«La pena di morte è inammissibile perché attenta all’inviolabilità e alla dignità della persona». Papa Leone XIV affida a un messaggio su X una netta condanna della pena capitale, proprio mentre negli Stati Uniti esplode la polemica sulla decisione dell’amministrazione Trump di trasmettere in streaming una fucilazione.

Il Pontefice, senza citare direttamente il presidente americano, ribadisce che la giustizia può essere garantita senza ricorrere alla pena di morte e che anche chi ha commesso crimini gravissimi deve conservare la possibilità di redenzione.

Al centro della controversia c’è Nidal Malik Hasan, l’ex maggiore dell’esercito statunitense condannato per la strage di Fort Hood del 2009, nella quale morirono 13 persone e altre 32 rimasero ferite. Il Pentagono ha annunciato che l’esecuzione mediante fucilazione è prevista per il 3 dicembre 2026 e che sarà trasmessa in diretta. Donald Trump ha espresso il proprio sostegno alla pena capitale per Hasan.

La presa di posizione del Papa arriva in una giornata simbolica, quella mondiale contro la pena di morte. E mentre la Santa Sede ribadisce la propria opposizione alla condanna capitale, il cardinale Pietro Parolin denuncia come «inaccettabile» la spettacolarizzazione della morte: «Per quanto naturalmente la persona sia colpevole, ci sono altri sistemi».

Una linea netta: la giustizia non può trasformarsi in uno spettacolo e la dignità umana non viene cancellata neppure dalla colpa più grave.