Fuoco amico

Autonomia differenziata, Occhiuto sprona Fi a bloccare la riforma se non ci sono i fondi per i Lep ma il partito potrebbe lasciarlo solo

Nasce l'organismo forzista che vigilerà sugli effetti concreti della legge soprattutto sul Sud. Il governatore della Calabria spera che gli azzurri non votino in Parlamento le intese che possono danneggiare il Meridione. Inizia un braccio di ferro dall'esito molto incerto

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di Massimo Clausi
9 luglio 2024
06:15

Sarà composto dai massimi responsabili istituzionali e politici del Movimento, (il vice premier Antonio Tajani, il ministro per le Riforme Elisabetta Casellati, il sottosegretario all'Economia Sandra Savino, i presidenti delle Regioni, i capigruppo alla Camera, al Senato e al Parlamento Europeo, i vice segretari nazionali, e un selezionato gruppo di tecnici, economisti e studiosi) l’Osservatorio sull’autonomia differenziata di Forza Italia.

Un organismo varato durante il consiglio nazionale del partito, svoltosi a Roma. L’obiettivo è quello di monitorare gli effetti pratici dell'attuazione della legge, «che deve valorizzare tutte le regioni, con particolare attenzione a non penalizzare il Sud» si legge nel documento finale. Così come annunciato, quindi, Forza Italia, che proprio nel Sud ha gran parte del suo bottino elettorale, ha trovato una posizione mediana fra la voglia della Lega di dare subito attuazione al regionalismo differenziato e quella del centrosinistra che si sta organizzando per raccogliere le firme ai fini di un referendum abrogativo della legge.


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Gli auspici di Occhiuto: «Spero che Fi non voti intese senza i Lep»

Il punto è capire come inciderà questo Osservatorio che corre il rischio di essere molto simile agli ordini del giorno fatti approvare sempre da Forza Italia ovvero poco rilevanti. Su questo lo stesso vice segretario nazionale Roberto Occhiuto ha le idee chiare. «Il mio auspicio - ha detto - è che Forza Italia non voti in Consiglio dei ministri e in Parlamento alcuna intesa con singole Regioni se prima non saranno interamente finanziati i Lep, e se non ci sarà la matematica certezza che determinate intese possano produrre danni al Sud». Il problema è che siamo agli auspici, bisognerà vedere se FI avrà la forza di votare contro le indicazioni del Governo e quanto questo eventualmente peserà. Ricordiamo che alle votazioni alla Camera i parlamentari calabresi si erano limitati ad allontanarsi al momento del voto in aula, cosa che certamente non ha inciso sul risultato finale.

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Occhiuto però ci crede e prova anche a smentire chi leggeva nella sua nuova posizione sull’autonomia differenziata una sfida interna al partito. «Ho espresso qualche perplessità sulla riforma dell'autonomia differenziata - ha detto - ma sottoscrivo parola per parola quello che ha sostenuto Antonio Tajani. Il partito è coeso. Probabilmente la legge meritava un ulteriore approfondimento. Il ddl Calderoli, purtroppo, è arrivato all'ok finale delle Camere senza che contemporaneamente sia giunto al traguardo anche il superamento della spesa storica. Spero che Forza Italia, così come ha sempre detto il nostro leader Antonio Tajani, metta al centro della sua azione proprio il superamento delle differenze territoriali, archiviando definitivamente la spesa storica a favore dei fabbisogni standard».

«Sì al Ponte in un grande progetto di infrastrutturazione»

E nel corso della direzione si è discusso anche di un altro tema che riguarda il Mezzogiorno ovvero il Ponte sullo Stretto definito in un documento opera voluta per molti anni dal presidente Berlusconi e oggi dai governatori azzurri di Calabria e Sicilia. «Il ponte sullo Stretto di Messina, è l'opera simbolo, che può fungere da volano. Ma naturalmente deve essere parte di un grande progetto di infrastrutturazione, anche in ambito digitale, che unisca davvero il nostro Mezzogiorno all'Europa». È quanto si legge nel documento politico approvato dal consiglio. Un modo per intestarsi in qualche modo la realizzazione dell’opera su cui la Lega ha messo pesantemente la firma politica.

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Giustizia, Tajani: «Bene la separazione delle carriere»

E proprio per non restare nell’angolo degli alleati l’ultimo tema trattato è stato quello della giustizia che per molti è stato terreno di scambio con autonomia differenziata e premierato. «Bene la separazione delle carriere - ha detto Antonio Tajani durante la sua relazione - perché un processo giusto esalta il ruolo del giudice terzo, ma non c'è nessuna scelta contro la magistratura». Un tema delicato per Forza Italia che da anni porta avanti la questione ma che diventa ancora più importante per permettere al partito di avere una sua specificità politica.

Giornalista
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