Il sovranista Orban vince ancora, si scaglia contro il globalismo e Zelensky ma resta nella Ue

Il leader ungherese esce nuovamente vincitore dalle urne elettorali e torna a tuonare contro il globalismo e i media mainstream europei

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di Gianfrancesco Caputo
8 aprile 2022
16:38

Il leader ungherese Victor Orban a capo di una coalizione cosiddetta “sovranista” ha vinto ancora una volta le elezioni nazionali, l’ebbrezza della vittoria, o forse un premeditato segnale, ha fatto sì che egli dichiarasse di aver vinto contro tutti, ovvero: «contro il globalismo, contro Soros, contro i media mainstream europei e anche contro il presidente ucraino».

Questo riferimento al presidente ucraino la dice lunga riguardo il tono antioccidentale e filo-russo di Victor Orban, in effetti rappresentare una nazione quale l’Ungheria membro della Nato, dell'Ocse, e dell'Unione europea, e poi manifestare apertamente le proprie simpatie a favore di Putin e della Russia colpevole di aggressione armata nei confronti dell’Ucraina, è quantomeno singolare. Infatti l’Ungheria è entrata a far parte dell’Unione Europea nel maggio del 2004, da allora ha ricevuto in totale dall’UE 51,82 miliardi di euro e ha versato 11,37 miliardi – un rapporto di circa 1 a 4,5 (fonte Commissione Europea), pertanto il “sovranismo” ipocrita di Orban, che con una mano prende i denari dall’Unione Europea e con l’altra mano riceve l’indulgenza, oltre che politica anche economica di Putin, è un falso “sovranismo”  utile quale “instrumentum regni” come mezzo di controllo delle masse.


Orban il “padre della patria” ha sottoposto a controllo tutto in Ungheria: il parlamento, la stampa, la magistratura, la stessa costituzione, che probabilmente verrà modificata per consentire a lui di poter governare “ad libitum”, insomma l’Ungheria è una vera democrazia conforme agli standard dell’Unione Europea, dove la libertà di espressione e la separazione ed indipendenza dei poteri è garantita o meglio repressa.

Se Orban fosse almeno un buon patriota e amasse veramente il suo paese come afferma, allora ricorderebbe quanto avvenuto il 15 marzo 1848, quando un giovane poeta ungherese saliva sulla scalinata del Museo Nazionale di Budapest, da cui rivolgeva ai suoi compatrioti un vibrante appello per spingerli alla sollevazione contro il dominio di Vienna, quel giovane patriota, che sarebbe morto in battaglia di lì a poco, si chiamava Sàndor Petofi.

Inoltre ricorderebbe il “sovranista” Orban che la rivolta indipendentista guidata dall’eroe nazionale Lajos Kossuth, uno dei veri padri nobili della patria ungherese, si rivelò ben presto impari e dopo alcune vittorie inziali, l’esercito indipendentista ungherese si vide costretto a capitolare  di fronte alle preponderanti forze austro-russe: l’Impero zarista, alleato di Vienna nel patto fra sovrani della Santa Alleanza, era infatti intervenuto in soccorso della corona asburgica, segnando la fine dei sogni indipendentisti magiari, la Russia c’era già allora a spegnere le velleità di autonomia della nazione ungherese.

Orban il “sovranista” è oltremodo immemore della gloriosa insurrezione ungherese, una sollevazione armata antisovietica contro l’oppressivo dominio comunista russo, scoppiata nell'allora Ungheria socialista che durò dal 23 ottobre al 10 - 11 novembre 1956.  L’insurrezione, speranza dei popoli oppressi dall’Unione Sovietica e delusione dei partiti comunisti occidentali, venne duramente repressa dall'intervento armato delle truppe sovietiche del maresciallo Ivan Stepanovic Konev. Morirono migliaia di ungheresi, i feriti furono altrettante molte migliaia e circa 250.000 furono gli ungheresi che lasciarono il proprio Paese rifugiandosi in Occidente (circa il 3% della popolazione dell'Ungheria).

Ma il “sovranista” Orban deve evidentemente aver dimenticato il tributo di sangue del suo popolo per l’indipendenza dell’Ungheria, in special modo il tributo di sangue versato per una vera autonomia da Mosca, cioè una presa netta di distanza anche dalla sua sfera di influenza, scelta di autonomia sancita con l’adesione all’Unione Europea nel 2004. Se il “sovranista” Orban contesta questa scelta fatta da altri e più saggi suoi predecessori, allora abbia la compiacenza e la coerenza di porsi fuori dall’Unione cosi come ha fatto la presuntuosa Gran Bretagna, e a nulla vale il plauso alla vittoria elettorale di Orban da parte dei ridicoli “sovranisti” nostrani o d’oltralpe, se lo mettano bene in testa: i singoli stati non hanno nessun peso sulla scena internazionale nel confronto con le super-potenze mondiali, solo un’Europa unita e federale potrà ridare orgoglio anche alle nazioni che ne fanno parte.

 

 

Gianfrancesco Caputo
Gianfrancesco Caputo
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