Bordate con il capogruppo Pd Giuseppe Marino sulla gestione del Comune: dal Waterfront ai derivati, dalla crisi Atm al terzo settore. L’ex sindaco accusa il centrosinistra di un bilancio giudicato falso dalla Corte dei Conti e si dice pronto a correre con “Reggio Futura”
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E’ stato un crescendo rossiniano l’ultima puntata di Perfidia (rivedi su LaC Play), il talk show irriverente condotto da Antonella Grippo. Complice anche il titolo della puntata “Boia chi non j’ammolla” è andato in scena una connessione inaspettata fra Giuseppe Scopelliti e il capogruppo del Pd di Reggio Calabria, Giuseppe Marino.
Il titolo fa riferimento ovviamente al grido dei moti di Reggio ma Scopelliti e Marino si sono trovati d’accordo nel definire quella rivolta un movimento di popolo al quale hanno partecipato in tanti. Marino ha ricordato lo storico discorso dell’allora sindaco Pietro Battaglia in piazza Duomo. Proprio il papà di quel Mimmetto che oggi è candidato sindaco e che sfida il guru del centrodestra calabrese, Francesco Cannizzaro.
Scopelliti si è detto d'accordo e ha ricordato gli oltre 3000 giovani che finirono inquisiti a Potenza per le proteste. «Questo sgombra definitivamente il campo da chi ha provato ad etichettare quella rivolta come di estrema destra o addirittura legata alla ‘ndrangheta».
Ma le simbiosi sono finite qui visto che la puntata ha offerto un gustoso antipasto di quella che sarà la campagna elettorale futura. In proposito Scopelliti partecipa con la sua storica lista “Reggio Futura” e ha preso quasi le distanze se non dalla Lega, dai suoi rappresentanti territoriali. In particolare dal capogruppo regionale Giuseppe Mattiani. «Mattiani rivendica che la Lega è lui - ha detto Scopelliti - d’altronde lui è il rappresentante istituzionale della Lega. Non conosco quindi chi ne farà parte. Sarica ha dato certamente un mano ma non si candiderà». Dietro il politichese Scopelliti scende in campo con i suoi uomini, è pronto a contarsi e a far valere tutto il suo peso
Ne ha approfittato subito l’ex parlamentare del M5S Fabio Auddino per sottolineare come i rapporti nel centrodestra non siano idilliaci, circostanza ovviamente negata dai rappresentanti in studio del centrodestra. Non così nel centrosinistra dove questa volta (ed è già una notizia) non si è litigato. Anche perchè, ha ammesso il grillino, il M5s non è riuscito nemmeno a creare una lista propria e cercherà di “imbucare” qualche candidato nelle liste civiche di Battaglia.
Dicevamo però del veleno che è arrivato nella coda quando Marino ha iniziato a dire che il centrodestra alla guida di Reggio Calabria non solo ha lasciato macerie economiche con un buco di 300 milioni di euro, ma soprattutto ha umiliato il terzo settore con le cooperative che scesero addirittura in piazza a protestare e molte delle quali sono arrivate alla chiusura.
Chiunque conosce Scopelliti, soprattutto quello degli ultimi anni, sa quanto tenga al suo rapporto col mondo del volontariato. Così ha immediatamente rintuzzato parlando di un bilancio falso del centrosinistra, certificato tale dalla Corte dei Conti. «Solo che a voi non vi hanno indagato, non vi hanno arrestato - ha detto facendo riferimento alla sua vicenda personale - perchè nessuno è andato in Procura a sporgere denuncia»
A quel punto Marino ha parlato del buco da 30 milioni lasciato all’Atm e al concordato che si è potuto ottenere solo grazie al sacrificio dei lavoratori che hanno rinunciato a 200 euro al mese sul loro stipendio. Insomma storie curiosamente simile a quanto è avvenuto a Cosenza sempre nella gestione centrodestra. Poi le rate del mutuo legato all’acquisto di derivati finanziari per dieci milioni di euro.
Ultima stoccata ha riguardato il Waterfront. Marino ha detto che l’opera era definanziata e che l’unica cosa che ha trovato l'amministrazione Falcomatà è stato il decreto ingiuntivo del progettista. Circostanza questa negata da Scopelliti che ha rimarcato di aver lasciato 53 milioni di euro per l’opera. Ha poi incalzato, senza ottenere risposta, Marino nell’indicare quali siano queste tasse più alte d’Italia che i reggini starebbero pagando da dieci anni.
Auddino allora si è chiesto se Cannizzaro abbia intenzione di seguire il modello della gestione Scopelliti o se voglia andare in un’altra direzione nel governare Reggio.
In questo contesto non poteva mancare il tema dei temi ovvero la sanità. Lo spunto l’ha dato l’intervento da remoto del giornalista de “Il Fatto Quotidiano", Antonello Caporale. Il giornalista ha parlato della fattura da 67mila franchi svizzeri inviata a uno dei ragazzi rimasti feriti nell’incendio della discoteca Crans Montana per quindici ore di ricovero in Rianimazione. Secondo Caporale quella fattura dobbiamo tenerla ben a mente per ricordarci l’importanza del nostro servizio sanitario nazionale universale e gratuito. Un servizio che troppo spesso è svilito da ruberie e scarsa considerazione da parte della politica, soprattutto in Calabria.
Quanto basta per riaccendere la discussione con Auddino e Marino che hanno indicato l’origine dei mali della sanità calabrese nella chiusura dei 18 ospedali operata da Scopelliti quando era a guida della Regione. Su questo Scopelliti ha avuto la strenua difesa di Francesco Bernardo, avvocato di Forza Italia, che ha ricordato come fu il Governo Loiero ha firmare un piano di rientro lacrime e sangue che prevedeva la chiusura di quegli ospedali e che poi si trovò Scopelliti a dover attuare.
Insomma la campagna elettorale a Reggio Calabria ha conosciuto un gustoso prologo a Perfidia. Resta la domanda lanciata nel suo editoriale dall’ex consigliere regionale Giuseppe Graziano: chi mollerà e chi resterà nella battaglia politica reggina?

