Il vicepremier ribadisce che Roma ha rispettato gli accordi internazionali, assicura la sua presenza a Villa Taverna e riferisce di aver chiarito anche con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi: «L'Italia non è mai stata in guerra con Teheran»
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«Sicuramente io ci sarò, ci saranno altri rappresentanti del governo, proprio a dimostrare che per noi le relazioni transatlantiche sono un punto fondamentale della nostra politica». Lo ha affermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenendo a Radio 24 Mattino, condotto da Simone Spetia, confermando la sua partecipazione a Villa Taverna il 4 luglio in occasione dell'Independence Day.
«Dobbiamo guardare avanti – ha aggiunto Tajani – non vogliamo alimentare la polemica, vogliamo invece far sì che all'interno dell'Alleanza Atlantica si possa lavorare bene per garantire la sicurezza di tutti i nostri cittadini e continuare anche a lavorare con gli Stati Uniti, perché abbiamo molti interessi in comune e siamo le due facce dell'Occidente. È giusto che si lavori insieme».
Dopo l'attacco del presidente americano Donald Trump alla premier Giorgia Meloni, Tajani aveva inizialmente annullato la missione a Miami, dove avrebbe dovuto partecipare al Business Forum insieme al segretario di Stato statunitense Marco Rubio.
«Quando ci sono punti di contrasto, opinioni differenti, lo si dice, come si fa sempre tra alleati – ha proseguito il ministro –. Noi certamente andremo a Villa Taverna, a testa alta e schiena dritta. Abbiamo sempre lavorato nell'interesse dell'Italia e dell'Europa, anche quando abbiamo fatto da ponte, come nel caso della trattativa sui dazi, perché non c'era dialogo tra l'Unione Europea e gli Stati Uniti. Grazie anche al lavoro del governo si è poi aperto un confronto tra l'amministrazione americana e la Commissione europea. Questo è un risultato importante che abbiamo ottenuto. Poi ci sono state divergenze, penso alla vicenda della Groenlandia e a quella iraniana, ma noi continuiamo a difendere le nostre tesi e a tutelare l'interesse nazionale, come abbiamo sempre fatto per l'Italia e per l'Europa».
Le parole su Rutte e le basi Usa in Italia
Sempre ai microfoni di Radio 24 Mattino, Tajani è tornato sulle dichiarazioni del segretario generale della Nato, Mark Rutte, riguardo ai presunti 500 voli partiti dalle basi americane in Italia.
«Penso che Rutte abbia detto delle cose sbagliate, poi si è corretto, perché l'Italia ha sempre rispettato i trattati internazionali e non ha mai fornito basi per attacchi americani contro l'Iran. Abbiamo autorizzato l'uso delle basi esclusivamente per quanto previsto dagli accordi con gli Stati Uniti, cioè per attività logistiche e non per operazioni di guerra. Questo è quello che abbiamo fatto».
«Rutte – ha aggiunto – non può certamente sapere cosa accade, anche perché non si trattava di attività che riguardavano la Nato. Ripeto: noi siamo perfettamente in regola. Lo abbiamo spiegato anche al governo iraniano, durante un lungo colloquio che ho avuto con il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, chiarendo che dall'Italia non sono mai partiti bombardieri americani diretti a colpire l'Iran».
«Credo che Teheran abbia ben compreso la nostra posizione, che abbiamo illustrato ufficialmente: l'Italia non è mai stata in guerra con l'Iran – ha concluso Tajani –. Tant'è che la nostra ambasciata a Teheran continua a operare ed è stata riaperta subito dopo la fine dei bombardamenti americani. Quelle di Rutte sono state dichiarazioni sbagliate, che non hanno nulla a che vedere con la realtà. Anche i numeri sono completamente inesatti: i voli e gli atterraggi utilizzati dagli americani, anche come semplici scali tecnici, sono stati molti di meno. Non ha detto la verità, era male informato».



