Consensi e apprezzamenti per l’iniziativa Oltre la soglia, ideata per presentare a stampa e operatori di settore il nuovo corso della storica azienda di Cirò. Valentino Zito: «Andiamo incontro al gusto dei consumatori moderni»
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Desme digital srl
È focalizzata attorno all’Amore, nella sua triplice declinazione greca, e alla passione per la viticoltura e il rispetto del territorio la nuova dimensione aziendale di Cantine Zito che, al Deodato Lounge Bistrot di Tropea, ha presentato ad un pubblico di ospiti e stampa di settore la nuova linea di cinque etichette che coincidono con la scelta precisa di dare corpo ad un “movimento” rispetto alla immagine storicizzata dell’azienda di Cirò con oltre 150 anni di storia e un nuovo posizionamento sui mercati nazionali ed internazionali, con la produzione di vini per il settore HoReCa che incontrino i nuovi gusti del consumatore contemporaneo, senza tradire la radice produttiva che lega la cantina all’areale della Doc Cirò, la più conosciuta nel panorama produttivo della Calabria del vino.
“Oltre la soglia” nasce da una profonda riscrittura dell’identità dello storico marchio di Cirò, un progetto che ha interessato in primis il lavoro in cantina per andare sempre più incontro alle tendenze del mercato, con grande attenzione al territorio, il segno grafico, il naming, la narrazione e il sistema visivo delle nuove etichette. Il percorso è stato ideato e coordinato da Rappresentanze Perri, nella persona di Pasquale Perri, con il contributo di Rosella Ruggiero, event manager di Vicoli DiVini, e realizzato dalla società lametina Desme Digital, che ha curato il rebranding e lo sviluppo del packaging della nuova linea di cinque vini destinata al canale Horeca.
«Il nostro lavoro - ha spiegato Pasquale Perri - è stato quello di accompagnare la visione di Cantine Zito in un momento di crescita e di rafforzamento della propria identità. Incontrare un'azienda così dinamica e desiderosa di costruire un percorso di riconoscibilità è stato stimolante: ci ha affidato la responsabilità di tradurre questa volontà in un progetto concreto, dalla definizione della gamma dei cinque vini fino al loro posizionamento sul mercato, seguendone oggi anche la commercializzazione».
«Al centro del concept - ha aggiunto Alessandra Corrado, direttrice creativa di Desme Digital - c'è il tema del passaggio, della transizione e della mutevolezza delle emozioni umane, che trova una corrispondenza visiva nel packaging dei nuovi vini. Le etichette rinunciano a figure statiche o didascaliche per accogliere "campi di presenza" caratterizzati da un degradé continuo, in cui ogni stato cromatico scivola fluidamente nel successivo, restituendo l'idea di un'identità in costante evoluzione».
Una strategia d’insieme che Valentino, Francesco e Stefano Zito hanno voluto dando corpo ad una idea tenuta nel cassetto da diversi anni e oggi resa concreta grazie ad un team di professionisti che li ha affiancati in questo riposizionamento strategico sui mercati e nella dimensione produttiva regionale, che li vede anche impegnati nella costruzione di uno spazio d’accoglienza in cantina che punta al segmento importante dell’enoturismo.
«Il nostro obiettivo - ha spiegato Valentino Zito al pubblico di giornalisti enogastronomici intervenuti da tutta la Calabria - era proporre un’immagine dirompente e, al contempo, vini capaci di rispondere alle aspettative del consumatore contemporaneo, oggi orientato verso freschezza, pulizia aromatica e scorrevolezza. Con questo progetto superiamo la nostra storica presenza nella grande distribuzione per posizionarci direttamente nei canali d’eccellenza del settore». La nuova proposta si articola in cinque referenze premium pensate per assolvere a due funzioni commerciali complementari. Se le etichette da monovitigno Greco Nero e Pecorello (IGT Calabria) hanno il compito di consolidare la riconoscibilità immediata del brand grazie al logotipo Zito che domina la composizione dell’etichetta, il trittico composto da Animanuda, Puragioia e Ardecuore (le tre versioni di Cirò DOC bianco, rosato e rosso) costruisce un racconto profondo incentrato sulla convivialità e sulla condivisione.
Il trittico poggia le sue radici nella filosofia della Magna Grecia, territorio d’origine della cantina, richiamando le diverse nature dell’amore che gli antichi greci codificarono in termini distinti: eros (passione), philia (amicizia e condivisione) e agape (amore universale) e li lega indissolubilmente alla passione con la quale dal 1870 l’azienda cirotana da quattro generazioni si muove sulla linea della continuità produttiva, rispetto la tradizione e dando spazio alla visione contemporanea che non tradisce la radice storica della famiglia Zito ma ne segnala il dinamismo e la volontà di crescita e resilienza.
A guidare il pubblico e la stampa nell’assaggio dei nuovi vini ci hanno pensato la giornalista enogastronomica e sommelier, Rachele Grandinetti, e il master sommelier Guglielmo Gigliotti, coordinati dal giornalista Vincenzo Alvaro, che hanno presentato agli operatori di settore le caratteristiche specifiche delle cinque etichette e valorizzato gli abbinamenti a tavola proposti dal Deodato Bistrot.
Quello di Tropea è solo il “primo movimento” di una strategia d’insieme che vedrà proseguire Cantine Zito nel posizionamento strategico sul mercato regionale e quello nazionale e internazionale con altri eventi per operatori di settore e stampa specializzata. La prima grande occasione per conoscere le nuove etichette di Cantine Zito sarà il Vinitaly and the City a Sibari dal 17 al 19 luglio, dove l’azienda cirotana sarà presente con un suo stand all’interno del Parco Archeologico di Sibari per l’evento organizzato da Arsac, Regione Calabria e la sinergia con Veronafiere, con la precisa volontà di incontrare il pubblico di consumatori e wine lovers, ma soprattutto raccontarsi a tutti gli operatori di stampa nazionale che interverranno nel corso dell’evento ormai diventato un must dell’estate calabrese.


