Come trasformare la sofferenza in un atto di speranza o il dolore generato dalla mostruosità della vita contemporanea in una promessa di rinascita? Forse l’arte può darci una risposta. Ecco il tema portante di “Cicatrici di luce: segni di rinascita. Morte e vita nell’arte”, la mostra iniziata sabato 17 ottobre presso la Biblioteca Nazionale di Cosenza. L’ evento, portatore di una spiazzante bellezza, è inserito all'interno del programma di aperture straordinarie promosso dal Ministero della Cultura, e si pone come obiettivo quello di valorizzare il patrimonio artistico del Paese.

L'inaugurazione si è proposta come un momento immersivo tra arti figurative - che sono state appunto supportate da una tela composita, arricchita da momenti musicali e letterari – dando il via a questo interessante progetto con i saluti istituzionali della direttrice dell'istituto, Emanuela Bottalico, e di Anna Stella Cirigliano, guida dell’Associazione Ars Enotria APS.

Sono state infatti le note dell’Ars Enotria Ensemble, che hanno fatto da prologo agli interventi critici e culturali di Rita Fiordalisi (ex direttrice della Biblioteca) e di Don Salvatore Fuscaldo, direttore del Museo Diocesano. Mentre nel corso della serata è stata la voce narrante di Anna Mattesini (Aliante APS) ad interpretare alcuni brani tratti dai capolavori della letteratura globale, ricamando così un fil rouge tra le innumerevoli ferite della storia. Il progetto è stato supportato da una ricca e molteplice rete di realtà culturali del nostro territorio come Società Dante Alighieri Cosenza, Convegno Maria Cristina di Savoia Rende, Confluenze APS, Fidapa Bpw Rende, Aliante APS e Xenia Associazione culturale.

Il messaggio universale di speranza è stato abilmente tradotto attraverso uno sguardo colmo di empatia da parte di dieci artisti calabresi: Maria Teresa Aiello, Diva Caputo, Sara De Cristofaro, Domenica Galtieri, Luciana Dima, Ornella Imbrogno, Roberto Mendicino, Alba Nudo, Rosalba Pugliese e Giovanni Leonetti, le cui opere potranno essere fruite gratuitamente negli orari consueti di apertura dell’istituto fino al 4 novembre.

Ed è proprio grazie ai diversi linguaggi espressivi di questo meraviglioso parterre di creativi che la collettiva “Cicatrici di luce” permette di lanciare un messaggio profondo e pacifico, ovvero quello di maturare una volontà consapevole verso la costruzione di un mondo migliore. Partendo dai drammatici conflitti del nostro tempo, l'arte diventa perciò uno strumento di rigenerazione morale, ma soprattutto intellettuale, dimostrando che anche dalle spaccature più buie può filtrare la luce, perché come diceva Fëdor Dostoevskij “La bellezza salverà il mondo”.