Tra ospiti, show cooking, spettacoli e tradizione, Diamante celebra l’edizione 2026 della kermesse ideata da Enzo Monaco. Sullo sfondo, il riconoscimento europeo del Peperoncino di Calabria IGP, che apre una nuova sfida: trasformare l’eccellenza simbolo della regione in un prodotto sempre più forte sui mercati
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Trentaquattro anni e nessuna intenzione di fermarsi. Diamante torna a tingersi di rosso per la nuova edizione del Peperoncino Festival, la manifestazione ideata dal giornalista Enzo Monaco che, anno dopo anno, è riuscita a trasformare un prodotto simbolo della Calabria in un appuntamento capace di richiamare visitatori da ogni parte d’Italia e anche dall’estero. Una festa che mette insieme gastronomia, cultura, arte, spettacolo e promozione del territorio e che quest’anno arriva in un momento particolarmente significativo: il peperoncino calabrese ha ottenuto il riconoscimento europeo IGP.
La nuova edizione, in programma dal 9 al 13 settembre 2026, ha preso il via ieri sera, sul palco di piazza Mancini.
L’avvio della 34esima edizione
Accanto all'immancabile Re Peperoncino, interpretato dall'attore Gianni Pellegrino, è arrivata anche la madrina dell'edizione 2026, Elisa Isoardi. La conduttrice televisiva si è sottoposta alla tradizionale “peperoncizzazione”, il rito inaugurale attraverso il quale ha ricevuto il titolo di regina del peperoncino per tutta la durata della manifestazione, entrando così nell'Olimpo dell'Accademia del Peperoncino di Diamante.
Isoardi stregata da Diamante
Per la nota conduttrice non si tratta di un incontro casuale con il prodotto calabrese. Il peperoncino di Diamante era già passato attraverso molte delle trasmissioni televisive da lei condotte. «Ho ospitato il peperoncino di Diamante in tante mie trasmissioni, alla Prova del Cuoco, Linea Verde e anche Uno Mattina – ha raccontato – quindi dovevamo chiudere il cerchio in qualche modo e oggi sono qui».
Isoardi ha poi raccontato la sua prima impressione di Diamante, lasciando aperta anche la possibilità di tornare. «Diamante è una bellissima città, la città vecchia, che si affaccia sul mare, è uno spettacolo, una scenografia naturale, e poi la gente è pazzesca», ha dichiarato. Poi ha aggiunto: «Mi è venuta un po' voglia di venire in vacanza qui».
Il sogno di Enzo Monaco: da evento internazionale a evento mondiale
Se il Festival è arrivato alla sua trentaquattresima edizione, il merito è innanzitutto della visione del suo ideatore e patron, Enzo Monaco. Un percorso lungo oltre tre decenni, nato dalla volontà di diffondere la cultura del peperoncino e diventato progressivamente un appuntamento di respiro internazionale. Ma Monaco guarda già oltre. «Il Festival è diventato un evento internazionale. Noi speriamo che possa diventare un evento mondiale», ha spiegato.
Un'ambizione che quest'anno si intreccia con un risultato particolarmente importante per il comparto agricolo calabrese: il riconoscimento europeo del Peperoncino di Calabria IGP. «Il peperoncino è simbolo della Calabria e fa bene alla salute», ha sottolineato Monaco, evidenziando il valore della certificazione europea: «Abbiamo un marchio europeo che assicura e garantisce il nostro peperoncino».
Nel corso dell’evento inaugurale, Monaco ha ricevuto le simboliche chiavi della città, opera realizzata dal maestro Gerardo Sacco e commissionata dal sindaco Achille Orsine per gratitudine e riconoscenza nei suoi confronti.
Gallo e Caligiuri: «È L'inizio di un nuovo percorso»
Sul palco, insieme a numerosi rappresentanti istituzionali e organizzatori, è salito anche l'assessore regionale all'Agricoltura, Gianluca Gallo, che ha evidenziato il lavoro istituzionale alla base del riconoscimento europeo. «C'è stata una sinergia istituzionale, con una spinta importante da parte della Regione Calabria, che ha mediato sia con il Ministero dell'Agricoltura sia con la Commissione europea per ottenere questo enorme risultato».
Un risultato che, secondo l'assessore, ha già iniziato a produrre effetti concreti sul mercato, con un aumento del prezzo riconosciuto ai produttori primari: «È l'inizio di un nuovo percorso per il peperoncino IGP di Calabria», ha sottolineato.
Sulla stessa linea Fulvia Caligiuri, direttrice di Arsac Calabria, che ha ribadito l'importanza di sostenere manifestazioni capaci di valorizzare le produzioni agroalimentari regionali. «Parliamo di un prodotto che è riconoscibilità, identità, è Calabria», ha affermato.
La Calabria nel piatto
Tra gli appuntamenti della manifestazione c'è “La Calabria nel piatto”, iniziativa dedicata alla valorizzazione della gastronomia regionale e degli chef calabresi, di cui lo chef Vincenzo Grisolia è promotore. L'obiettivo è raccontare la Calabria attraverso i suoi prodotti e le sue tradizioni gastronomiche, con il peperoncino a fare da filo conduttore. Previsti show cooking ogni sera in piazzetta San Biagio, con la partecipazione di numerosi chef.
«È un'iniziativa che, come tutti gli anni, valorizza la cucina calabrese e gli chef calabresi, ma soprattutto i prodotti calabresi», ha spiegato Grisolia.
Le chiavi della città a Enzo Monaco
Tra i momenti più emozionanti dell'apertura, anche il riconoscimento voluto dal Comune di Diamante per Enzo Monaco. Il sindaco Achille Ordine ha infatti deciso di conferire al patron del Festival le chiavi della città, affidando al maestro orafo Gerardo Sacco la realizzazione dell'opera. «Le chiavi della città sono un riconoscimento simbolico per tutto quello che ha fatto il professor Enzo Monaco, che con la sua visione ha cambiato anche la storia e la narrazione di questo paese».
Poi ha rivolto parole di riconoscenza nei confronti dell’artista. «Al maestro Sacco ci legano sentimenti di affetto e di stima importanti. Lui è legatissimo alla città di Diamante e ha tenuto moltissimo a realizzare le chiavi della città per il professor Enzo Monaco con un’opera suggestiva, bellissima. E oggi ci ho onorato di questa sua creatura, che abbiamo consegnato al professor Monaco come simbolo di benemerenza per tutto quello che ha fatto il per Diamante».
Una chiave unica
L’artista crotonese di fama internazionale, dal canto suo, ha raccontato di aver scelto ancora una volta di partire dalle radici, dalla storia e dai simboli del territorio. La sua ricerca artistica, ha spiegato, nasce dall'antropologia, dall'archeologia e dall'immateriale, trasformando tradizioni e identità locali in oggetti e gioielli capaci di raccontare una storia.
Per le chiavi della città, Sacco ha scelto di non realizzare una semplice targa commemorativa. Ha recuperato una sua antica chiave in ferro, modificandola e arricchendola con elementi in argento, il riferimento al nome di Diamante, la forma del diamante e i peperoncini, fino a trasformarla in un'opera unica. «Ho costruito una vera e propria chiave particolare», ha raccontato, spiegando di aver voluto creare qualcosa che fosse soprattutto un racconto identitario.

