Dal Benin ai drammi delle migrazioni, passando per diritti umani, spiritualità e dialogo interculturale: un ricco calendario di eventi trasforma la cultura in occasione di confronto e crescita collettiva. Si inizia oggi a Sant’Agata d’Esaro
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La XVII edizione della Settimana della Cultura Benedettina, oggi apre ufficialmente i battenti sotto il segno del dialogo e della condivisione universale. Organizzata dalla storica associazione San Benedetto Abate, la rassegna di quest'anno si sviluppa attorno a un tema di profonda attualità: “Sotto lo stesso cielo: Connessioni spirituali tra popoli e culture”.
L'iniziativa, nata quasi due decenni fa dalla lungimirante intuizione di fondatori come don Ennio Stamile, si conferma un solido punto di riferimento per il territorio calabrese, trasformando la memoria monastica in un ponte culturale aperto sul mondo contemporaneo. L’evento è patrocinato dal Consiglio regionale della Calabria, dalla BCC MEDIOCRATI, dai Comuni di Sant’Agata di Esaro e Cetraro e dalla Parrocchia San Benedetto Abate di Cetraro.
L'inaugurazione ufficiale prende vita nella suggestiva cornice del Chiostro di San Francesco di Paola a Sant’Agata di Esaro. L’appuntamento unisce idealmente diverse comunità dell'hinterland - tra cui la storica sede di Cetraro e il suo seicentesco Palazzo del Trono - per celebrare la cultura non come sterile esercizio accademico, ma come luogo d'incontro.
Il fil rouge di questa edizione intende dimostrare come, nonostante le differenze geopolitiche o confessionali, l’umanità si ritrovi unita dalle medesime istanze spirituali, tesa verso il superamento di barriere e pregiudizi.
Il programma: parole e immagini dal mondo
La serata di apertura declina concretamente il concetto di connessione tra i popoli attraverso due momenti speculari di forte impatto emotivo e sociale: La presentazione letteraria del romanzo d’esordio di Salvatore Lo Piano, intitolato “Kumba-WE. The sons of the moon”. L’opera affronta il dramma dell’emarginazione e il percorso di riscatto dei giovani albini in Africa, offrendo un’importante riflessione sui diritti umani e sulla decostruzione dei pregiudizi culturali. A seguire, l’apertura dell’esposizione “Sogni di pietra” di Emanuele Giacomini. I reportage per immagini raccontano la dura realtà dei bambini spaccapietre del Benin. La mostra rimarrà aperta al pubblico e visitabile all'interno della comunità fino al 6 settembre.
Il 29 luglio si terrà un importante evento di approfondimento. Verrà presentato ufficialmente il volume fotografico firmato da Emanuele Giacomini e Niccolò Canulli che ne ha preparato i testi. L’incontro si preannuncia come un prestigioso tavolo di confronto interdisciplinare grazie alla partecipazione del prof. Fulvio Librandi (docente di Antropologia culturale presso l'Università della Calabria) e dell'Arcivescovo Metropolita di Cosenza Mons. Giovanni Checchinato, unendo così l’analisi antropologica alla visione spirituale e pastorale.
Un momento centrale, fortemente voluto anno dopo anno, per custodire l’eredità civile e morale dello storico giornalista Rai scomparso. Proprio nel giorno del suo compleanno, il 31 luglio, i Giardini di Palazzo del Trono a Cetraro ospiteranno l’appuntamento annuale “Dialogando con Amedeo Ricucci”. La serata, condotta dal noto presentatore Francesco Occhiuzzi, sarà incentrata sulla proiezione del toccante docufilm “Cutro, 94…and more” (per la regia di Angelo Resta). L’opera ricostruisce con rigore e umanità una delle più gravi tragedie migratorie della nostra storia recente, trasformando la serata in un momento di profonda riflessione sulla responsabilità civile e sulla memoria del giornalismo d’inchiesta
Attraverso eventi di questo calibro, l'associazione San Benedetto Abate dimostra come l’antico motto Ora et labora, mantenga intatta la propria forza socioculturale. Abbracciare l’altro, denunciare le piaghe dello sfruttamento e valorizzare le storie degli ultimi della Terra significa attualizzare il messaggio benedettino di accoglienza e laboriosità, offrendo alle nuove generazioni bussole etiche stabili in un mondo interconnesso ma spesso frammentato.

