Arroccato sulle colline che salgono dal mare di Amantea verso il Monte Verzi, il borgo di Lago accoglie i visitatori con l'atmosfera tipica dei vecchi paesi dell'entroterra cosentino. Il suo centro storico è fatto di case vicine, strade strette e piccole piazze in pietra dove si affacciano antichi palazzi signorili.

È un paese nato secoli fa come rifugio sicuro dalle invasioni che colpivano le coste e che custodisce un forte legame con la terra, l'agricoltura e le tradizioni di una volta. Ma oggi è diventato anche lo sfondo naturale per il fitto calendario di appuntamenti dell'"Agosto Piccante".

All'interno di questo vasto programma estivo, il momento centrale della giornata è scattato alle ore 20:00 con il tradizionale taglio del nastro che ha inaugurato la Fiera del Peperoncino. In piazza, per dare il via ufficiale alla manifestazione, erano presenti il sindaco Fiorenzo Scanga, l'assessore regionale all'agricoltura Gianluca Gallo e la madrina di questa edizione, la cantante Luisa Corna.

Le tre figure hanno aperto l'evento con ruoli e obiettivi precisi. Il sindaco Scanga è stato il promotore di questa vetrina pensata per animare il centro storico e far conoscere il borgo. Sul posto il primo cittadino si è detto estremamente soddisfatto, ha sottolineato come dietro la kermesse ci sia stato un grandissimo lavoro di squadra e ha rimarcato che questa non è una semplice sagra, ma la festa di tutta la comunità di Lago.

L'assessore Gallo ha portato il sostegno della Regione Calabria, un supporto concreto per i produttori locali e per l'economia agricola della zona. Accolto con grande calore, a conferma della forte stima di cui gode non solo a Lago ma in tutta la Calabria, Gallo ha espresso grande entusiasmo per la riuscita dell'evento e ha ricordato l'importanza strategica del peperoncino calabrese, eccellenza che oggi può fregiarsi del prestigioso riconoscimento del marchio IGP.

Luisa Corna, infine, ha partecipato come ospite d'onore e volto simbolo della serata, con il compito di dare visibilità alla fiera e richiamare il pubblico grazie alla sua grande notorietà.

Subito dopo il taglio del nastro, il momento istituzionale ha lasciato spazio alla festa: il sindaco, l'assessore e la madrina, preceduti dal ritmo travolgente dei musicisti dei Taritakum – Taranta Emigrante che, partendo dai pressi della Chiesa di San Giuseppe, hanno fatto risuonare la tradizionale taranta tra le piazze, hanno camminato insieme ai cittadini facendo il giro completo di tutto il centro storico, in un momento di grandissimo entusiasmo e partecipazione popolare.

La festa si è così accesa contemporaneamente in tutti i punti di ristoro e nei luoghi scelti per la musica nelle diverse piazzette del centro storico. I vicoli si sono riempiti di persone, divise tra gli stand dedicati allo street food e i banchi della fiera.

L’attrazione principale della ristorazione sono state le braci accese lungo le strade per la cottura delle salsicce locali nei panini, accompagnate dai punti beverage per la mescita di vino e birra. Accanto al cibo, gli espositori agricoli hanno mostrato i banchi con il peperoncino locale sia fresco che secco.

Contemporaneamente, i vari spazi del nucleo antico hanno ospitato i diversi momenti musicali per intrattenere il pubblico lungo il percorso. In questo itinerario hanno trovato posto anche le bancarelle dell'artigianato locale di Lago, con l'esposizione di oggettistica fatta a mano, braccialetti e le magliette ricordo realizzate appositamente per questa edizione dell'Agosto Piccante.

La riuscita di manifestazioni come la Fiera del Peperoncino conferma quanto questi appuntamenti siano fondamentali per i piccoli comuni dell'entroterra italiano. Al di là del singolo momento di svago, queste feste rappresentano uno strumento concreto per tenere in vita l’economia locale, dare visibilità ai produttori agricoli del territorio e difendere tradizioni che altrimenti rischierebbero di scomparire. Accostare la valorizzazione dei prodotti della terra a momenti culturali e musicali si rivela la scelta più efficace per ripopolare, anche solo per qualche giorno, i centri storici, dimostrando che l'identità e la storia dei nostri borghi restano il vero patrimonio da custodire e tramandare.