olocausto, sottolineando l’urgenza del ricordo come strumento di responsabilità e di pace.
Il suo impegno è confluito anche in numerosi libri, tra cui Sopravvissuta ad Auschwitz. La vera e drammatica storia della sorella di Anne Frank, Eva’s Story: A Holocaust Survivor’s Tale e After Auschwitz: A Story of Heartbreak and Survival, opere che uniscono il racconto autobiografico alla riflessione storica.
Con la scomparsa di Eva Schloss si spegne una delle ultime testimoni dirette della Shoah, ma resta l’eredità di una vita spesa per la memoria. Un’eredità che continua a interrogare il presente e a ricordare quanto il passato non possa, e non debba, essere dimenticato.

