Ha meno di un anno e ha trovato una casa sicura grazie a una famiglia affidataria della cooperativa “Chiave di Volta”. Una storia di cura e responsabilità che diventa un appello: tanti bambini hanno bisogno di protezione, anche solo per un periodo
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Nella casa di una famiglia affidataria della Cooperativa sociale di comunità “Chiave di Volta” con sede a Gioia Tauro, il ritmo delle giornate è cambiato improvvisamente. È arrivata una bambina di meno di un anno con un carico di bisogni, paure e la necessità urgente di protezione. La piccola protagonista di questa storia è giunta in emergenza in Calabria, sottratta a un contesto familiare disfunzionale segnato dall’incapacità di fornire le cure primarie necessarie.
Per lei rappresenta un approdo sicuro. Per la famiglia affidataria, è l’inizio di un cammino complesso, un "affido ponte": un ruolo delicato in cui l'obiettivo primario è proteggere il bambino mentre le istituzioni ne valutano il futuro. Il domani è scritto in un’incertezza sospesa, quella di capire se, nel tempo, i genitori biologici potranno maturare le capacità necessarie per riaccogliere la figlia o se la bambina dovrà cercare stabilità altrove.
«Il nostro è un affido temporaneo urgente, per cui, può essere per un mese, due mesi, un anno, fino a un massimo di due anni – spiega ai nostri microfoni la coppia affidataria -. Per ora la stiamo svezzando, impara a gattonare, viene con noi ovunque e settimana prossima faremo i vaccini. In questo momento, vive le attenzioni e le cure che si danno a un figlio, poi in futuro vediamo cosa accadrà. Sappiamo che è una cosa temporanea. Non nutriamo aspettative a lungo termine. Sappiamo di fare del bene a questa bimba, che come i nostri figli meriterebbe le cose più belle della vita, ma era in una situazione dove le cose più belle della vita non sarebbero mai arrivate. La speranza di noi affidatari è che questi bimbi abbiano una vita normale e bella. I genitori affidatari devono avere elasticità mentale e razionalità per capire che stanno facendo una cosa importante anche se in modo temporaneo».
La Cooperativa sociale di comunità “Chiave di volta” è impegnata nell’offrire ascolto, cura, sostegno a minori e famiglie. Tra le molteplici attività, al suo interno conta diverse famiglie formate, attive in Calabria e su tutto il territorio nazionale, pronte a offrire ospitalità, protezione e accompagnamento educativo a bambini soli. Queste famiglie possono contare sul supporto di professionisti specializzati che hanno il compito di guidarle durante tutto il percorso dell'affido. Ciò permette loro di affrontare con maggiore consapevolezza le difficoltà quotidiane, comprendere i bisogni del minore e gestire le emozioni, le relazioni e le situazioni che possono emergere nel corso dell'esperienza.
La testimonianza di questi genitori vuole essere anche un appello. Esistono molti altri bambini che, come la piccola protagonista di questa storia, attendono una mano tesa nel momento del bisogno. Diventare una famiglia affidataria significa credere che ogni bambino meriti un’infanzia dignitosa, indipendentemente dalle sfide che il destino gli ha posto davanti.
«Aprirsi all'affido significa accettare la sfida di amare senza possedere, di accogliere senza garanzie, ma con la consapevolezza di aver cambiato, in modo indelebile, la vita di un bambino – afferma la coppia -. È normale che ti affezioni, però la motivazione di quello che stai facendo deve essere più forte del fatto che poi soffrirai. Affacciamoci all'affidamento, perché ci sono tanti bambini in situazioni particolari che hanno bisogno temporaneamente di una casa e una famiglia equilibrata, di una quotidianità pacifica, che sembra la cosa più scontata del mondo ma non lo è».




