Al Consiglio regionale della Calabria la festa continua, nuova infornata di portaborse targati Fdi: nomi e importi

Continua senza sosta la girandola di assunzioni dal sapore elettoralistico. Il partito di Giorgia Meloni macina contratti nonostante l’Assemblea sia formalmente sciolta da novembre e il partito sovranista si scagli pubblicamente contro l'accaparramento di nomine (ASCOLTA L'AUDIO)

di Alessia Bausone
25 maggio 2021
15:58
Wanda Ferro, Fausto Orsomarso e Giorgia Meloni
Wanda Ferro, Fausto Orsomarso e Giorgia Meloni

Sono tornati. Sono gli ormai famosi Co.co.co., i contratti di collaborazione su cui abbiamo puntato il riflettore da mesi e che sono stipulati dai gruppi partitici presenti in Consiglio regionale e costano ai calabresi 1,3 milioni di euro l’anno. A che servono? Nessuno ha mai spiegato in cosa consistano effettivamente e quali siano le mansioni da svolgere, ma alla luce dei curriculum (spesso miseri per un collaboratore di un organo pubblico, dato che sono stati “assunti” barman, baby sitter, commesse e carpentieri) e delle posizioni partitiche pare siano inquadrabili in maniera plateale come vere e proprie prebende in chiave pre-elettorale per gli amici degli amici. Il tutto è ancor più grave tenuto conto che il Consiglio regionale calabrese è "sciolto" e, quindi, in carica solo per gli affari correnti.

Gli appetiti di Fdi

Se a fare man bassa di contratti lo scorso febbraio erano stati il capogruppo Udc Giuseppe Graziano e il consigliere regionale di Forza Italia Raffaele Sainato, i contratti di collaborazione stipulati ad aprile con scadenza a fine luglio sono quasi tutti in quota Fratelli D’Italia.
Ironia della sorte, questi Co.co.co. per gli amici di partito (pagati dai calabresi) venivano stipulati proprio nei giorni in cui l’assessore regionale al lavoro e vicecoordinatore regionale del partito Fausto Orsomarso affermava pubblicamente in maniera perentoria «Nessun accaparramento di nomine da parte di Fdi», rispetto alla polemica nata sulle caselle “opzionate” in FinCalabra suscitando poi contrasti con la Lega. Un’ulteriore gatta da pelare, quindi, per la commissaria regionale Wanda Ferro, che tra scandali, arresti eccellenti e pubblici imbarazzi, pare riesca difficilmente a tener a freno l’ira della Meloni sulla gestione calabrese del partito.


L’esercito dei morroniani

In quota Luca Morrone tra gli “assunti” abbiamo l’ex consigliere comunale di Amantea e fondatore del movimento “Spirito Libero” Robert Aloisio a cui andranno 1.789,67 euro. La stessa cifra sarà elargita al consigliere comunale del gruppo “Cosenza popolare” Massimo Lo Gullo (già assessore comunale e consigliere provinciale); al commissario Fdi e consigliere comunale di Acri, Salvatore Palumbo (di professione responsabile di sala all’Hotel Vecchia Noce di Acri) e alla vicesindaca di Casali del Manco, Federica Paura.
In elenco anche Donatella Cardillo, impiegata in “Petramale Acciai”. A lei andranno 2.234,13 euro. Tra i segni particolari vi è quello di essere la moglie di Andrea Algieri, consigliere comunale di Bisignano della lista civica “Insieme per il Buon Governo”, eletto alle amministrative del 2017 con ben 576 voti personali. Alle elezioni regionali del 2014 sostenne il candidato del Pd (oggi candidato sindaco di Cosenza) Franz Caruso, mentre nel 2020 è stato folgorato sulla via morroniana...e anche la moglie.

Tutti gli altri Co.co.co. meloniani

Non solo nel cosentino, però, sono fioccati i contratti di collaborazione. A vederselo rinnovare è il lametino Rosario Aversa, già candidato alle scorse elezioni europee con Fdi, coordinatore per la provincia di Catanzaro dei meloniani e vice coordinatore regionale del partito sovranista dal febbraio 2019. A lui andranno 4.403 euro fino al 31 luglio. Con lui è presente Francesco Fragomele, presidente del circolo Fdi di Stalettì e membro dell’esecutivo provinciale di Catanzaro del Partito, è anche capogruppo di maggioranza della lista “ Liberamente” che sostiene il sindaco Alfonso Mercurio a Stalettì, oltre che vicepresidente della proloco del paese. A lui andranno 4.244,33 euro.
Anche nel crotonese assunzioni in quota Fdi.
Per Giovanni Iaconis, Presidente di Fdi Crotone e coordinatore provinciale di “Riva Destra”, il movimento federato ai meloniani, sono in arrivo 2.816,33 euro. Mentre ben 2.923,43 euro andranno a Tommaso Cortese, figlio di Lino Cortese, consigliere comunale di Verzino eletto nel 2019 con la lista civica “Per Verzino”. Quest’ultimo è stato nominato proprio ieri capo dipartimento “Cultura rurale” di Fratelli D’Italia provincia di Crotone da Michele De Simone, il coordinatore provinciale. Il figlio Tommaso è neolaureato in scienze e tecnologie agrarie, con particolare esperienza, come da lui dichiarato nel curriculum, sull’allevamento ovicaprino e sulla produzione di foraggi e cereali di alta qualità.
Ben 2.485,00 euro andranno all’avvocata Giovanna Lo Gatto, già candidata alle elezioni comunali di Vibo Valentia nel 2019 nella lista di Fratelli D’Italia e moglie di Franco Stinà, coordinatore regionale del citato gruppo “Riva Destra”.

Cosa ne pensa la Meloni?

Se in Calabria il posto per gli amici di partito c’è eccome. Non è chiaro per cosa saranno percepiti questi soldi pubblici, ma è chiaro che andranno a persone "elettoralmente utili". C'è da chiedersi cosa ne pensi Giorgia Meloni che in altre Regioni del Sud si è scagliata negli ultimi anni in maniera mediaticamente incisiva contro il clientelismo.
«il sistema clientelare che si sta delineando e che sta emergendo è totalmente amorale: alimentare il potere di alcuni soggetti attraverso il sottosviluppo del territorio, la povertà perenne e l’emigrazione forzata dei giovani che non si sottomettono alla logica della raccomandazione è indegno», diceva la leader Fdi nel 2018 a seguito dello scandalo sulla sanità in Basilicata.

«Non ci votate per interesse, per quello c'è la sinistra. E neanche se votate per rabbia, in quello sono cintura nera i Cinquestelle. Se quello che vi muove è l'amore il voto giusto è a Fratelli d'Italia», diceva, invece, durante la campagna elettorale regionale in Puglia dove evocava lo «smantellamento del sistema clientelare della sinistra» .
In più, il codice etico nazionale recentemente approvato impone ai rappresentati di Fdi di "evitare ogni forma di favoritismo e clientelismo e a non ricevere o a rendere vantaggi indebiti nell’ambito del proprio operato”.
Nonostante questo, e non da oggi, sulla Calabria la Meloni, invece, ha deciso di tacere. 

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