Una nuova accusa di violenza sessuale riporta Donald Trump al centro delle polemiche legate a Jeffrey Epstein. Beatrice Keul, ex partecipante a un concorso di bellezza di origine svizzera, sostiene di essere stata aggredita sessualmente dal presidente degli Stati Uniti nel 1993, quando aveva 24 anni. La sua testimonianza è stata riferita alla Commissione Giustizia della Camera americana nell’ambito di un rapporto che i Democratici stanno preparando sul caso Epstein, con la richiesta di nominare un procuratore speciale per approfondire le responsabilità e le eventuali coperture.

Le dichiarazioni riportate nel documento contengono accuse che non possono essere considerate fatti giudiziariamente accertati. La Casa Bianca ha respinto il coinvolgimento di Trump negli abusi sessuali legati a Epstein, definendo il rapporto un’iniziativa politica contro il presidente.

La testimonianza di Beatrice Keul: «Mi è saltato addosso»

Secondo il racconto di Keul, la presunta aggressione sarebbe avvenuta in una camera del Plaza Hotel di Atlantic City, struttura che all’epoca apparteneva a Trump. La donna sostiene che, prima dell’episodio, avrebbe trascorso del tempo con il tycoon e Jeffrey Epstein, il finanziere morto in carcere nel 2019 mentre era detenuto per accuse federali legate allo sfruttamento sessuale di minorenni.

Keul avrebbe raccontato che Trump le sarebbe «saltato addosso» e che lei non sarebbe riuscita a fermarlo. Dopo la presunta aggressione, sempre secondo la sua versione, l’imprenditore le avrebbe promesso un visto e l’ammissione alla New York University, chiedendole in cambio di mantenere il silenzio.

La testimonianza è stata inserita nel quadro degli approfondimenti promossi dai Democratici sul rapporto tra Trump ed Epstein. Il documento, visionato dall’Huffington Post secondo quanto riportato dalla fonte, sostiene che vi siano elementi che richiedono ulteriori verifiche sulle relazioni del presidente con il finanziere e sulle eventuali responsabilità di altre persone.

La richiesta dei Democratici: un procuratore speciale sul caso Epstein

La richiesta politica e investigativa dei Democratici è quella di affidare a un procuratore speciale indipendente il compito di esaminare le accuse, verificare il possibile coinvolgimento di eventuali complici e chiarire se vi siano state interferenze nella gestione dei documenti relativi a Epstein.

Jamie Raskin, esponente democratico e figura di riferimento della Commissione Giustizia della Camera, sostiene che le donne sopravvissute agli abusi debbano poter essere ascoltate e che il Congresso debba avere accesso alla documentazione completa del Dipartimento di Giustizia, nei limiti previsti dalla legge.

«Le donne sopravvissute agli abusi di Epstein meritano di essere ascoltate», è il senso dell’appello rilanciato da Raskin. Il parlamentare chiede inoltre che un investigatore indipendente possa esaminare le eventuali responsabilità di altre persone e le accuse di insabbiamento avanzate dai Democratici nei confronti del Dipartimento di Giustizia.

Si tratta di contestazioni politiche che dovranno essere valutate sulla base di documenti e riscontri verificabili. La richiesta di un procuratore speciale, di per sé, non dimostra che Trump abbia partecipato agli abusi attribuiti a Epstein o che sia stata effettivamente organizzata una copertura delle responsabilità.

Il possibile impeachment e il ruolo delle elezioni di midterm

Nel rapporto democratico viene evocata anche la possibilità di un procedimento di impeachment nei confronti di Trump. L’ipotesi è legata soprattutto agli sviluppi delle elezioni di metà mandato, le midterm, che potrebbero modificare gli equilibri politici alla Camera dei Rappresentanti.

Se i Democratici dovessero conquistare la maggioranza, la Commissione Giustizia potrebbe assumere un ruolo centrale nell’eventuale avvio di un procedimento. Nel documento, i firmatari sostengono che una possibile copertura di reati e la protezione di persone coinvolte negli abusi rappresenterebbero condotte gravissime. L’eventuale impeachment, tuttavia, resta uno scenario politico e non una procedura già avviata sulla base delle sole accuse riportate.

La replica della Casa Bianca: «Un disperato tentativo politico»

La Casa Bianca ha respinto le accuse e contestato le motivazioni dei Democratici. La portavoce Lauren Bis ha definito il rapporto «un disperato tentativo da parte di democratici squilibrati di distrarre gli americani dall’ondata di consensi repubblicani alimentata dagli storici successi del presidente Trump».

Bis ha inoltre sostenuto che Trump avrebbe allontanato Epstein dal suo club di Mar-a-Lago perché lo considerava «un individuo spregevole» e ha affermato che il presidente sarebbe stato «completamente scagionato da qualsiasi accusa relativa a Epstein».

La contrapposizione tra le accuse riportate nel documento democratico e la versione della Casa Bianca lascia aperto il confronto politico sul caso. Per stabilire l’attendibilità delle dichiarazioni di Keul e verificare eventuali responsabilità penali saranno determinanti i riscontri disponibili e gli eventuali sviluppi delle indagini.