Stanno bene altri 5 nostri connazionali recuperati, tra loro un calabrese, un sesto ricoverato in ospedale a Toledo. Annunciati tre giorni di lutto nazionale
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Il bilancio dello scontro tra due treni ad alta velocità sulla linea Madrid-Siviglia sale ad almeno 68 morti e 107 feriti, di cui 18 in gravi condizioni. L'incidente è avvenuto al chilometro 118, nei pressi di Urda, non lontano da Toledo. Tra le persone coinvolte ci sono anche cittadini italiani: la Farnesina ha comunicato che tre connazionali risultano dispersi.
Secondo l'ultimo aggiornamento del ministero degli Esteri, cinque passeggeri italiani sono stati recuperati in condizioni stabili, tra loro un calabrese, mentre un sesto è ricoverato in un ospedale di Toledo. Le autorità spagnole hanno avviato le operazioni di riconoscimento delle vittime. Sul posto, i soccorritori lavorano tra i vagoni deformati e i rottami, mentre i familiari attendono notizie dei propri cari.
A bordo dei due convogli viaggiavano complessivamente oltre 500 persone, compreso un neonato: 397 sul treno Ave dell'azienda pubblica Renfe e 147 sull'Iryo, compagnia partecipata da Fs Internacional.
La prima ricostruzione: un guasto e l'ipotesi dell'errore umano
Lo scontro è avvenuto alle 8.54. Secondo la ricostruzione illustrata dal ministro dei Trasporti, Oscar Puente, alle 8.30 un'avaria nelle comunicazioni di tre computer della rete avrebbe messo fuori servizio il sistema di sicurezza Lzb lungo un tratto di circa 63 chilometri. L'anomalia avrebbe provocato l'arresto automatico di sei treni, compresi quelli coinvolti nell'incidente.
Con il sistema principale fuori uso, la gestione del traffico sarebbe passata al centro di controllo di Adif nella stazione madrilena di Atocha. In questa fase, secondo Puente, al treno Ave sarebbe stata autorizzata la ripartenza nonostante il semaforo rosso e la presenza dell'Iryo fermo sulla linea.
Il convoglio Renfe avrebbe percorso circa 25 chilometri in 17 minuti, raggiungendo l'altro treno a una velocità di circa 200 chilometri orari e tamponandolo. Il ministro ha definito la sequenza «inspiegabile» e ha sottolineato quanto sia inverosimile un incidente di questo tipo sulla rete ferroviaria spagnola.
Gli investigatori stanno esaminando le comunicazioni tra il centro operativo e i macchinisti, oltre alle procedure adottate durante il guasto. L'ipotesi di un errore umano è al centro degli accertamenti, ma le responsabilità dovranno essere stabilite dall'inchiesta.
Sanchez: «Se ci sono state negligenze, si saprà»
Il premier Pedro Sanchez ha raggiunto il luogo dell'incidente insieme al presidente della Giunta di Castiglia-La Mancia, Emiliano Garcia-Page. «Tutta la Spagna è in lutto», ha dichiarato, annunciando tre giorni di lutto nazionale.
«Non è ammissibile, in un Paese come il nostro, soffrire due incidenti mortali nell'alta velocità in un anno», ha aggiunto Sanchez, promettendo di andare «fino in fondo». «Se ci sono state negligenze, si saprà». La priorità, ha precisato, resta salvare vite.
La sicurezza ferroviaria torna sotto esame
La tragedia riporta al centro del dibattito il disastro avvenuto appena nove mesi fa ad Adamuz, nella provincia di Cordova, dove il deragliamento di un treno Iryo e il successivo scontro con un convoglio Alvia di Renfe provocarono 46 morti.
Anche allora, la manutenzione delle infrastrutture e la sicurezza della rete ad alta velocità furono oggetto di forti polemiche. La rete spagnola, lunga quasi 4.000 chilometri, rappresenta uno dei simboli del sistema dei trasporti nazionale.
I sindacati dei macchinisti hanno proclamato una giornata di sciopero, denunciando che non tutte le misure per la sicurezza concordate con Adif e Renfe sono state attuate. Puente ha ribadito che il sistema ferroviario è sicuro, pur riconoscendo che «sempre si possono verificare errori».
Intanto, Adif ha annunciato l'interruzione della circolazione tra Madrid e l'Andalusia, mentre Renfe ha sospeso la vendita dei biglietti fino al 13 dicembre.


