Il leader pentastellato chiede misure d’emergenza finanziate con gli extraprofitti e sollecita un nuovo Pnrr europeo per energia, lavoro e industria. Critiche all’esecutivo anche su diplomazia e informazione
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Il presidente del Movimento 5 Stelle affida a un post pubblicato sulla propria pagina Facebook ufficiale un duro attacco all’esecutivo Meloni. Chieste misure di emergenza finanziate attraverso gli extraprofitti e un nuovo Pnrr europeo per energia, lavoro e industria
Il caro carburanti torna al centro dello scontro politico. Con un post pubblicato sulla propria pagina Facebook ufficiale, Giuseppe Conte attacca duramente il Governo Meloni, accusandolo di avere sottovalutato per mesi un’emergenza che sta colpendo famiglie e imprese.
«Il costo del caro carburante è fuori controllo, l’intervento tardivo e ridicolo del Governo del 4 agosto è stato immediatamente mangiato dagli aumenti», scrive il presidente del Movimento 5 Stelle. Per Conte, nonostante le misure annunciate dall’esecutivo, «la mazzata resta da mesi a carico di cittadini e imprese».
Nel suo intervento su Facebook, il leader pentastellato richiama anche le previsioni del presidente di FederPetroli Italia: «Nei prossimi mesi non sarà difficile toccare i tre euro al litro sul gasolio, se si continua così». Uno scenario che, nella sua analisi, si inserisce in un quadro economico già compromesso: «Per non parlare dell’inflazione e dei rincari generalizzati, del preoccupante prezzo del gas che potrebbe tradursi in nuove stangate sulle bollette».
L’accusa rivolta all’esecutivo è quella di avere assistito passivamente all’aggravarsi della situazione. «Sono mesi che si fischietta», denuncia Conte, sollecitando una risposta immediata e proporzionata alla dimensione della crisi.
«Un Governo all’altezza della sfida dovrebbe riunire immediatamente il Consiglio dei ministri per adottare misure di emergenza», sostiene l’ex presidente del Consiglio. Le risorse, secondo la proposta del Movimento 5 Stelle, dovrebbero essere recuperate «dagli extraprofitti dei colossi energetici, delle banche e delle industrie militari».
I fondi così ottenuti, aggiunge Conte, dovrebbero essere impiegati per garantire «sostegni mirati alle famiglie più in difficoltà» e per calibrare interventi sui prezzi e sui crediti d’imposta destinati alle imprese maggiormente esposte all’aumento dei costi energetici.
L’offensiva politica investe anche il ruolo dell’Italia nell’Unione europea. «Il Governo dovrebbe esercitare un ruolo vero a Bruxelles, dopo quattro anni di nulla», afferma il presidente del M5S. La richiesta è quella di costruire una nuova risposta comune alla crisi economica ed energetica: «L’Europa dovrebbe mettere in campo un nuovo Pnrr per energia, lavoro e industria anziché favorire spese pazze sul riarmo dei singoli Stati».
Secondo Conte, alla debolezza dell’iniziativa europea si accompagnerebbe l’assenza di un’autentica strategia diplomatica. «Il Governo dovrebbe investire sulla diplomazia in maniera decisa», scrive, accusando l’esecutivo di avere «lasciato completamente impunito Netanyahu».
Il presidente del Movimento 5 Stelle lega direttamente le tensioni internazionali all’aumento dei costi sostenuti dagli italiani. Netanyahu, afferma Conte, «si è trascinato Trump in una guerra illegale all’Iran per cui gli italiani pagano il prezzo con il caroenergia e anche con i rischi di possibili ritorsioni di Teheran sulle basi in Europa, di cui si parla in queste ore».
Il giudizio complessivo sull’azione dell’esecutivo è netto: «Mi pare che si continui a far finta di niente». Conte contesta anche la narrazione proposta dalla presidente del Consiglio: «Meloni fa interviste per dire che “l’Italia è più forte di prima”», mentre il Paese, secondo il leader pentastellato, si trova ad affrontare un’emergenza economica ancora priva di risposte adeguate.
Nella parte conclusiva del post entra anche il tema dell’informazione. Conte accusa la maggioranza di tentare di spostare l’attenzione dalle difficoltà economiche attraverso una campagna contro Report: «Cercano di coprire l’emergenza economica arruolando tutti i giornali e le televisioni che controllano per buttare fango 24 ore su 24 sulla redazione di un programma d’inchiesta».
Report, prosegue Conte, «ha costituito una vera spina nel fianco di un Governo che vuole TeleMeloni a reti unificate», soprattutto adesso che «la campagna elettorale è alle porte».
Da qui l’appello lanciato attraverso la sua pagina Facebook: «Teniamo alta la guardia: Report e le sue inchieste non sono un problema per gli italiani, ma solo per i politici che non tollerano il giornalismo d’inchiesta».
Per Conte, il nodo politico rimane la capacità dell’esecutivo di affrontare concretamente l’aumento dei prezzi e il progressivo indebolimento del potere d’acquisto. «Il problema degli italiani», conclude, «è un Governo che dopo quattro anni è rimasto immobile senza offrire soluzioni».

