Il candidato sindaco del centrodestra, con autorevolezza ed emozione, si presenta alla città illustrando i passi fondamentali per la nuova classe dirigente che abiterà Palazzo San Giorgio. Chiuso il “caso Merenda”, si apre un portone per un dialogo con il Patto civico di Lamberti: «Pronto al dialogo anche stasera»
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Il pulpito da cui parla è lo stesso del 17 ottobre, quando a piazza Duomo aveva dato la sua ampia disponibilità a giocare la partita delle comunali in prima persona. Il luogo è la segreteria regionale di Forza Italia, a due passi dal Consiglio regionale, che per transizione diventerà la segreteria del candidato sindaco. Francesco Cannizzaro passa così dai social all’abbraccio dei suoi, in quella che è la prima uscita da candidato a primo cittadino per un centrodestra che ha benedetto sin da subito la possibilità della sua discesa in campo.
Cannizzaro, risoluto ma visibilmente emozionato, parla del suo sogno da bambino, di un obiettivo inseguito da tempo con tempi che dovevano maturare prima dell’annuncio ufficiale. Per questo mette a tacere, derubricandole a «chiacchiere» le voci che vorrebbero una scelta dettata dall’opportunità all’indomani del risultato del referendum sulla giustizia: «Assicuro che non è così perché il governo centrale ripartirà molto più rinvigorito di prima, e questo non lo dice Canizzaro, lo dicono già i sondaggi. Io avrei potuto tranquillamente continuare nella mia zona di comfort, in Parlamento, a sviluppare qualche emendamento e qualche norma a favore di Reggio, prendendomi gli applausi di questa città che non finirò mai di ringraziare per il sostegno di tutti questi anni, per l'affetto, la solidarietà, per tutto. Ed è per questo che ho deciso di scendere in campo, per tentare di ripagare questo affetto e questo sostegno. Poi ho detto, tra me e me, guardandomi allo specchio, ho 43 anni, un po' di energia ancora me la sento addosso, Reggio Calabria è una città bellissima, la più bella del mondo, ha un potenziale straordinario, ma è ridotta ai minimi termini. Insomma mi sentivo addosso la responsabilità di dover individuare in qualità di leader di Forza Italia, il candidato o la candidata sindaco perché questa partita, assolutamente, non si può sbagliare».
Cannizzaro, che rimarca di aver avuto sotto mano diversi profili appetibili, punta tutto sulla voglia e sul desiderio di cambiare le sorti di questa città. «È chiaro che ho fatto questa scelta con il cuore, con tutto il cuore, ho fatto questa scelta con la testa perché non sono uno sprovveduto. Vorrei trasmettere ad ogni singolo cittadino di Reggio in questo momento, l'entusiasmo e l'adrenalina che in queste ore e in questi giorni ho in corpo. L’ho detto anche a qualche leader nazionale che in queste ore mi ha raggiunto al telefono: questa è e sarà la campagna più entusiasmante della mia vita».
Dopo aver esaltato la “continuità politica” tra governo nazionale e regionale Cannizzaro prova a incastrare l’ultimo tassello, quello di un centrodestra alla guida della città di Reggio Calabria, predicando al contempo orgoglio e forza da una parte ed umiltà e impegno dall’altra: «Le elezioni non si vincono con i comunicati di apprezzamento ma sono certo che possiamo vincerle se riusciremo a spiegare ad ogni singolo cittadino qual è il nostro programma e la nostra visione di città».
Cannizzaro: «Lascio Roma per stare qui h24. Anche gli assessori dovranno fare una scelta»
Il candidato sindaco non intende parlare del programma. Lo dice subito al plotone di giornalisti che ha davanti. Così offre qualche pillola del Cannizzaro pensiero e sulle caratteristiche principali di quello che sarà il suo eventuale mandato. Intanto con due annunci. Da una parte chiarendo che rimarrà - «me l’hanno chiesto o me l’hanno imposto, valutate voi» - coordinatore regionale degli azzurri, e dall’altra rimandando a sabato la presentazione del simbolo della lista del candidato “Cannizzaro sindaco”, all’interno della quale, giura, non ci saranno posizioni preminenti o consiglieri uscenti, ma solo giovani e comunque gente “nuova”. Al proposito chiarisce anche che non ci sarà la lista “Occhiuto presidente”. «Gli ho detto io di fermarsi, perché c'è bisogno che lui si dedichi molto più a Catanzaro, perché dobbiamo lavorare di pari passo, con tutta la squadra di Forza Italia, di Fratelli d'Italia, della Lega, di Noi Moderati, e di tutto il centrodestra, perché quello che sta avvenendo in Calabria dovrà avvenire, e molto di più, anche a Reggio e nella Città metropolitana».
Quindi Cannizzaro, che parla di «squadra di primo livello», avverte: «se dovessi diventare sindaco di questa città, gli assessori che io chiamerò a far parte della futura giunta e della futura squadra, sappiano già da adesso, e vale anche per coloro i quali saranno evidentemente designati dai partiti, che si troveranno davanti ad una scelta: per fare l'assessore con Cannizzaro sindaco dovranno rinunciare alla loro postazione di lavoro, perché la città non può perdere tempo. Questo è un principio a cui io non posso rinunciare». Discorso che in qualche modo vale anche per chi aspira ad occupare uno degli scranni di Palazzo San Giorgio. Cannizzaro racconta alcuni aneddoti di consiglieri impegnati a fare la spesa ma collegati on line con la Commissione di turno: «chi ha intenzione di candidarsi con la mia coalizione ci pensi bene e lo sappia già da adesso perché il primo atto qualora io dovessi diventare sindaco è il cambio di regolamento delle Commissioni, che si fanno a Palazzo San Giorgio e non online. Mettiamo i primi punti fermi perché chi pensa di candidarsi a fare il consigliere comunale e poi magari pensa di esercitare il ruolo come fatto fino ad oggi, si candidi dall'altra parte perché con me questa cosa non si farà mai».
Un passaggio, a proposito di cambiamenti, Cannizzaro lo dedica anche alle Circoscrizioni per il cui ritorno si è speso negli anni scorsi, annunciando che il regolamento votato a maggioranza – soprattutto nella parte che riguarda il voto - nei giorni scorsi sarà immediatamente cambiato.
Cannizzaro: «bisogna partire dall’apparato amministrativo»
Nelle precedenti uscite, il candidato sindaco aveva chiarito che nell’elaborazione di una nuova classe dirigente per la città, molto sarebbe dipeso anche dall’operatività degli uffici. In tal senso Cannizzaro ribadisce che «non vi è assolutamente dubbio che bisogna iniziare dall'apparato amministrativo. Io sono certo che all'interno di Palazzo San Giorgio e della Città metropolitana ci sono professionalità di primo livello, ne conosco qualcuno, che evidentemente in questi anni non è stato messo nelle condizioni di poter operare, perché ritengo che sia mancata la politica con la “p” maiuscola, perché se c'è una politica con la “p” maiuscola l'apparato amministrativo credo che abbia tutto l'interesse, soprattutto se è residente, se è figlio di questa terra, ad apportare e dare il proprio contributo. Io non credo alle famose favole di chi sostiene che il dirigente si è messo contro il sindaco, contro la politica e non gli ha fatto realizzare questa o quell’opera. Io credo che se c'è un sindaco autorevole, forte, determinato, accompagnato da un esecutivo altrettanto autorevole, l'apparato amministrativo non può non allinearsi con quello che è l'indirizzo politico. Quindi via, prima ancora che il sindaco indossi la fascia, quelli che in questo anno hanno contribuito allo sfascio di questa città, non li voglio vedere nemmeno in fotografia».
Alleanze, diktat e dialoghi… aperti
Nel fuoco di fila delle domande dei giornalisti fanno capolino le vicende che stanno animando il dibattito politico cittadino. Intanto il ritiro quasi certo della candidatura di Anna Nucera che pure si presentava da civica di sinistra. Cannizzaro esprime stima per la donna: «la conosco da molti anni, non l'ho mai frequentata, la stimo moltissimo, è una persona credo anche di qualità, ma affiancherà Battaglia. Alla fine si sono ritrovati tra di loro, perché Anna Nucera è figlia anche di Falcomatà avendone fatto l'assessore. Non avrebbe mai potuto avere un approccio di carattere politico».
Il candidato sindaco poi, con autorevolezza e convinzione dichiara chiuso il “caso Merenda”, il consigliere di centrosinistra in predicato di candidarsi con Noi Moderati, estendendo il concetto anche agli altri partiti della coalizione: «Il tema non si pone, ho chiesto al leader regionale di Noi moderati, Pino Galati, di risolvere la pratica e mi pare che è già chiusa. Anzi, questo mi dà la possibilità di dire a tutti i leader dei vari movimenti politici facente parte della coalizione del centrodestra e dei partiti che lo stesso metodo sarà adottato per ogni singola lista della coalizione».
Infine, il rapporto con Eduardo Lamberti Castronuovo che da candidato sindaco del Polo civico, in una recente intervista, ha ribadito di essere in corsa ma di guardare al centrodestra in caso di ballottaggio con Mimmetto Battaglia. Una sorta di apertura che Cannizzaro non si fa sfuggire: «è innegabile che Edi Lamberti Castronuovo è una grande risorsa di questa città, ho letto l’intervista e mi domando e chiedo, perché aspettare il ballottaggio? Uno, perché il ballottaggio evidentemente non ci sarà. Due, credo che politicamente è un ragionamento che può essere fatto ancora prima della presentazione delle liste e quindi senza cimentarci in quello che è il campo della democrazia attraverso il quale poi passerà appunto la parola ai cittadini. Di fatto lo raccolgo anche come una sorta di appello da parte di Edi Lamberti e del suo gruppo. Io sono disponibile anche stasera ad un dialogo».
A proposito di Mimmetto Battaglia, che aveva proposto un patto di trasparenza, perché tanto nelle liste del centrosinistra quanto in quelle del centrodestra non ci siano candidati che cambiano casacca in corso, Cannizzaro è lapidario pur mostrando rispetto politico e personale per l’avversario: «Non ho tempo di fare patti e tavoli di questo genere. Io però direi a Mimmetto di stare tranquillo, perché da questa parte non credo che ci possa essere qualcuno che guardi con interesse dall'altra parte».

