Sulle strade calabresi giorno dopo giorno, sale l’esasperazione di chi lavora e non riesce più a gestire in alcun modo il peso del caro carburante.
Nonostante questo però, c’è da dire che pesa anche l’assenza della politica sul territorio.
Camionisti, autotrasportatori e agricoltori continuano a protestare contro il caro benzina e l’aumento dei costi di gestione, ormai diventati enormi.
Dai presìdi agli svincoli autostradali, fino ad arrivare alle stazioni di servizio, il messaggio di questa gente è molto chiaro: non si può continuare a lavorare in queste condizioni .

Tutti dovremmo capire che non si tratta di semplici proteste, ma del grido d’allarme di categorie fondamentali per l’economia di tutti i giorni.
L’economia con cui ciascuno di noi vive serenamente la propria quotidianità.
Eppure, mentre uomini e donne affrontano direttamente questa emergenza, bisognerebbe dall’altro lato chiedersi: dove sono i rappresentanti delle istituzioni territoriali ?
All’orizzonte se ne vedono pochi, pochissimi.
La politica, di sinistra come di destra, dovrebbe trovare il coraggio di raggiungere i presìdi, ascoltare chi protesta, mischiarsi con chi vive il disagio, e comprendere davvero cosa significhi non riuscire più a sostenere la propria attività.

La sinistra, in particolar modo dovrebbe chiedersi cosa stia facendo per essere concretamente presente accanto a lavoratori e imprese in difficoltà.
Dato che gli stessi protestanti dicono di non avere un briciolo di speranza nemmeno nell’ opposizione.
Dichiarazioni al quanto allarmanti.
Ma anche la destra, chiamata a confrontarsi con questi problemi , non può permettersi di restare lontana da un disagio così grosso.
Quando ci sono le elezioni, tutti in piazza, ciascuno pronto a girare in lungo e in largo, tutti a trovare anche mezzo voto, bussando alle aziende, alle case e ai negozi.
Adesso ? Non è necessario?
La vicinanza non si misura con i comunicati
stampa, ma con la presenza.
Basta davvero poco.
Un segnale, una semplice presenza di solidarietà.

In questo scenario, allo svincolo autostradale di Falerna, si intravede la presenza dell’onorevole Furgiuele, esponente di Futuro Nazionale, che si sarebbe recato sul posto per ascoltare direttamente le problematiche dei manifestanti.
Una presenza che, secondo quanto riferito, sarebbe stata molto apprezzata da diversi osservatori e dagli stessi partecipanti alla protesta.
Un segnale di attenzione non indifferente.
Una prova di forza, che l’onorevole ha messo in atto, perché non dimentichiamo che prima di diventare un vannaciano vestiva i panni della lega, partito non tanto amato in Calabria.
Detto questo, mettendo da parte qualsiasi schieramento politico, tanto di cappello per l’onorevole Furgiuele, che ha dimostrato di sapersi integrare con la gente anche nei momenti difficili.

Il territorio, oggi più che mai, non ha bisogno di politici che osservano da lontano.
Ha bisogno di rappresentanti capaci di sporcarsi le scarpe sul territorio quando davvero c’è n’è bisogno, ascoltare la rabbia di chi lavora e trasformare le famosissime parole in solidarietà nel momento più delicato.
Perché dietro ogni camion fermo e ogni trattore in presidio c’è una famiglia che ha bisogno di ascolto e presenza.